ARTISTI SALENTINI / EZECHIELE LEANDRO

| 16 febbraio 2021 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Quarant’anni fa ci lasciava Ezechiele Leandro (nella foto).

Era personaggio cupo, intrattabile, una sorta di mistico inserito a forza in una realtà a lui per nulla congeniale, autore di rappresentazioni dei suoi incubi che riuscivano a trasmettere perfettamente il senso di disagio e di fastidio che danno tutte le simbologie del Male e del Maligno.

Ora, con un pizzico di distacco, si sta cercando di recuperare la sua Arte e di presentarlo come è stato, sotto altri cieli, per lo stesso Ligabue ma anche per Ghizzardi o Orneore Metelli, Mazzacurati e Giunchi.  Non fosse altro che per rinvigorire la sua poca conoscenza e, soprattutto, far lievitare la valutazione delle sue opere: che, nel mondo dell’arte, è elemento di imprescindibile importanza.

Piano piano, insomma, anche da noi ci si è accorti che il ‘genio’ c’era: nascosto, vilipeso, trascurato, addirittura osteggiato, ma c’era. E, magari, adesso è tardi per farlo emergere, a meno che non si imposti una completa rivisitazione dell’opera di Leandro, partendo magari dai copiosi scritti che ha lasciato e che sono stati totalmente ignorati, con la sola eccezione del ‘gruppo di studio’ realizzato vent’anni fà dall’Associazione ‘Raggio Verde’ che diede alle stampe un prezioso testo, oggi praticamente introvabile…

 

Pensate che, ad esempio, per Ghizzardi si sono realizzati film, documentari e una edizione accattivante dei suoi scritti, dal’esplicativo titolo di ‘ Mi richordo anchora’, proprio a sottolineare la sua autentica a-cultura, una sorta di sigillo per gli autentici ‘naif’.

Forse a Leandro, oltre all’handicap geografico, ha nuociuto la sua fissazione religiosa che, come si sa, non è mai stata ben vista dalla critica e dalla cultura prettamente laica. Ma era proprio dalla personale visione iper mistica e semplicistica, tutta fiamme e fuoco per i peccatori, che deriva la sua scelta artistica, dove a un ‘Santuario della Pazienza’ si mescola la costante rappresentazione del Peccato e delle Tentazioni, con un cantuccio privilegiato per l’Invidia, considerata da Leandro il peggiore dei mali…

Allora, prendiamone atto: Ezechiele Leandro è uno tra i più significativi artisti del Salento.

Anche se le sue opere stentano ad essere riconosciute nei Musei e nelle istorie d’arte, ha lasciato testimonianze uniche, irripetibili e subito riconoscibili del suo fare non solo pittorico ma anche soprattutto legato all’assemblamento del ‘materiale di risulta’ che nessuno, come lui, ha saputo elevare a ‘costruzione artistica’.

Sforziamoci perciò di conoscere e valutare il nostro fratello Ezechiele: in vita, per i contemporanei, è stato giudicato poco più che un mentecatto, un individuo pieno di complessi e fissazioni, incapace di scrivere e dipingere secondo i canoni ufficiali.

Adesso, però, addentrandoci nel suo agitato mondo interiore, scopriamone, anche se con grave ritardo, le cristalline qualità di Artista a tutto tondo.______

Category: Cronaca

Comments (1)

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  1. Pierpaolo Lala, Coolclub - tramite mail ha detto:

    Un ciclo di talk online, installazioni, visite guidate e una mostra nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce: dal 17 febbraio si celebreranno così i quarant’anni dalla scomparsa dell’artista salentino Ezechiele Leandro (10 aprile 1905 – 17 febbraio 1981), un visionario che attraverso la sua ricerca artistica ha creato nuovi mondi, tutti da decifrare.

    E proprio per raccontare questo universo e per conoscere la sua arte capace di travalicare la resistenza degli steccati dei linguaggi e dei confini, nell’ambito del progetto “Alchimie – la Distilleria De Giorgi residenza artistica di comunità”, nasce Leandro 40, un’iniziativa ideata e realizzata dall’associazione Variarti, a cura del docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e curatore d’arte contemporanea Lorenzo Madaro, della storica dell’arte Brizia Minerva e dell’architetto Pietro Copani in collaborazione con Castello di Copertino, Museo Castromediano e Pinacoteca Francescana di Lecce e il progetto grafico di Marco Spinelli. Leandro era pluralità, dialogo, visione: per celebrare questo speciale momento è stato pensato un programma di incontri e progetti.
    Dal 17 febbraio al 24 marzo, ogni mercoledì, in diretta sulla pagina Facebook Leandro 40 un talk online con addetti ai lavori, artisti, docenti, amministratori locali, operatori culturali. Dal 30 marzo, inoltre, nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce si aprirà “Visioni_Leandro 40”, una selezione ragionata di opere da collezioni private a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva con l’inserto di progetti sonori come la Poesia dell’acqua (a cura di Tonio Panzera, Enzo Marenaci, Silvia Boccadamo e Giuseppe Cristaldi) e “Lu Zacheli”, audio documentario poetico sulla vita di Leandro e installazione visivo sonora a cura di Daniela Diurisi e Agostino Aresu con la collaborazione di Brunella Tegas. Nelle prossime settimane (calendario ancora in via di definizione) in programma ulteriori installazioni, visite guidate e altre attività tra Castello di Copertino, Museo Castromediano e Pinacoteca Francescana.

