IN ITALIA IN ATTO “a social experiment”

| 17 novembre 2021 | 0 Comments

UN ESPERIMENTO SOCIALE, “risking blowback”, RISCHIANDO UN CONTRACCOLPO… MA CHE COSA AVRA’ VOLUTO DIRE IL Washington Post ? ABBIAMO TRADOTTO L’ARTICOLO IN VERSIONE INTEGRALE, SE NE DISCETERA’ ANCORA A LUNGO

di Carmen Leo______

Il 16 ottobre scorso The Washington Post , uno dei più autorevoli quotidiani al mondo, di orientamento ‘liberal’, nel senso statunitense dell’aggettivo, vale a dire pro Biden e non pro Trump, tanto per capirci alla svelta e scusate la banalizzazione, ha pubblicato un articolo sulla situazione italiana che ha fatto molto discutere.

Nel ‘pezzo’ si dava notizia e si descriveva ampiamente la linea di condotta tenuta dal governo italiano per contrastare la diffusione del Covid-19 sui luoghi di lavoro, fra l’altro, come è noto, rendendo obbligatoria l’esibizione del Green Pass per tutti i lavoratori a decorrere dal 15 ottobre,

Variamente citato, estrapolato, commentato specie in Italia, l’articolo ha scatenato una specie di scontro frontale interpretativo, riguardo la denuncia di un vero e proprio ‘esperimento sociale’, che rischia di provocare ‘un contraccolpo’.

 

La sostanza del contendere sta nella denuncia di pericoli per la democrazia stessa nel nostro Paese, secondo il fronte  dei No green pass, che l’hanno adoperato per corroborare, per di più con una fonte prestigiosa, le loro denunce al riguardo

Di contro, secondo gli  altri, gli accenni fatti del quotidiano non vanno applicati a pericoli, o forzature della democrazia, ma vanno riferiti alla gestione sanitaria della pandemia, insomma, si tratterebbe di un ‘esperimento‘ di natura tecnico-sanitaria, senza rilevanza politica.

Una disputa, che non accenna a placarsi, combattuta più che altro a colpi di post tramite social, articoli e video, e magari alimentata da chi l’articolo non l’ha nemmeno letto, almeno per intero, basandosi, come succede spesso in questi casi, su semplici estrapolazioni e contro citazioni.

 

Il motivo del contendere non è di poco conto, riguarda una questione fondamentale, e poi la vita quotidiana di tutti noi.

 

Ho tradotto alla lettera l’articolo in questione, firmato dai redattori del quotidiano americano Chico Harlan e Stefano Pitrelli, per offrire una documentazione autentica.

Chi abbia ragione, nella disputa in atto, in questo modo potrà stabilirlo liberamente con il proprio convincimento, basato dalla lettura della fonte in originale, ognuno dei nostri lettori.

Eccola. ______

 

ROMA — Venerdì l’Italia si è spinta in un nuovo territorio per una democrazia occidentale, imponendo una rigorosa regolamentazione inerente la vaccinazione per accedere al posto di lavoro, che sta per rimodellare drasticamente l’aspetto della società, sin da quando iniziano i primi turni lavorativi mattutini.

Ovunque, dagli uffici alle fabbriche, i lavoratori devono ora acquisire un nuovo requisito per accedere al proprio posto di lavoro: devono prima esibire il codice QR di un pass sanitario rilasciato dal governo.

“È qualcosa di surreale”, ci ha detto Luca Girotto, 47 anni, un macchinista vaccinato che è già in possesso di green pass e dunque in grado di poter lavorare.

“Un esperimento sociale”, ha detto Umberto Peron, 59 anni, un addetto alla manutenzione stradale non vaccinato a cui mancava il pass ed è stato costretto a rimanere a casa.

Mentre il governo italiano ha elaborato le nuove misure in nome della sicurezza, questi mandati stanno anche iniziando a dividere la società in diversi livelli di libertà personali, in un modo che poteva sembrare inverosimile un anno fa.

