SABATO 27 LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO. MA E’ BUIO PESTO, E CRISI NERA

| 26 marzo 2021 | 0 Comments

LE FALSE PROMESSE DEL MINISTRO FRANCESCHINI. ORGANIZZATA LA PROTESTA SOCIAL DI UN COMPARTO “in estrema sofferenza”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. La Cooperativa Teatrale Improvvisart di Lecce ci manda il seguente comunicato______

Arriva la “Giornata mondiale del teatro” del 27 marzo, ma in questo momento con i teatri chiusi da un anno è difficile pensare a possibili festeggiamenti.

Improvvisart e tutte le associazioni e realtà teatrali facenti parte dell’Associazione Professionale Nazionale Improteatro accolgono l’iniziativa simbolica promossa da Quintatinta (Associazione di Improvvisazione Teatrale di Torino) di oscurare l’immagine dei profili social e sostituendola con un banner nero con la parola BUIO.

Il gesto intende riportare l’attenzione su un comparto in estrema sofferenza che da un anno brancola nel buio, cercando strenuamente di resistere per salvaguardare un patrimonio artistico ed economico in profonda crisi.

Il messaggio vuole essere anche una risposta alle dichiarazioni che hanno avuto grande spazio su stampa e media nazionali fatte dal Ministro Dario Franceschini, proprio in merito alla riapertura dei teatri in coincidenza della data del 27 marzo, dichiarazioni che da subito gli addetti ai lavori avevano compreso essere effimere ed irrealizzabili per la maggior parte del settore, poiché espresse in un periodo di estrema incertezza (in piena terza ondata) e con un protocollo che specifica la capienza massima dei teatri nel 25%.

Il teatro, le produzioni e le compagnie lo sanno bene, vivendo per la maggior parte dei casi dei biglietti di ingresso e quindi di spettatori paganti: oltre l’80% delle produzioni non ha sostegno pubblico e pertanto ripartire al 25% la capienza vuol dire non ripartire affatto, o far ripartire solo le grandi produzioni nazionali che se lo possono permettere.

 

Inoltre, va ribadito, il teatro professionale non è paragonabile ad un interruttore che da un giorno all’altro rimetterà in moto la macchina degli spettacoli per come eravamo abituati prima della pandemia, non è paragonabile al calcio o ai programmi televisivi che vivono di sponsor.

Il teatro è sudore, allenamenti, prove, costanza, fatica, contatto; il teatro è sicurezza per gli operatori e per il pubblico.

Pertanto, finché non ci saranno le condizioni per ripartire tutti assieme, la richiesta di cui ci facciamo portavoce presso le istituzioni locali e nazionali è quella di sostenere attivamente ed economicamente il comparto per farlo sopravvivere, per aiutare la cultura a resistere in questo momento buio, per programmare assieme uno splendido e meraviglioso ritorno alla luce.

 

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