LA STORIA / IL MIO CALVARIO DI DISABILE SENZA CALCIO

| 25 agosto 2021 | 0 Comments

(g.p.)______«Sono due anni che soffro di stati di ansia e panico da quando non vado più allo stadio. Comunque mi dicevo tra me e me che finalmente hanno riaperto gli stadi, che ora posso andare a vedere la mia squadra del cuore in piena libertà, e sicuramente essendo un diversamente abile l’accesso all’impianto sarà più semplice…».

E  invece…

Alessandro Muccio (nella foto), giovane diversamente abile di Campi Salentina, ‘giallo rosso nel sangue’, ha pubblicato un’ora fa sul suo diario di Facebook, uno ‘sfogo’  in cui racconta le difficoltà frapposte con le nuove disposizioni a chi come lui vorrebbe andare al Via del Mare a vedere le partite del Lecce quale momento di distrazione e, perché no, di felicità.

Incredibile, vagamente allucinante, francamente vergognoso.

Finora il suo sfogo ha avuto tante manifestazioni di affetto di circostanza e comprensione formale, ma nessuna risposta concreta.

Qui di seguito il testo integrale del suo racconto_____

Scrivo questo post che non vuole essere una critica ma semplicemente uno sfogo per uno che aveva nell’andare allo stadio un momento di divertimento e distrazione dalla mia vita che è molto difficile, infatti ormai sono due anni che soffro di stati di ansia e panico proprio da quando non vado più allo stadio.
Comunque mi dicevo tra me e me che finalmente hanno riaperto gli stadi, che ora posso andare a vedere la mia squadra del cuore in piena libertà, e sicuramente essendo un diversamente abile l’accesso all’impianto sarà più semplice…
Come no niente di più sbagliato…Allora in primis devi avere il vaccino fatto o almeno un tampone fatto entro 48h che paghi, devi avere il green pass, poi devi mandare un email ogni volta che c’è la partita in casa alla società Lecce calcio, con richiesta di accredito con allegati documenti di identità e invalidità miei, e documento di identità del mio accompagnatore, in più se l’invalido non può indossare la mascherina deve allegare nel email un certificato medico che dimostri che non posso indossare la mascherina (io uso il respiratore per respirare come posso mettere la mascherina), tra l’altro la mascherina va tenuta indossata per tutta la durata della partita mantenendo la distanza con seduta a scacchiera nonostante si stia all’aperto, in più l’accompagnatore deve fare il biglietto che pagherà solo 7€ e dopo se sei stato fortunato ad avere l’accredito tra le tante richieste, che devono essere inviate entro 2 giorni dalla partita, forse puoi entrare finalmente allo stadio dopo che ti è stata misurata la temperatura sempre se non trovano un cavillo per non farti entrare.
Ecco ora ditemi come può uno avere la voglia di andare allo stadio quando deve fare ogni volta questo rituale, ma che è sembra che invece di andare a vedere una partita di calcio, stai andando al fronte…mi dispiace ma la società ancora una volta doveva fare diversamente, lo so le colpe non sono tutte della società ma verso noi disabili che già soffriamo e non andiamo a molte parti, dovevano trovare una soluzione più semplice per andare allo stadio a vedere il Lecce…sono deluso.
Forza Lecce.
Speriamo che la società faccia qualcosa, che intervenga qualche politico che aiuti i diversamente abili».

 

 

Category: Cronaca, Sport

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