LE IDEE / ORA TOCCA A OGNUNO DI NOI

| 6 giugno 2021 | 1 Comment

(Rld)______Citazione dall’appello lanciato ieri a New York dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, (nella foto), 72 anni, di nazionalità portoghese, in occasione della Giornata Mondiale dell’ Ambiente, indetta dall’Onu______

“Stiamo devastando gli stessi ecosistemi che ci forniscono cibo, acqua e le risorse cui abbiamo bisogno per sopravvivere. La Terra è resiliente, ma ha bisogno del nostro aiuto. Ripristinando gli ecosistemi, possiamo invertire il danno che abbiamo fatto e aiutare il nostro pianeta a guarire…

Il ripristino dell’ecosistema è un’impresa globale su vasta scala.

Significa riparare miliardi di ettari di terra – un’area più grande della Cina o degli Stati Uniti – in modo che le persone abbiano accesso al cibo sano, acqua pulita e lavoro.

Questo è il nostro momento. Non possiamo tornare indietro nel tempo. Ma possiamo coltivare alberi, rendere più verdi le nostre città, rinaturalizzare i nostri giardini, cambiare la nostra dieta e pulire i fiumi e le coste. Siamo la generazione che può fare pace con la natura. Diventiamo attivi, non ansiosi. Siamo audaci, non timidi!”. ______

L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo dell’altro giorno

UNA CITAZIONE AL TRIBUNALE DI ROMA PER LO STATO ITALIANO A FRONTE DELL’EMERGENZA CLIMATICA. E’ LA PRIMA VOLTA CHE AVVIENE IN ITALIA. E’ NATO UN VERO E PROPRIO MOVIMENTO CIVICO DI CITTADINI E ASSOCIAZIONI. PARTE DAL SALENTO, GRAZIE AL PROFESSOR MICHELE CARDUCCI E ALL’AVVOCATO RAFFAELE CESARI

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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  1. Alberto Crapanzano, Più Eco Ecologisti Confederati - tramite mail ha detto:

    IL NEOLIBERISMO DISTRUGGE IL MONDO, NOI SEMINIAMO IL FUTURO

    Si è celebrata sabato 5 giugno 2021 la 47° edizione della giornata mondiale dell’ambiente, durante la quale numerose sono state le iniziative in tutto il mondo. Per l’occasione è stato piantato un albero di limone zagara bianca anche a Favara in provincia di Agrigento.

    Il neo movimento nazionale ecologista Più ECO Ecologisti Confederati, ha risposto all’appello di Via Campesina internazionale, che chiama alla mobilitazione compiendo un gesto simbolico di piantare un albero di frutto in ogni comunità e territorio per proteggere la nostra madre Terra, in collaborazione con l’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare e la stazione radiofonica nazionale Iàfué Perlaterra.

    La Via Campesina è il movimento internazionale che riunisce milioni di contadini, agricoltori di piccole e medie dimensioni, le persone senza terra, le donne contadine, indigeni, migranti e lavoratori agricoli di tutto il mondo. Comprende circa 150 organizzazioni locali e nazionali in 70 paesi di Africa, Asia, Europa e nelle Americhe.Difende la piccola agricoltura sostenibile, come un modo per promuovere la giustizia sociale e la dignità. Si oppone fermamente all’aziendalismo agricolo guidato dalle multinazionali che stanno distruggendo le persone e la natura.

    E’ stata un’imperdibile occasione, dichiara Alberto Crapanzano del neo movimento nazionale ecologista Più ECO Ecologisti Confederati un bel gesto simbolico e politico per far sentire la nostra voce e diffondere un messaggio di speranza per il futuro delle giovani generazioni anche dalla Sicilia, perchè difendere l’ambiente è una scelta di coraggio e di grande responsabilità etica e sociale; siamo felici ed onorati di aver contribuito a diffondere il manifesto antimperialista in difesa dell’ambiente. Il pianeta al di sopra dei profitti – una sola terra.

    Ci poniamo con fiducia alla salvaguardia della Terra e di tutti i suoi esseri viventi per una società nuova che abbia come principi la natura, l’ecologia, il lavoro, l’ambiente, la giustizia sociale, economica e politica, ma in netta contrapposizione al modello neoliberista del capitalismo spudorato che sta depauperando in modo violento e indiscriminato le risorse naturali e sta devastando il mondo.

    E’ strettamente necessario avviare quotidianamente una profonda conversione ecologica e solidale degli apparati produttivi e dei comportamenti di consumo. Ridimensioniamo l’agricoltura intensiva che guarda senza farsi tanti scrupoli solo al profitto economico e valorizziamo i territori e la figura del contadino produttore di valori, non solo di prodotti, che rappresenta una modalità diversa della nostra attuale condizione umana errante”.

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