ARTISTI SALENTINI / AGESILAO FLORA

| 11 aprile 2021 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Il cartapestaio socialista di Latiano.

Come tanti salentini che avevano la predisposizione per l’arte, anche Agesilao Flora si è trasferito, per qualche tempo, in una realtà che potesse insegnargli qualcosa di più approfondito. E, abbandonata temporaneamente la sua Latiano, è approdato a Roma, dove ha affinato la sua naturale tendenza alle grandi composizioni ma anche agli ingegnosi giocattoli in cartapesta.

Difatti, nel giro di poco tempo (e siamo agli inizi del secolo scorso) la prestigiosa firma di ‘A.Flora’ con l’anno della composizione a completare il sigillo, è apparsa sempre più frequentemente sui muri, sui soffitti, sulle pareti delle ville, delle case di campagna ma soprattutto dei palazzotti della buona borghesia salentina che da Gallipoli (sede scelta dal Flora per la sua prestigiosa ‘bottega’) a Nardò, fino al profondo Sud e al brindisino. Tutti, insomma,  hanno fatto a gara per avere gli affreschi del bravo maestro che, inoltre, ha contribuito in maniera determinante alla diffusione di quelle bambole di cartapesta che poi il Guacci avrà la capacità di pubblicizzare e rendere appetibili a livello nazionale.

Flora, con le sue immagini a metà tra il mitologico e il gusto ‘liberty’ così frequente nelle dimore della Capitale, impone una vera e propria moda nel Salento, lasciando il segno in quelle splendide strutture architettoniche con le volte alte e le stanze di grandi dimensioni che si susseguono quasi a seguire un filo conduttore che è dato proprio dalle scelte pittoriche che Agesilao e i suoi collaboratori vanno scandendo in ogni dove.

Anche nella casa dei miei nonni paterni, ad Alezio, vi sono i soffitti affrescati da Flora; e, per tanto tempo, da bambino, sono stato a rimirare le pose classiche di quelle matrone, le volute affascinanti di quegli angeli rubicondi che adornavano gli stanzoni altrimenti troppo grandi, troppo vuoti della vetusta dimora.

Nei saloni destinati alle feste, soprattutto, quei ritrovi a base di rosolio e ‘bocche di dama’, di paste secche o profumo ‘Violetta di Parma’, il contorno, lo sfondo era immancabilmente quello realizzato da Agesilao Flora, con perizia e grande senso della gestione dello spazio.

Fu definito ‘cartapestaio socialista’: ed era un aggiunta prestigiosa alla sua principale scelta di arredatore di soffitti e pareti… Con lui la cartapesta fu utilizzata non solo per opere religiose ma finì per diventare piacevole materiale destinato ad oggetti di compagnia…

Per quel che riguarda il socialismo, poi, le tante iniziative che Flora ha gestito, a favore della società in cui viveva, ne fanno un romantico precursore della idea socialista. Stemperata con la piacevole identità nella quale il maestro si incantava, nei quadri che, nei momenti di quiete, dipingeva e che rappresentavano la natura della sua terra, questa volta non filtrata  da esigenze estetiche e di arredamento.

Category: Cultura

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