LA POLEMICA / ‘MA PERCHE’ CONTINUATE CON ACCANIMENTO A FARE POTATURE SELVAGGE, INOPPORTUNE E NOCIVE PER GLI ALBERI, PER L’AMBIENTE E PER TUTTI NOI?’

| 1 marzo 2021 | 4 Comments

Riceviamo e  volentieri pubblichiamo. Il Coordinamento Alberi e Verde Urbano Lecce ci manda per conoscenza la seguente lettera aperta inviata alle competenti autorità politiche e tecniche di Comune, Provincia e Regione, sottoscritta da altre dieci associazioni, in cui si lamenta di come sono state fatte le potature degli alberi in città (documentazione fotografica recente su vari punti della città)______

 

Potature drastiche del patrimonio arboreo pubblico della città di Lecce

Come Coordinamento Alberi e Verde Urbano di Lecce, vorremmo porre l’attenzione sulle drastiche azioni di capitozzatura delle alberature stradali, di quelle delle principali aree verdi della città e delle marine, come anche sull’ossessiva tosatura dei prati erbosi.

Le potature, inopportune e nocive, avvengono talvolta anche in periodi vietati

 

È ormai diventato un cliché l’abnorme impiego di uomini e mezzi per gestire operazioni di chiara deturpazione di un bene pubblico, che gravano di fatto sulle casse di un’amministrazione già molto sofferente.

Azioni peraltro deprecate dagli appelli accorati di tanti cittadini e tecnici del settore a livello Nazionale, come dimostra la proposta di legge di co.n.al.pa (coordinamento nazionale alberi e paesaggio) del 2019 contro la capitozzatura, e le nuove linee guida 2020 del MiPAAF.

 

In tali documenti si sottolinea più volte la necessità di limitare le potature a tagli di ridotta entità e non superiori al 10% della superficie fotosintetizzante.

Come più volte ribadito non si tratta di un danno esclusivamente estetico ed erariale; riteniamo molto più insidiose e preoccupanti le implicazioni sulla salute pubblica e sull’aspetto socioculturale intrinseco.

Interventi troppo aggressivi intaccano pesantemente l’attività fotosintetica delle chiome, che rappresentano vere e proprie macchine di sottrazione di co2 e quindi dei formidabili alleati nella lotta ai cambiamenti climatici.Tutto questo in cambio di un massiccio rilascio dell’ossigeno nell’aria e della mitigazione delle alte temperature estive.

 

Con le loro fronde gli alberi sono in grado di creare microclimi circoscritti e di abbassare la temperatura anche di 3 gradi centigradi se riuniti in piccoli boschetti o organizzati in foreste urbane. Le floride chiome, limitando la diffusione del particolato, sono inoltre un filtro naturale e unico rimedio concreto alla sempre più crescente contaminazione dell’aria della nostra città.

 

Nel comunicato stampa del 27 Gennaio 2021, Arpa Puglia, valutando la presenza dei PM 10, sottolinea che anche se il valore del particolato sembra essersi mantenuto negli ultimi 6 anni entro i limiti di legge, ha puntualmente superato i valori stabiliti dall’OMS.

 

Eppure, nonostante il loro ruolo prezioso per la salute e il clima, gli alberi e gli arbusti paradossalmente diventano oggetto della fobia dell’albero killer che può cadere da un momento all’altro, e se troppo vicino alle abitazioni può diventare veicolo di roditori e di sporcizia.

Ecco che la disinformazione e i preconcetti diventano la narrazione che trasforma la normale chioma di un albero in un potenziale mostro in grado di danneggiare o peggio…di uccidere. Ma a volte sono proprio le potature sbagliate o interventi troppo drastici a indebolire e squilibrare questi preziosi giganti buoni, facendoli precipitare al suolo con tutte le conseguenze del caso.

 

A questo si aggiunge la mancanza di coordinazione fra l’ufficio lavori pubblici e la gestione del verde: i lavori per la riqualificazione di strade e marciapiedi determinano spesso l’intrappolamento degli alberi in costruzioni di cemento, con gravi alterazioni del loro spazio vitale, che ne determinano in breve la caduta.

