LA PARTITA / IL LECCE CADE MALAMENTE A REGGIO

| 18 Aprile 2022 | 0 Comments

(m.a.) _____ La Reggina per onorare il campionato, il prestigio e l’orgoglio, il Lecce per allungare nella volata finale verso la serie A. Maledetta primavera, come cantava Loretta Goggi, ma gli ottocento tifosi al seguito trovano sullo stretto un tempo migliore di quello lasciato nel Salento, per questa strana Pasquetta calcistica: a Reggio Calabria (nella foto) fa freschetto, ma c’è poco vento, il cielo è coperto, ma  non piove.

 

Roberto Stellone manda in campo col suo 3-5-2: Turati; Loiacono, Cionek, Amione; Lombardi, Bianchi, Crisetig, Kupisz, Di Chiara; Rivas, Folorunsho.

Marco Baroni affida il consueto modulo 4-3-3 a Gabriel; Calabresi, Lucioni, Tuia, Barreca; Helgason, Hjulmand, Brjorkengren; Strefezza, Coda, Di Mariano.

Nei primi minuti della partita non succede niente di rilevante, il gioco è frammentato, a tratti confuso, falloso e improduttivo, da entrambi le parti, per quanto volenterose

La prima occasione ce l’ha il Lecce, con Coda, al minuto 21, ma il forte tiro di destro da centro area viene respinto, alla prima conclusione in porta, mentre una conclusione fuori dallo specchio c’era stata due minuti prima, sempre per il Lecce, con Strefezza.

Da notare un tentativo di eurogol dalla lunga, anzi dalla lunghissima distanza sempre da parte di Coda, subito dopo, ma il pallone finisce fuori.

E’ una partita strana, lo si capisce quando alla mezz’ora un calcio di punizione dei padroni di casa viene ribattuto dalla barriera, e proprio da Coda, col pallone che impazzisce e va a prendere il palo della porta di Gabriel, insomma, il bomber giallorosso stava per fare autogol.

Il gioco continua a essere frammentato, frammentario e falloso, l’arbitro ci mette del suo a spezzettare le azioni fischiando  in maniera a volte troppo fiscale, poi pensa bene di correre ai ripari e comincia ad estrarre cartellini gialli a ripetizione.

Non succede niente di importante per tutto il primo tempo, ma prima del duplice fischio, al 45′ i padroni di casa hanno un’impennata, c’è prima una buona opportunità costruita da Di Chiara e finalizzata da Lombardi, con la conclusione da posizione defilata respinta coi piedi da Gabriel, e poi al   secondo di recupero, Folorunsho si ritrova col pallone buono in piena area di rigore, su un’altra respinta del portiere leccese, questa volta su conclusione di Kupisz, e allora calcia di prima intenzione basso e angolato e il pallone si insacca.

 

Appena si ricomincia subito dopo l’intervallo, i Giallorossi, ai quali i conti non tornano, vanno all’assalto. Conclusione fortissima di Strefezza, che si stampa sulla traversa. Lucioni di testa fuori su azione di calcio d’angolo. Altra bella manovra offensiva, con cross di Calabresi sul secondo palo non sfruttato.

I padroni di casa però tengono, e chiudono bene gli spazi, rompendo l’assedio degli ospiti dopo dieci minuti, con conclusione fuori misura di Bianchi.

Marco Baroni fa due cambi in contemporanea, cercando di dare alla gara dei suoi quello scossone finora cercato, ma non trovato.

Però, anche col nuovo assetto, il risultato non cambia, mentre i minuti passano, e più di una punizione appena fuori l’area, con conclusione murata dalla barriera, il Lecce non ottiene.

Contro-cambi di Roberto Stellone, e con la girandola delle sostituzioni che continua – fra i Giallorossi entra pure Asencio che può finalmente giocare almeno un pezzo di gara – e  i problemi fisici di questo e di quello, con relativi ingressi dei sanitari, i minuti passano ancora più veloci, quando ormai ne mancano solo dieci minuti alla fine.

Brividi introno al minuto 80, un bel traversone di Gallo attraversa tutta quanta l’area di rigore, senza che nessuno trovi la deviazione vincente, poi Rodriguez, entrato anch’egli in campo,  fa da ottima sponda smarcante per il tiro di Coda, fuori di un niente.

E niente, la Reggina chiude e perde tempo, il Lecce non riesce a pareggiare.

Si arriva così allo scadere del novantesimo, comunque i minuti di recupero saranno sei, e son pure pochi. Si arriva a otto, con l’ultima occasione, una punizione calciata da Coda sulla barriera.

Finisce qui. In una partita in cui poteva e doveva allungare in testa, il Lecce cade malamente e si ritroverà risucchiato dalle inseguitrici.

Certo, il risultato è bugiardo, ma il calcio è questo, lo sappiamo tutti. La dura legge del gol dice che oggi i Guallorossi, di solito così prolifici, non hanno segnato, non sono riusciti a trovare mai il guizzo vincente. Così si torna a  casa con zero punti, tante recriminazioni e un pugno di mosche in mano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Sport

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