LA STORIA DI LUCKY, GATTINO FORTUNATO SOLO NEL NOME

| 19 settembre 2021 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Michela Maffei e Paola Centini ci mandano per conoscenza la lettera aperta inviata a sindaco e competenti autorità comunali, e al centro veterinario interessato, con la storia di Lucky, gattino fortunato solo nel nome (nella foto)______

 

Con la presente lettera aperta le scriventi Dott.ssa Michela Maffei e Dott.ssa Paola Centini illustrano i fatti relativi al ritrovamento di un gatto randagio nel comune di Lecce e il loro svolgimento fino al decesso del gatto, chiedendo alle autorità responsabili di esaminarli per far luce sulle responsabilità ed omissioni relative alla cura e all’assistenza dell’animale.

Martedì 14 settembre alle ore 19 abbiamo trovato un gatto nel centro storico di Lecce che versava in condizioni evidentemente critiche. Il gatto era macilento, denutrito, sporco, terrorizzato, e gridava, mantenendo gli occhi chiusi e muovendosi in maniera scomposta, come invocando aiuto (in allegato le foto).

Da anni prestiamo assistenza in maniera volontaria alla popolazione felina del territorio, ciascuna con i propri assistiti e a spese proprie, senza mai aver chiesto interventi comunali, considerando
tale opera un impegno di civiltà, innanzitutto, un dovere e un atto di umanità.

Abbiamo ritenuto che il gatto si trovasse in urgente “stato di necessità”, ovvero in pericolo di vita, unico caso previsto dalle line guida regionali per l’intervento dell’Ufficio Ambiente del Comune di Lecce, l’assegnazione di relativo protocollo e l’invio al Centro veterinario Lupiae che ha la convenzione con il Comune di Lecce ed è investito del mandato per le cure e l’assistenza agli animali randagi.
Con cautela e rischio personale siamo riuscite a mettere il gatto in un trasportino dove ha trascorso la notte per evitare che si allontanasse, peggiorasse e contagiasse altri gatti con sospetta rogna felina e sindrome di Immunodeficienza felina (FIV).

Lo abbiamo chiamato Lucky, perché abbiamo pensato che la fortuna o il suo istinto lo avessero guidato verso di noi per ottenere soccorso. Tutti hanno diritto a un nome. Anche i gatti. Tutti hanno diritto di essere soccorsi. Anche i gatti e gli animali randagi.

Il giorno dopo, mercoledì 15 settembre, abbiamo portato Lucky al Centro veterinario Lupiae dove non gli è stato riconosciuto lo “stato di necessità” per cui non ha diritto alle cure da parte del Comune, ma le spese sono a carico dei privati cittadini. A nostre spese, quindi, i veterinari hanno eseguito la profilassi per la rogna, pulizia del condotto uditivo e applicato un antiparassitario. Hanno eseguito un prelievo del sangue, ma nessun esame.

Giovedì 16 settembre alle 17.30 abbiamo preso Lucky dal Centro veterinario Lupiae e per tali prestazioni abbiamo pagato una somma di 91,99 euro (in allegato). Ci sono, inoltre, state consigliate ulteriori analisi ematobiochimiche. Per l’esame del prelievo effettuato ci è stato richiesto un pagamento di 80 euro, per cui abbiamo deciso di rivolgerci ad un altro laboratorio di analisi cliniche dove al costo di 45 euro abbiamo ottenuto i risultati (in allegato).

Qui sono stati eseguiti i test FIV e FeLV. Lucky aveva la sindrome di Immunodeficienza
felina (FIV) e la leucemia felina (FeLV) che sono malattie molto contagiose e causano un’elevata mortalità tra i gatti (in allegato).

Abbiamo chiesto al Centro veterinario Lupiae di refertare lo stato di Lucky, le cure prestate e il risultato del test effettuato poiché non ci è stato dato alcun referto alla dimissione del gatto. Solo nella giornata di sabato 18 settembre, dopo diverse richieste, abbiamo ottenuto il referto del Centro veterinario Lupiae (in allegato).

Nello stesso giorno di giovedì 16 settembre abbiamo deciso di portare il povero Lucky da un altro medico veterinario che al semplice esame clinico obiettivo ha constatato: “il gatto sta molto male e non supererà la notte”. Lucky, infatti, è morto la sera stessa.

Si poteva evitare? Cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e cosa potevamo fare per evitare questa morte e lenire le sofferenze di questo animale che venendo sotto le nostre finestre ha mostrato di volere aiuto e forse aveva anche fiducia di ottenerlo?
La morte di Lucky ci ha procurato dolore, amarezza e rabbia.
Abbiamo impegnato tempo e denaro, ci siamo assunte delle responsabilità e dei rischi per aiutarlo.

Perchè riteniamo che gli animali siano i primi esseri viventi del nostro ambiente naturale, del quale siamo tutto sommato ospiti e soprattutto ne dipendiamo per la sopravvivenza e il benessere, tanto che i gatti ci preservano dalla diffusione di ratti e scarafaggi, come ben sanno i cittadini dei centri storici e delle campagne. Non ci sono esseri superiori o inferiori e tutte le vite si devono trattare con pari dignità e rispetto, e dunque assistere e curare, facendo tutto quello che è possibile.

È con il rispetto per gli esseri più deboli e indifesi che si misura il valore che la
società attribuisce alle persone e agli animali. Che non diventano mai cose.
Non si tratta soltanto della morte di un semplice gatto.
La morte non è semplice.
Con osservanza,
Lecce, 19 settembre 2021
Dott.ssa Michela Maffei, Dott.ssa Paola Centini

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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