PRESCRIZIONI TAP: MEGLIO TARDI CHE MAI?

| 19 Aprile 2022 | 0 Comments

(g.p.) _____

Non è mai troppo tardi, dice la saggezza popolare. Ma chissà se ciò abbia un valore giuridico, se significhi qualcosa, per i processi penali  (nella foto, una delle udienze di quello per il gasdotto).

Mercoledì scorso, 13 aprile, Tap Italia aveva annunciato  con un comunicato di

“avviare nei prossimi giorni le attività di installazione sul fondo del mare di dissuasori volti ad inibire la pesca a strascico. In coerenza con il proprio approccio ispirato ai migliori standard di salvaguardia ambientale, TAP ha scelto di investire nella tecnologia biosostenibile di ECOncrete, i cui materiali brevettati favoriscono il fiorire della biodiversità catturando la CO2 e offrendo prestazioni strutturali migliori rispetto al calcestruzzo tradizionale.

Oltre a impedire la pesca a strascico, la particolare forma delle strutture fornisce anche rifugio a molte specie ittiche arricchendo l’habitat sottomarino e aumentando la pescosità di queste acque, a beneficio della marineria locale, con cui TAP ha condiviso i dettagli dell’intervento.

L’attività di posa sarà realizzata nell’area circostante l’exit point di San Foca a una profondità compresa tra 16 e 43 metri dove la pesca a strascico non è consentita.

La conclusione dei lavori è prevista nel mese di maggio. Oltre all’installazione dei dissuasori e dei relativi materassi in pietrame di sottofondo, un’imbarcazione sarà dedicata ai monitoraggi ambientali in corso d’opera”.

 

Per il Comitato No Tap, invece, questi lavori appena iniziati “sono in realtà prescrizioni che andavano eseguite PRIMA della eventuale messa in funzione del gasdotto, proprio ai fini della sicurezza”. Ricorda inoltre che una delle accuse per cui Tap è a processo riguarda proprio la regolarità dei permessi.

Qui di seguito i passaggi salienti del comunicato diffuso questa sera tramite social dal Comitato

…TAP è a processo, e uno dei reati più importanti è proprio la presunta non validità dei permessi che hanno consentito la realizzazione del gasdotto.

Già questo, in un paese normale, non sarebbe potuto accadere: non è pensabile procedere con i lavori se la legittimità dei permessi è uno dei punti in discussione di una vertenza da dirimere nelle aule di un tribunale.

Ma, come spesso accaduto per la vicenda Tap, la realtà supera la fantasia, così ora ci troviamo di fronte a un passaggio ancor più illogico che mette in risalto lo strapotere della multinazionale nei confronti delle istituzioni. Istituzioni che hanno taciuto, indifferenti, non solo rispetto a permessi di dubbia legittimità, ma anche sulla scadenza degli stessi.

Infatti la proroga (per i soli lavori di ripristino) all’Autorizzazione Unica del 2015, uno dei capi di imputazione del prossimo processo a Tap, è scaduta il 31 marzo 2021.

Quindi in questo momento, le navi che vediamo a due passi dalla riva di San Foca, stanno posando blocchi di cemento sulla barriera corallina, utilizzando permessi da accertare in sede giuridica, la cui proroga è scaduta più di un anno fa.

Proroga relativa alla realizzazione di lavori, imposti da specifiche prescrizioni, da effettuare PRIMA della messa in funzione del gasdotto.
Continueremo, come abbiamo sempre fatto, a far emergere la verità su un’opera arbitraria,  anche se le nostre segnalazioni sulle troppe irregolarità che hanno contraddistinto la costruzione di questo gasdotto cadono nel nulla cosmico”.

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L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 14 gennaio scorso

PROCESSO A TAP, ANDAMENTO LENTO, ANZI LENTISSIMO

Category: Cronaca, Politica

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