“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”. E COSI’ GIORGIA MELONI ARRUOLA BERTOLT BRECHT CONTRO MARIO DRAGHI

| 19 febbraio 2021 | 0 Comments

(g.p.)______Di rado le cronache parlamentari escono fuori dal ristretto giro degli ‘addetti ai lavori’. Succede solo per qualche episodio eclatante in aula, per qualche polemica, chiamiamola così, feroce. O per qualche citazione poetica.

Allora rimbalzano su tutti i media, e ‘fanno notizia’

Rimane ineguagliabile la citazione fatta da Clemente Mastella il 24 gennaio 2008 in occasione del voto di fiducia in Senato che portò alla caduta del secondo governo Prodi della poesia di Martha Meideros  “Lentamente muore”, peraltro sbagliandone l’attribuzione: questi bellissimi versi non furono scritti, infatti, come erroneamente si credeva, da Pablo Neruda, ma appunto  della poetessa brasiliana, che tutto d’un tratto, in seguito appunto all’ampio risalto che l’episodio ebbe all’epoca, divenne ‘famosa’, oltre ad aver avuto giustizia letteraria.

Ci risiamo.

Ieri a Monte Citorio, in occasione del voto di fiducia alla Camera del governo Draghi, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha detto ad un certo punto:

“Ci siamo seduti dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”.

La citazione è da Bertolt Brecht, divulgata in Italia da Enrico Baraldi e Alberto Romitti nel 1994 nel saggio “Verrà mai il giorno in cui non ci sarà la sera?”, Baldini&Castoldi Editore, in cui gli autori, due medici psichiatri, compilano un’antologia della follia, ricercando espressioni provocatorie, ironiche, strampalate, pirotecniche, tragiche, filosofiche, comiche.

Fra cui, appunto, quella ripresa ieri dalla Meloni.

Certo con quanto mai appropriata attualizzazione nella realtà odierna.

Ma c’è dell’altro a rendere ancora più sorprendente l’episodio.

Bertolt Brecht, drammaturgo, poeta, regista teatrale e saggista tedesco, uno dei grandi del Novecento, là dove stanno le radici della nostra identità di contemporanei, è un ‘mostro sacro’ della Sinistra, per la sua feroce critica della società borghese.

Ma adesso, nel nuovo secolo e nel nuovo millennio, il potere non è più della borghesia: è delle elite dell’alta finanza internazionale, un dominio senza frontiere, anonimo, celato dietro multinazionali, così detti ‘investitori’, operazioni tossiche e speculative.

Il fascino discreto della borghesia non esiste più, quelli che erano un tempo i ceti medi emergenti, dell’alacre operosità, della maggioranza silenziosa, degli onesti quanto decorosi benpensanti, sono stati immersi e sono stati affondati.

Bertolt Brecht oggi sarebbe a loro favore, e contro questa nuova elite di cui Mario Draghi è espressione e vecchio protagonista, insieme ai politici loro camerieri.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito in Italia ad una generalizzata operazione di costruzione del consenso intorno al nuovo governo, così stucchevole e così francamente insopportabile, da far invidia al culto del regime nordcoreano di Kim Jong-un.

Ma i dubbi ci sono, cominciano ad emergere in chi, sia pur in pochi, sta cominciando a costruire  l’opposizione.

Sia lode al dubbio, allora. E, per citare ancora proprio Bertolt Brecht:

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!

Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!______

LA RICERCA nel nostro articolo immediatamente precedente

“Costruiamo l’opposizione sociale al governo Draghi”

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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