 

La nuova società è quella in cui i vaccinati possono condurre una vita pressoché normale e i non vaccinati devono invece operare una scelta: o venire vaccinati, o rischiare di perdere la loro possibilità di guadagno, insieme anche alla possibilità di consumare i propri pasti in luoghi chiusi, di partecipare a un concerto, vedere un film al cinema o salire a bordo di un treno.

 

In questa politica di restrizioni rientra anche che i lavoratori senza Green Pass possano essere sospesi senza retribuzione.

Poiché un Green Pass può essere ottenuto anche con un test anti Coronavirus con risultato  negativo, i lavoratori che scelgono questa via, dovrebbero essere riesaminati ogni quarantotto ore, una pratica questa alquanto scoraggiante.

 

Alcuni lavoratori hanno riferito di aver incontrato farmacie sovraffollate, vista la crescente domanda di tamponi, ma il governo italiano ritiene che il sistema possa farcela.

Venerdì, il Paese ha praticato cinquecentomila test, il numero più alto di  qualsiasi altro momento della pandemia.

Peron ha detto anche che avrebbe bisogno di spendere 200 euro al mese – tre giorni di reddito – solo per rinnovare continuamente il suo pass.

 

Non è chiaro quale tipo di nuove norme sociali emergeranno entro la fine della pandemia. Anche questa politica italiana verrà adottata solo fino alla fine dell’anno, anche se potrebbe essere estesa oltre, ma nell’ultimo anno e mezzo, l’Italia – colpita da diverse ondate mortali del virus che hanno persino bloccato l’economia – ha regolarmente messo in atto misure che inizialmente sembravano audaci, ma che poi sono state degne di essere imitate.

L’Italia è stata la prima democrazia occidentale a imporre un blocco totale (più noto col termine ultra inflazionato di  lockdown – n.d.r.). È stata una delle prime nazioni a rendere obbligatoria la vaccinazione per gli operatori sanitari.

Quest’estate, il governo ha seguito il modello della Francia nel richiedere un Green Pass come biglietto d’ingresso per molte attività ricreative base .

Il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha persino suggerito la possibilità di un primo mandato di vaccino universale nel mondo occidentale, una mossa che andrebbe oltre tutti i livelli di regolamentazione legislativa ora in vigore.

Negli Stati Uniti, l’amministrazione Biden ha introdotto un mandato di vaccinazione per i lavoratori governativi e ha spinto le aziende private a rendere obbligatoria la vaccinazione, richiedendo a tutte le aziende con più di cento dipendenti di insistere che i loro lavoratori vengano vaccinati o facciano test settimanali.

Di fronte al bilancio duraturo del virus negli Stati Uniti, il presidente Biden ha affermato: “il rifiuto dei non vaccinati è costato a tutti noi”.

 

L’Italia ha un tasso di vaccinazione piuttosto alto: l’ottanta per cento (80%) della popolazione è ora completamente vaccinata. E quel tasso, insieme all’uso quasi universale di mascherine nei luoghi chiusi, ha contribuito ad evitare che si diffondesse anche qui un’ondata feroce della variante delta.

Ma ora, come in altri paesi ricchi ben forniti di vaccini, l’Italia si trova in una nuova fase  nella quale sta tentando di capire cosa significhi convivere con il virus e quale livello di controllo la società potrebbe essere disposta ad accettare.

“Il giorno della verità”, così ha intitolato in prima pagina venerdì 15 ottobre  il quotidiano italiano La  Repubblica, riflettendo la diffusa incertezza su come si sarebbe svolta la nuova politica.

Nelle interviste della scorsa settimana, i datori di lavoro e i leader sindacali hanno affermato che la politica sta dividendo i lavoratori. Si aspettavano un aumento delle assenze per complicare i turni e la produzione. Alcune aziende stanno bloccando i turni di ferie per le prossime settimane, improvvisamente incerte su quanti lavoratori si presenteranno.

