DOPO TAP, ECCO POSEIDON, ED ECCO EASTMED

| 19 novembre 2021 | 1 Comment

IL SALENTO CONDANNATO AD ESSERE PER DECENNI UNA CAMERA A GAS. ESCLUSIVA DI leccecronaca.it DA BRUXELLES SULLE DECISIONI DELL’UNIONE EUROPEA. CON LE DICHIARAZIONI AL RIGUARDO DELL’ON. IGNAZIO CORRAO, DEL PROFESSOR MICHELE CARDUCCI E DEL DOTTOR GIUSEPPE SERRAVEZZA

di Maria Antonietta Vacca______

Giovedì 11 novembre Mechthild Wörsdörfer  (nella foto), di Eltville am Rheinvice, Germania, da ventisei anni  funzionaria direttiva delle politiche energetiche a Bruxelles, dallo scorso mese di aprile vice direttore generale della direzione generale dell’Energia (ENER) presso la Commissione Europea, ha presentato in commissione ITRE del parlamento europeo la bozza del quinto elenco dei Progetti di interesse comune dell’UE (PCI) nel settore luce e gas.

Questa quinta lista PCI sarà adottata dalla Commissione entro la fine del 2021 nell’ambito del Regolamento sulle reti energetiche transeuropee (TEN-E).

La Commissione – dovendo informare il Parlamento – ha presentato la bozza di elenco PCI prima della sua adozione sotto forma di atto delegato.

leccecronaca.it è in grado quindi di pubblicare sulla base di documenti ufficiali che cosa ci aspetta per volontà dell’Unione Europea nei prossimi decenni, dal momento che, con esclusioni, integrazioni e modifiche già ampiamente discusse, deliberate e decise in sede di commissione parlamentare, il voto finale del Parlamento Europeo avallerà il tutto.

Ci limitiamo, fra le decine di progetti approvati, a quelli che riguardano il Salento, così dettagliati nel documento:

 

Cluster infrastructure to bring new gas from the East Mediterranean gas reserves,
including:

7.3.1 Pipeline from the East Mediterranean gas reserves to Greece mainland via Cyprus and
Crete [currently known as “EastMed Pipeline”], with metering and regulating station at
Megalopoli
and dependent on it the following PCIs:
7.3.3 Offshore gas pipeline connecting Greece and Italy [currently known as “Poseidon
Pipeline”]
7.3.4 Reinforcement of internal transmission capacities in Italy, including reinforcement of the South-North internal transmission capacities [currently known as “Adriatica Line”] and
reinforcement of internal transmission capacities in Apulia region [Matagiola – Massafra
pipeline].

Quindi, completamento dell’interconnessione del gasdotto Tap, più due altri e diversi giganteschi gasdotti che, partendo da tracciati diversi, e unitisi in Grecia, avranno un unico approdo finale, a pochi chilometri da Melendugno, a Otranto, con i relativi finanziamenti.

– gasdotto Eastmed (5.2 miliardi €) e Poseidon (1.1 miliardi €) da Israele Cipro fino a Otranto
– gasdotto interconnessione Matagiola (Brindisi) – Massafra SNAM: 240 milioni €

 

 

Allora, evidentemente sulla ‘transizione ecologica’ i governi nazionali e la stessa Unione Europea fanno solamente bla bla bla, per usare il lessico di  Greta Thunberg, mentre i fatti, come abbiamo documentato, sono ben diversi.

 

Abbiamo chiesto il parere di Ignazio Corrao, europarlamentare dei Verdi, che fa parte della Commissione che ha adottato le deliberazioni di cui abbiamo detto. A leccecronaca.it oggi Corrao, 37 anni, nato a Roma e vissuto a Palermo, eletto nel M5S e passato ora nel gruppo dei Verdi, le ha così commentate:

“La Commissione ha fatto una proposta di progetti inseriti nella lista PCI sulla quale il Parlamento ha due mesi di tempo per elaborare una valutazione. Di fronte all’atto delegato della Commissione, è importante sottolineare che il Parlamento non avrà alcun diritto di emendarlo, ma solo di accettarlo o rifiutarlo. Ovviamente la nostra posizione è netta: lo rifiuteremo senza alcun dubbio, poiché quella basata sul gas è una produzione di energia fortemente impattante, che ovviamente non supportiamo in alcun modo. Investimenti e proposte di questo tipo vanno esattamente nella direzione opposta alla nostra idea di transizione verde. Perlopiù, si tratta di infrastrutture energetiche che saranno operative per decenni, oltre il 2050. 

