IL REPORTAGE / NON BASTA LA PRESENZA DI SEDIE J.O.B. PER DEFINIRE “ACCESSIBILE” UNA SPIAGGIA

| 24 Luglio 2022 | 0 Comments

LA TERRAZZA DI “IO POSSO” A SAN FOCA, MODELLO DI INCLUSIVITA’, PER PERMETTERE A CHI E’ AFFETTO DA DISABILITA’ MOTORIE DI ANDARE IN VACANZA AL MARE

di Chiara Evangelista______

A San Foca in un pomeriggio di luglio, martoriato dall’anticiclone africano che da giorni sta flagellando i litorali salentini, una bandiera sventola tagliante nel cielo azzurro del meriggio per segnalare la presenza di una realtà che da otto anni è presidio di libertà e di uguaglianza. Il progetto “Io posso”, nato da un’idea di Gaetano Fuso e supportato dall’Associazione 2HE, volto a migliorare la qualità di vita di persone affette da disabilità, ha realizzato il primo obiettivo del suo ambizioso progetto attraverso la «Terrazza “Tutti al mare!”», un accesso al mare attrezzato per ospitare disabili motori. “Non basta una sedia J.O.B., una zona con pedana per poter rendere accessibile una spiaggia” spiega Francesco Aprile (nella foto in basso), responsabile della Terrazza, mentre ci accompagna nel visitare la struttura. Ventilatori, colonnine elettriche a cui collegare i macchinari, toilette attrezzate, sedie adatte ad ogni livello di disabilità, personale qualificato in servizio: questi sono gli ingredienti che differenziano il progetto di “Io posso” (da giugno è attivo anche sul Mar Ionio presso Ecoresort Le Sirené di Gallipoli).

“Ho fatto 10 ore di viaggio per poter essere qui, per poter concedermi anch’io una vacanza al mare” ci racconta Tony Golfarelli (nella foto in basso) che, costretto dalla malattia a stare sulla sedia a rotelle, non nasconde la sua meraviglia nell’aver trovato finalmente una struttura che soddisfi le sue necessità. “Sono andato una volta in un hotel a cinque stelle. Lo sa che in camera c’era la vasca da bagno? La vasca da bagno! Sebbene io avessi fatto presente la mia disabilità a chi di dovere… L’autonomia è un diritto. Quando vado a prendere un caffè e mi ritrovo un gradino che mi ostacola l’accesso al bar, nel chiedere cortesemente che mettano la pedana, mi guardano quasi seccati. Credo che ancora oggi le barriere architettoniche e la scarsa cultura dell’accessibilità siano sottovalutate nel nostro Paese. Ecco perché progetti come ‘Io posso’ sono una rarità: ogni dettaglio è stato studiato e concepito per permetterci di respirare la normalità”.

Il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia e il Ministro per le Disabilità Erika Stefani hanno presentato lo scorso 20 aprile il decreto interministeriale volto a sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica per le persone con disabilità e a favorire l’inclusione sociale. Il provvedimento indica le modalità di accesso e fruizione al fondo previsto dalla Legge di Bilancio e destinato alla realizzazione di interventi per l’accessibilità all’offerta turistica delle persone con disabilità. Tali risorse si affiancano a quelle già disposte con il PNRR in favore della sostenibilità dell’offerta turistica nazionale. Sebbene dunque il governo abbia teso l’orecchio al turismo accessibile, gli enti locali che vorranno investire in futuro devono già essere messi in guardia dall’illusione che la realizzazione di strutture accessibili termini con la sforbiciata del nastro rosso inaugurale. “In questi anni di battaglia campale ci siamo resi conto che oltre alle postazioni standard provviste di pedanatura e ampi spazi di manovra e toilette attrezzate, dovrebbero essere incrementati il personale di supporto per la balneazione, il coordinamento con le strutture ricettive e i trasporti, nonché il numero di postazioni attrezzate per disabilità motorie gravi. Dunque, agli enti locali che vorranno investire nel turismo accessibile consigliamo di mettersi in contatto con le associazioni per comprendere meglio le esigenze e poter investire oculatamente” racconta Francesco con la motivazione che si legge negli occhi nel portare avanti da anni l’attività, non senza difficoltà.

“I servizi della Terrazza sono gratuiti. Il progetto va avanti grazie a donazioni di privati e di enti come il Comune di Melendugno, Libera, FIGC, ASL Lecce. Ma i contributi non sono sufficienti e durante l’inverno realizziamo cene solidali per mantenere la gratuità delle prestazioni” racconta Giorgia Rollo (nella foto in basso), Presidente dell’Associazione 2HE. Se l’investimento nell’accessibilità è investimento sulla crescita del Paese non si può negare che ancora manchi una sensibilità acuta degli Enti nel destinare risorse che possano favorire l’inclusività.

Un’ulteriore conferma della disattenzione amministrativa è data dalla testimonianza di Barbara (a sinistra, nella foto in basso), madre di due ragazzi, ospiti della Terrazza, affetti da una malattia degenerativa. “Vengo a San Foca da quattro anni e ogni volta son 5 ore di macchina. A Roma non ci sono strutture così. Sa cosa vuol dire per un genitore che suo figlio qui è assistito in tutto gratuitamente? Che per una manciata d’ore anch’io posso concedermi una nuotata? il sollievo mentale che si prova? Per non parlare poi del clima di familiarità che si instaura. Sto persino pensando di comprare casa qui. Finché i miei figli saranno in vita, voglio garantire loro la normalità: un bagno al mare”.

Per ulteriori informazioni: www.ioposso.eu

Category: Costume e società, Cronaca

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