AUGIAS SUL RAZZISMO ZITTITO DA LILIAN THURAM, L’AUTORE DEL LIBRO: ‘IL PENSIERO BIANCO’

| 24 Ottobre 2021 | 0 Comments

(v.m.)_____Domenica 24 ottobre, da poco sono passatele 16.30 e Giorgio Mancini su Rai 3, conduce Rebus insieme a lui Corrado Augias un personaggio che in quanto saccenteria non è secondo a nessuno.
In Rai dove lui si sente padrone di casa, ben pochi sono quelli che si permettono di contraddirlo anche quando dice delle castronerie.
‘Stavolta però in collegamento c’era Lilian Thuram l’autore del libro “Il pensiero bianco” che dopo aver proferito poche parole sul razzismo,  viene interrotto da Augias il quale salta da palo in frasca per introdurre l’argomento che a lui sta tanto a cuore, il Fascismo. E comincia raccontando che anche in Italia c’era il razzismo e che oggi quelle tesi vengono riprese dai movimenti politici sovranisti.

Ora – differenze storiche a parte fra fascismo e nazismo – dire che oggi ci sono forze politiche nel nostro paese che si rifanno a teorie razziste, vuol dire o che siamo in presenza di un personaggio affetto da demenza senile, o come molto più probabile di un uomo in perfetta malafede.

E mentre Augias continua a definire il razzismo come l’atteggiamento di uomini stupidi, perché spaventati dal colore della pelle scura, dal diverso, l’uomo nero raccontato ai bambini per spaventarli…Thuram ancora una volta lo contraddice, smontando le tesi di Augias,  e sostenendo che i bambini non hanno paura di chi ha un colore della pelle diversa, che il razzismo non è come dice Augias, un fatto istintivo ma esso è un costruzione culturale, chi detiene il potere vuole convincere coloro che lo subiscono che essi sono inferiori, in modo tale da poter continuare a godere dei privilegi.

Chissà perché queste parole mi hanno fatto pensare ad Augias e ai suoi compari che in Italia detengono il potere della comunicazione, oltre che quello politico, Augias è stato deputato del PD, che da decenni godono di privilegi, facendo passare per stupidi, brutti, sporchi e cattivi coloro che non la pensano come loro.

Che Augias e Compagni siano razzisti?

E allora leggiamo cosa sostiene Thuram il quale scrive che Non si nasce bianchi, lo si diventa, ossia il razzismo non è motivato alla diversità, al colore della pelle, o al taglio degli occhi, ma alla necessità di trovare delle giustificazioni al proprio dominio.

Infatti ecco le sue parole: “Che cosa vuol dire essere bianco? E se invece di un colore della pelle indicasse un modo di pensare? Diventare bianco, non è forse imparare a pensare a sé stesso come dominante? 

Quando si parla di razzismo, il nostro sguardo si rivolge alle persone discriminate, mentre dovremmo guardare alle persone che da queste discriminazioni traggono vantaggio.

Sul filo della storia,  le conquiste coloniali, la schiavitù, la continua razzia di materie prime e dell’arte africana, il pensiero bianco, come è nato e come funziona, il modo in cui dilaga e divide.
È la cristallizzazione di una gerarchia, di un sistema economico di dominazione e di sfruttamento.
Capire i meccanismi intellettuali invisibili che sostengono questo schema, e rimetterli in discussione, ci farà prendere coscienza che il nostro modo di definirci –  sono un uomo, sono una donna, sono nero, sono bianco, sono meticcio, sono cattolico, sono musulmano, sono ebreo, sono ateo – è frutto di un pregiudizio storico e culturale”.

Un pensiero interessante, che dovremmo fare nostro e che diventa di attualità quando si parla di immigrazione e di nuovo schiavismo, a chi giova chi si arricchisce sulla pelle dei nuovi schiavi, dei nuovi disperati che navi finanziate dall’Alta finanza portano nel nostro paese.

E mi fa piacere chiudere con questo pensiero  di  Thuram: «Bisogna fare uno sforzo non indifferente per liberarsi di tutte le maschere che si è stati obbligati a portare, e anche quando ci si riesce, si corre il rischio di non essere capiti, perché la società non ama gli spiriti liberi. Ma sono gli spiriti liberi a cambiare le società».

Category: Costume e società, Cultura, Politica

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