I gasdotti, che continuiamo a finanziare con soldi pubblici, porteranno milioni di metri cubi di gas da bruciare aumentando le emissioni e peggiorando sensibilmente la qualità dell’aria delle nostre città.

E’ un meccanismo diabolico: di fronte alla necessità vitale di abbassare le emissioni per salvare l’umanità, ci permettiamo di finanziare infrastrutture per importare sempre più gas e materie prime che producono ancora più CO2. E’ quanto mai evidente che l’Europa, e anche a il Governo italiano, stiano subendo una fortissima pressione da parte delle lobby del gas, che noi abbiamo il dovere di contrastare“. 

 

 

Pesano ancora come macigni le parole dell’oncologo Serravezza che da anni, prima della costruzione del gasdotto Tap,  sosteneva che “il Salento non può permettersi di accendere nemmeno un cerino perché è una terra che ha già dato”

Oggi a leccecronaca.it il dottor Giuseppe Serravezza, responsabile scientifico della Lega Italiana Lotta Tumori di Lecce, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Nonostante i tanti allarmi degli ultimi anni sulla insostenibilità ambientale e sanitaria del modello di sviluppo intrapreso, è ormai sotto gli occhi di tutti, non solo degli addetti ai lavori, il tragico epilogo delle tante emergenze consumatesi nel tempo in questo lembo di terra salentina.

Di fatto l’opinione pubblica e le Istituzioni tutte non hanno saputo cogliere in tempo le drammatiche conseguenze di un modello di sviluppo insostenibile e nefasto per un territorio fragile e povero delle necessarie risorse ambientali, che solo la fatica e la sagacia dell’uomo erano riusciti ad assicurare per una degna vivibilità.

Il Salento che muore è il prezzo che la collettività paga al degrado umano e civile delle popolazioni che attualmente lo abitano.

Nel tempo, la LILT di Lecce ha, con ogni mezzo, posto l’attenzione sull’insostenibilità di un sistema industriale che per molti decenni ha effettuato spargimenti “ai quattro venti” di veleni prodotti dai giganteschi impianti della chimica di Brindisi e della siderurgia di Taranto e che inevitabilmente hanno finito per avvelenare l’intero Salento.

I dati epidemiologici più recenti (mortalità per cancro Istat 2018) rivelano ancora una volta, per il Salento, uno stato di persistente grave emergenza, in netta controtendenza rispetto ad altre regioni italiane ed alla stessa Puglia.

Le rilevazioni sullo stato di salute dei suoli (Studio Geneo su 52 comuni della provincia di Lecce) hanno rilevato uno stato di contaminazione preoccupante (arsenico, berillio, ecc.). Continuiamo pertanto a ritenere insostenibili ulteriori pressioni di carattere ambientale su un territorio tanto malato e degradato”. 

 

 

Infine, su questa situazione abbiamo chiesto il parere del professor Michele Carducci,  docente ordinario di diritto costituzionale comparato e diritto climatico presso l’Università del Salento ed  esperto internazionale di legislazione sulla emergenza climatica, il quale  a leccecronaca.it si è così espresso:

“Si tratta di decisioni fondamentalmente illegittime, perché in contrasto con la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico del 1992, precisamente negli artt. 2, 3 e 4, vincolanti anche per la Unione Europea, e in contrasto altresì con il Regolamento UE n. 2020/852, che disciplina i requisiti della eco-sostenibilità delle attività economiche finanziabili – come sono i PCI – in funzione di obiettivi ambientali e non solo energetici.

L’Europa dimostra di contraddirsi e queste decisioni potrebbero essere foriere di ulteriori contenziosi climatici, sia a livello nazionale che sovranazionale”.

 

 

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Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Antonio De Giorgi - tramite Facebook ha detto:

    Quando una classe dirigente non sa opporsi alla trasformazione del proprio territorio in una colonia, per una legge quasi naturale del mercato globale si è trattati da colonia. Ricorderò sempre come la gran parte dei sindaci che si opponevano a Tap si sono ridotti a chiedere soldi in cambio, chinando la testa ai nuovi colonizzatori. Grazie a questi personaggi siamo pronti a svendere non solo la nostra terra, che peraltro non appartiene solo a noi, ma anche la nostra dignità.

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