 

Il tutto si sviluppa in un contesto di diseducazione e desensibilizzazione da parte dell’amministrazione stessa, che appoggiando gli atteggiamenti “biofobici” di alcuni cittadini, e continuando ad adottare metodiche di gestione obsolete, spicciole e drastiche, favorisce il proliferare di un atteggiamento sociale sempre più marcatamente oppositivo nei riguardi di tutto ciò che è naturale.

In tal modo si creano i presupposti per un divario sempre più ampio fra uomo e natura che ci costerà caro in termini di incapacità di costruire a breve una società biosostenibile, in grado di garantire un futuro migliore per i nostri figli.

Chiediamo pertanto ancora una volta  all’Amministrazione comunale

– di accelerare l’elaborazione di un piano del verde che promuova la piantumazione di nuovi alberi contestualmente alla riqualificazione urbanistica imminente rilanciata nel nuovo PUG e che possa finalmente limitare gli interventi sbagliati, creando dei vincoli cui attenersi e verso cui educare i cittadini, trasformando sensibilità e cultura in opportunità

– di avviare una revisione delle modalità di gestione del verde a partire dalla potatura, ridimensionandola a condizioni più affini alla naturale fisiologia delle piante

– di stabilire un idoneo incremento del verde pubblico in relazione alla concessione di autorizzazioni  per nuovi fabbricati o per la loro ricostruzione-ampliamento, in un rapporto di superficie equivalente

– che ogni intervento sul verde pubblico per scopi sia pubblici che privati sia accompagnato da preventivo confronto con l’associazionismo ambientale e con la “Terza Consulta Comunale” che proprio di questo si dovrebbe occupare e, di cui si sollecita al più presto la convocazione.

– che gli interventi siano motivati e giustificati da perizie di esperti che si avvalgano di conoscenze innovative e rispettose della naturale fisiologia vegetale

– che eventuali interventi di espianto siano accompagnati  da  una compensazione significativa non solo nel numero di piante, ma anche nel valore ambientale ed economico di quelle abbattute______

 

 

Sergio Mangia e Raffaella Gismondi per la sezione provinciale di ISDE Lecce

Giovanni e Giorgia Seclì per Forum Ambiente e Salute

Maria Cucurachi e Antonio D’aprile per Comitato Verde Santa Rosa

Vittorio De Vitis per WWF Salento

Associazione Nuova Messapia

Alessandro Presicce per Adoc sezione provinciale Lecce

Marcello D’acquarica per NoiAmbiente e Beni Culturali – odv Noa e Galatina

Gliambientalisti indipendenti Anna Siviero, Emanuele Larini e Ornella Paiano

Bruno Vaglio Agronomo

Enrico Melissano MO.Bici

 

 

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (4)

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  1. Giorgio ha detto:

    Mamma mia quante cazzate tutte insieme, si scomoda persino la psichiatria, “atteggiamenti biofobici”. La potatura degli alberi in città, come si evince dalle foto é ben fatta, L’UNICA CAPIZZATURA È QUELLE DELLE LORO TESTE, e questo tipo di intervento Fa RISPARMIARE risorse finanziare alla comunità, oltreché garantire la pulizia e la sicurezza. Se si vogliono creare dei polmoni verdi che “disinquinino” allora bisogna creare dei boschetti alla periferia esterna la città. Questi sapientoni vadano a zappare la terra prima, e poi magari tornino a parlare di alberi con cognizione di causa, e questo riguarda in particolate l’agronomo che a firmato la petizione.

  2. Mario ha detto:

    Naturalmente lei è il potatore.

  3. Franco De Pandis ha detto:

    “….uomini e mezzi per gestire operazioni di chiara deturpazione di un bene pubblico, che gravano di fatto sulle casse di un’amministrazione già molto sofferente….”. Non bisogna essere un esperto per capire che una potatura del 10% come richiesto dalle associazioni comporta um MAGGIORE PRECO di denaro pubblico rispetto ad una potatura ben fatta.

  4. Franco De Pandis ha detto:

    … Un maggiore spreco di denaro pubblico…

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