TANTI PALI DELLA LUCE ABBANDONATI DA RIMUOVERE

| 14 Maggio 2021 | 2 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Innocenzo Graziuso e Giovanni Seclì del Forum Ambiente e Salute ci mandano per conoscenza la seguente lettera inviata al sindaco di Lecce Carlo Salvemini, all’assessore ai Lavori Pubblici Marco Nuzzaci e alla competente direzione dell’Enel______

 

Da  diversi  mesi  sono  stati  istallati nel quartiere S. Rosa (in particolare v. Argento, Bradano, Basento, Mincio) nuovi pali di illuminazione pubblica ,  in sostituzione  di altri  obsoleti,  di ferro  o di cemento, soprattutto questi spesso gravemente usurati, ma tuttora almeno 25, ormai del tutto inutilizzati, non sono stati rimossi.

Ciò è invece  opportuno e doveroso  per prevenire e scongiurare rischi di cedimento e per non deturpare il paesaggio urbano.

Situazione analoga si registra  in altre strade , anche centrali: in  v. Otranto 25  pali di ferro ed uno di cemento non rimossi, ormai del tutto inutilizzati  dopo  l’istallazione della nuova palificazione  almeno da un anno. Peraltro è strano come solo su tale viale  -a differenza degli altri (Gallipoli, Lo Re, XXV luglio etc)-  non sono stati utilizzati i pali del filobus per  ubicarvi i nuovi lampioni , così  accentuando la presenza di ostacoli alla percorribilità dei marciapiedi.  Perfino su vl. Calasso  – uno su piazzale Porta Napoli – fanno bella figura di sé due mega pali di cemento , ormai  privi di cavi.

Appena quattro mesi fa, 16 gennaio 2021, nel centro abitato di Galatina un palo  di ferro,  probabilmente ma non visibilmente  usurato,  è crollato su un auto, per fortuna  non occupata da  persone.  Quanto è avvenuto va  tenuto in debita considerazione per prevenire il reiterarsi  di possibili  simili cedimenti .

La sostituzione dei vecchi pali   è motivata  tecnicamente da problemi di sicurezza, funzionalità ed estetica. La loro mancata  rimozione, contestuale   alla collocazione dei nuovi (come  dovrebbe essere previsto nei contratti di affidamento di  tali lavori),  contraddice e vanifica in gran parte tali obiettivi. I nuovi pali  si sommano ai vecchi , producendo uno scenario di degrado del paesaggio urbano e di barriere architettoniche.

Purtroppo tale situazione    non è isolata; essa  si inserisce  in un persistente e diffuso analogo scenario –talvolta dagli aspetti  ancor più vistosi-   che si palesa  negli ultimi due  decenni in molti comuni salentini, e da cui Lecce finora sembrava estranea (in parallelo si invia una  sollecitazione    al Presidente della Provincia di Lecce).

Non  vorremmo che  anche nel capoluogo i ritardi nella rimozione durino per decenni; ciò  si può notare dai  numerosi  “secolari” supporti  risalenti alla prima istallazione della rete elettrica cittadina,cui ancora sono agganciati i cavi , che ancora “decorano” le pareti absidali esterne  del Duomo di Lecce!.

Chiediamo che, in ordine alle proprie  competenze e responsabilità, si attivino con urgenza le procedure amministrative e tecniche   per rimuovere tali situazioni  – ed altre analoghe- di degrado  e soprattutto di rischio per l’incolumità pubblica e si  avvii un monitoraggio sull’intero territorio urbano.______

IN UN SUCCESSIVO COMUNICATO, L’ASSOCIAZIONE SEGNALA SITUAZIONI ANALOGHE IN ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA:

Il cedimento avvenuto  nel centro urbano d Galatina il 16 gennaio 2021,  di un palo  dell’illuminazione pubblica , abbattutosi su un auto  (per fortuna solo  sfiorando delle  persone) ripropone una  criticità  vistosa e  in alcuni casi persistente da due decenni: la mancata rimozione  in diversi comuni della provincia di Lecce dei pali dismessi di illuminazione pubblica  spesso usurati  ( talvolta anche di  sostegno di cavi )  contestualmente  alla installazione dei nuovi o quanto meno in tempi ragionevoli.

