DIARIO DEL GIORNO / GIOVEDI’ 2 GIUGNO 2022

| 2 Giugno 2022 | 0 Comments

Buongiorno!

Oggi è giovedì 2 giugno 2022

San Marcellino.

 

A Torino festeggia il suo compleanno il nostro amico iraniano Darioush Zalizadeh: un cordiale augurio!

 

 

Festa della Repubblica italiana.

 

 

Come oggi, settantasei anni fa, nel 1946, con un referendum istituzionale gli Italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284 è il risultato ufficiale; ma non mancarono contestazioni, accuse di brogli e polemiche, che nemmeno oggi si sono del tutto placate: periodicamente escono nuovi studi al riguardo).

Subito dopo, pur contestando il risultato, il Re d’Italia Umberto II di Savoia lascia il Paese, affinché non ci fosse spargimento di sangue con una nuova guerra civile, va in esilio all’ estero, in Portogallo.

 

Il 2 giugno del 1977 il grande giornalista Indro Montanelli subisce un attentato dalle Brigate Rosse viene colpito con quattro proiettili. Montanelli dirà: “dopo che sono stato colpito mi son sentito morire, ma ricordando il mio passato fascista di Balilla e di Avanguardista mi son detto voglio morire in piedi e mi aggrappai alla cancellata dei giardini pubblici”.

 

Proverbio salentino: NNA MAMMA CAMPA CENTU PICHE, MA CENTU PICHE NNU CAMPANU NNA MAMMA.
La traduzione a senso è che una mamma è in grado di occuparsi anche di cento figli, ma cento figli non sono in grado di occuparsi di una mamma.

Ringraziamo la nostra amica Rosa Lucarelli che vive a Firenze, che pur essendo di origini tarantine, per diversi anni è vissuta e studiato a Lecce, per averci ricordato questo antico proverbio salentino.

Le “piche” nel dialetto leccese più arcaico, sono le gazze, nel dialetto più recente  vengono chiamate”mite”, la gazza e’ un uccello curioso e spesso i contadini portavano piccole gazze in dono ai loro bambini chiedendogli di prendersene cura, all’epoca si insegnava ai figli ad essere responsabili, sin da quando erano piccoli.

La vita dell’animale dipendeva dalla cura del bambino, al quale veniva ricordato che il Dio degli animali era l’uomo e che pertanto lo trattate come lui avrebbe voluto che il buon Dio lo trattasse.
L’animale diventava il giocattolo e allo stesso tempo l’amico di giochi del bambino, se lo trascurava moriva, e la morte dell’animale segnava l’animo del piccolo uomo che imparava a sue spese a prendersi cura degli altri, dai fratellini più piccoli agli animali domestici.
Ci sono stati casi in cui le gazze sono tale addestrate a parlare e a portare messaggi, dalla campagna a casa e viceversa.
La gazza ha la brutta fama di essere ladra perché viene attirata dagli oggetti splendenti come monili in oro, e spesso piccoli oggetti preziosi sono stati ritrovati nei loro nidi.

 

Category: Costume e società

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