La società di ricerca Teneo stima che circa due milioni e cinquecentomila, dei 23 milioni di lavoratori italiani, non siano vaccinati. Inizialmente la stessa ha affermato che in diversi settori, compresi i porti, il tasso di non vaccinati si avvicina al quaranta per cento (40%), una cifra che in seguito Teneo ha suggerito potrebbe essere troppo alta. Anche l’agricoltura potrebbe subire disagi, a causa dell’elevato numero di cittadini stranieri e di lavoratori irregolari.

I progressi nel convincere le resistenze in Italia sono stati lenti. L’aumento delle nuove prime dosi è stato modesto da quando è stata decisa la politica di prevenzione sul posto di lavoro il mese scorso. Il governo stima che questi rigidi controlli abbiano motivato circa seicentomila persone, che altrimenti sarebbero rimaste non vaccinate, ad ottenere le loro dosi.

 

Nel frattempo, molti Italiani sono rimasti sorpresi da questa portata di reticenza.

Lo scorso fine settimana, circa diecimila persone hanno protestato in Piazza del Popolo, e poi un gruppo più piccolo – tra cui i membri del gruppo di estrema destra Forza Nuova – ha preso d’assalto la sede di un importante sindacato, dopo essere stati scoraggiati ad avvicinarsi all’ufficio del Presidente del Consiglio.

La polizia ha cercato di bloccare i manifestanti più violenti con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, e lo scenario è stato talmente impraticabile che i funzionari della sicurezza hanno condotto la portavoce della Camera dei deputati, Nancy Pelosi,  fuori da una chiesa di Roma, dove si trovava per assistere alla messa.

Venerdì 15 i disagi sono stati minori.

Le proteste si sono svolte in molte città italiane, ma non hanno portato al caos.

 I lavoratori del porto italiano di Trieste hanno tenuto uno sciopero, ma il porto ha continuato a funzionare.

In un gruppo di Telegram utilizzato da coloro che si oppongono al mandato del Green Pass, un video mostrava un cartello con la scritta “No Green Pass, No Discriminazioni”, mentre i portuali cantavano: “Le persone come noi non si arrendono mai”.

Venerdì pomeriggio Draghi si è detto soddisfatto del nuovo provvedimento sul Green Pass.

In molti luoghi di lavoro, la nuova procedura di accesso ha attirato a malapena l’attenzione.

Marco Galassetti, proprietario di un negozio di pneumatici vicino a Roma, ha affermato che tutti e otto i suoi dipendenti sono vaccinati; entro le 8 del mattino, tutti e otto i loro codici QR erano stati scansionati.

“Non ci crea alcun problema” – ha detto Galassetti.

Ma Peron – che ha affermato di essere sospettoso sulla vaccinazione contro il coronavirus e di non fidarsi delle informazioni dei media – ha detto anche di non sapere per quanto tempo avrebbe potuto continuare a fare i TEST con i tamponi, perché potrebbe aver bisogno di saltare parte delle sue giornate lavorative solo per eseguire i tamponi.

 Si preoccupava per i costi da sostenere e diceva che secondo lui sta prendendo forma una “società ultra controllata”.

“Chiaramente, stanno cercando di rendere la vita difficile alle persone che hanno fatto questa scelta legittima” – ha detto Peron.

Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha affermato che l’Italia è probabilmente disposta ad andare oltre gli altri paesi a causa della sua prima esperienza con il virus, che ha prodotto ondate devastanti nella primavera del 2020 e per tutto lo scorso inverno 2021.

“La libertà è qualcosa di molto importante in una democrazia” – ha detto Burioni – “Ma il limite della libertà è quando danneggi altre persone. E sappiamo per certo che le persone vaccinate sono meno contagiose e una comunità vaccinata sarà molto più resistente alle infezioni”.

Burioni ha detto che ora mostra il suo Green Pass quando insegna agli studenti di medicina del terzo anno, cosa che ha ripreso a fare di persona.

 Anche i suoi studenti hanno bisogno del Green Pass.

“Tutto sta tornando alla normalità con il Green Pass” – ha detto – “Oggi, l’ho usato quando sono andato a pranzare in un locale pubblico”.

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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