    Ezechiele Leandro è nato a Lequile, in provincia di Lecce, nel 1905. Trovatello, cresce in una famiglia di contadini e viene riconosciuto dalla madre naturale solo undici anni dopo. Lavora come pastore ed è poi trasferito nel convento dei frati francescani del paese, dove acquisisce una cultura profondamente religiosa, entrando in contatto con l’iconografia cristiana. Nei primi anni Trenta lavora come cementista: l’esperienza risulterà poi fondamentale nel corso della sua attività artistica. Nel 1932 si sposa e si trasferisce nella vicina San Cesario, dove inizia a installare le prime sculture nel giardino della sua abitazione. Le difficoltà economiche lo spingono a trasferirsi dapprima in Africa e poi in Germania, dove lavora in miniera. Al ritorno si arruola, dopodiché lavora come ferrivecchi. Nel 1955 si trasferisce in via Cerundolo: nel giardino adiacente alla casa impianta le sue sculture e due anni dopo dipinge la prima tela, un San Giorgio e drago. Nel 1962 avvia i lavori per il concepimento del Santuario della Pazienza, il grande giardino popolato da centinaia di sculture in cemento e materiali di risulta, assemblati con un preciso ordine, guardando alle sacre scritture ma anche al profano, con accenti tragici e ironici. La struttura del Santuario – inaugurato nel 1975 e vincolato dal Mibact nel 2014 – è scandita da navate e anfratti, oggi in uno stato di conservazione precario dovuto anche ad atti di vandalismo e incuria. L’attività espositiva degli anni Settanta è molto intensa, così come gli omaggi che gli sono stati tributati dopo la sua morte, avvenuta nel 1981. È dell’estate 2016 la prima retrospettiva completa sulla sua opera, promossa dal Mibact.

    Il programma prenderà il via mercoledì 17 febbraio dalle 18 con Ouverture Leandro 40. Coordinati da Lorenzo Madaro dialogheranno Pietro Copani (MiBACT, direttore del Castello di Copertino), Luigi De Luca (direttore del Polo biblio-museale di Lecce), Brizia Minerva (storica dell’arte, Museo Castromediano di Lecce), Padre Paolo Quaranta (direttore della Pinacoteca Roberto Caracciolo di Lecce), Elisa Rizzello (assessora alla Cultura ed ai servizi sociali del Comune di San Cesario di Lecce), Fabio Tolledi (Astragali Teatro).

    Mercoledì 24 febbraio (ore 18) si illustreranno le “Prospettive per un irregolare” con Pietro Copani (MiBACT, direttore del Castello di Copertino), Eva Di Stefano (storica dell’arte, Università di Palermo, Osservatorio Outsider art), Cesare Pietroiusti (artista e presidente di Palaexpo di Roma), Salvatore Capone (già sindaco di San Cesario di Lecce e parlamentare) e i curatori del progetto Brizia Minerva e Lorenzo Madaro. A marzo il programma dei talk proseguirà mercoledì 3 (ore 18) con Materiali, materie con Antonio Benegiamo (Archivio Leandro), Daniele D’Acquisto (artista), Matteo Fato (artista), Rosanna Lerede (docente di restauro, Accademia di Belle Arti di Lecce), Andrea Romano (capo di Gabinetto della Provincia di Lecce). Mercoledì 10 (ore 18), Simone Giorgino (poeta e docente dell’Università del Salento), Gabriele Mina (studioso di arte outsider e autore di Costruttori di babele), Elvino Politi (pinacoteca “Roberto Caracciolo” di Lecce) e Luigi Presicce (artista) ragioneranno insieme di Scritture e visioni arcaiche.
    Il 17 marzo (ore 18) l’artista Antonio Marras omaggerà Leandro realizzando un’opera mentre il 24 marzo (ore 18) il programma dei talk si concluderà con i percorsi raccontati da Luigi Negro (Lu Cafausu), Mauro Marino (operatore culturale del Fondo Verri di Lecce), Rachele Fiorelli (storica dell’arte) e Rita Ferlisi (storica dell’arte, Soprintendenza BB CC AA, Agrigento).

    «Leandro rappresenta paradossalmente una risorsa straordinaria per la comunità di San Cesario di Lecce. L’occasione di conoscere una straordinaria personalità artistica di livello internazionale che ha bisogno di un costante processo di studio e valorizzazione», sottolinea Fabio Tolledi, direttore artistico di Astràgali Teatro e presidente del Centro Italiano dell’Iti – Unesco.
    «Questo progetto nasce da una riflessione su Leandro come artista totale, il cui discorso si articola e moltiplica su fronti continuamente aperti, che induce a nuovi sguardi, letture e contesti», riflettono i curatori di Leandro 40, Lorenzo Madaro, Brizia Minerva e Pietro Copani. «Un progetto curale, quindi, un modo anche per fare il punto, a quarant’anni dalla sua morte, sui documenti e sui materiali che sono rimasti, sugli sguardi e sulle voci di chi, oggi, da artista e non solo, è capace di immaginare un mondo di visioni. Grazie ad Astràgali e a Variarti per aver concesso tutto ciò».

    Il progetto Alchimie, sostenuto da Fondazione con il Sud, è promosso dal Centro italiano dell’International Theatre Institute – Unesco e da Astràgali Teatro, in collaborazione con il Comune di San Cesario di Lecce e in partenariato con Iti – Unesco Worldwide, Espéro, Teatro dei Veleni, Teatro Zemrude, VariArti, NovaVita, Libera, CPIA Lecce. Uno dei più interessanti e imponenti monumenti dell’archeologia industriale pugliese e meridionale, è infatti un luogo aperto al teatro, all’internazionalizzazione della scena, alla formazione d’eccellenza e all’inclusione sociale.

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