L’istallazione dei nuovi pali  è motivata  non solo  da motivi tecnici e  di ammodernamento, ma anche  da ragioni di usura e di sicurezza dei vecchi , nonché di  tipo estetico.  Gli ultimi due sono completamente disattesi  quando la vecchia palificazione continua a convivere con la nuova. Le criticità principali sono le seguenti:  crescente usura non monitorata soprattutto per l’abbandono dei dismessi;  mancanza di manutenzione e abbandono agli agenti atmosferici e al dissesto  stradale; nuove barriere architettoniche che rendono impercorribili i marciapiedi, spesso stretti,  a pedoni e cittadini con handicap;  vanificazione del rinnovato arredo urbano rappresentato dai nuovi  e quindi degrado del paesaggio urbano circostante;  abbandono di rifiuti  e mancato recupero di ingente quantitativo di  materiale  ferroso, dal significativo valore economico.

Sorprende come  l’istallazione della nuova palificazione non sia contestualmente accompagnata dalla rimozione della vecchia, con aggravio limitato dei costi , sempre che  non fosse già  prevista nei  capitolati di appalto !   Comunque dovrebbe  essere premura assicurarlo  –nonché indice di gestione oculata delle risorse e  di pianificazione dell’intervento-    da parte delle  pubbliche amministrazioni  e degli enti interessati  , a garanzia dell’incolumità pubblica e anche per  motivi estetici.

Tale  scenario di sciatteria e rischio,   si presenta in modo  differenziato , ma sempre più diffuso e marcato  in provincia di Lecce. Vi sono esempi  di “incompatibile convivenza estetica” di vecchi pali arrugginiti dismessi che sovrastano eleganti lampioni adiacenti.  Sull’importante  arteria stradale (Gallipoli-Otranto) che attraversa per 2 km l’intero centro abitato di Collepasso (dall’alta intensità di traffico)  almeno  80 vecchi pali di illuminazione ,   da oltre  dieci anni, permangono  -spesso a pochi decimetri di distanza dai nuovi (si allega foto)-  vanificando la percorribilità  del marciapiede, costringendo i pedoni –e  cittadini con handicap- a  zig zag  tra pali e auto spesso parcheggiate , e spesso  a  impegnare la  strada  insieme ai veicoli; con rischio cedimento  e  degrado del paesaggio urbano ! Un anno fa  sono stati rimossi  solo i vecchi  lampioni: non sarebbe stato  opportuno rimuovere anche i vecchi  pali  spostando i cavi su quelli nuovi?

Si chiede  che  l’Ente Provincia, eserciti una “moral suasion” di sollecitazione  verso i comuni  -di cui rappresenta un ente coordinatore-   affinchè   provvedano  alla rimozione dei vecchi pali; analogo  intervento  da parte del Prefetto ; che l’ENEL  in  sinergia con i comuni  adotti  gli interventi di sua competenza . La prevenzione dei rischi per l’incolumità pubblica, la rimozione delle barriere  che ostacolano la percorribilità dei marciapiedi da parte dei  pedoni e delle  persone con handicap,   sono  due priorità per ogni amministrazione ed ente pubblico, con le connesse responsabilità   di omissione  in caso di incidenti.

 

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (2)

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  1. Mario Gauthier ha detto:

    Salve,
    abito in una località dell’Umbria e in entrata della mia proprietà, c’è un palo in cemento dell’Enel in disuso. Vorrei farlo rimuovere dall’Ente che ai suoi tempi lo ha installato in quanto ritengo potrebbe rappresentare un pericolo per l’incolumità delle persone e deturpa l’ambiente. Come fare? Grazie.
    Come

  2. Rocca Lina ha detto:

    Abbiamo un palo della corrente da molti anni in disuso, in corrispondenza di due altre recinsioni, ai proprietario del terreno sedutastante sembra non preoccupare. A chi bisogna rivolgersi per farlo togliere prima che capiti qualche disgrazia accidentale???

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