RICHIESTE INAPPAGATE DI LAVORATORI ASL

| 24 Luglio 2022 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Potere al Popolo Lecce ci manda il seguente comunicato ______

Lunedì 25 Luglio alle ore 18.30 presso la casa del Popolo Silvia Picci di Lecce ci sarà un incontro con le operatrici e gli operatori del Centro Diurno di Salute Mentale di Lecce.

Lavoratori che, aspettano di essere stabilizzati da qualche decennio, praticamente dal secolo scorso.

Dopo tanti anni e tante promesse non mantenute, hanno deciso di rivendicare i propri diritti e denunciare pubblicamente la loro situazione.

Qui il link all’evento fb : https://facebook.com/events/s/il-caso-godot-del-centro-diurn/618223069747230/

ed ecco il loro comunicato completo

IL CASO GODOT
DEL CENTRO DIURNO DEL CENTRO DI SALUTE MENTALE DI LECCE

È dal secolo scorso che gli operatori del Centro Diurno di Lecce aspettano di essere stabilizzati.
In tutto questo tempo hanno offerto risorse, competenze, titoli disconosciuti e notevoli risparmi alla Asl; non per ultima il “risparmio” di TSO e ricoveri…

Dopo varie peripezie tra cooperative, contratti precari e promesse… compresi interventi-facciata di molti politici per fare bella figura sui media…oggi sono nuovamente a pochi mesi dalla fine.
Lo scandalo che la Asl sta vivendo in questi giorni evoca la volontà di altre priorità…

Eppure qualche decennio fa il Centro Diurno di Lecce era il fiore all’occhiello della Asl… (così dicevano, quando andava di moda Basaglia!).
Poi, come ogni cosa qui in Italia (basta osservare altri ambiti per comprendere) sono nate nuove professionalità, tagli del personale, morìa di psicologi (ma questo sarebbe un discorso a parte…).

Ciononostante, durante i diversi interventi legali di due operatrici e la Direzione Generale, il Direttore Rodolfo Rollo aveva finalmente dichiarato la volontà di porre fine a questa narrazione distopica… ma, dopo gli ultimi avvenimenti… pare si sia tornati al punto zero!

Gli utenti, che dovrebbero essere il motore portante di un lavoro sensibile e rivolto alla restituzione della cittadinanza, sono stati risucchiati da questo “fare” contemporaneo, a cui le misure anti-covid hanno solo peggiorato una situazione…
Pertanto significa che tutto il Territorio è coinvolto e colpito!

Eppure in tutti questi anni, si è potuto constatare –seppur solo in parte- ciò che il Centro Diurno di Lecce ha prodotto e praticato, anche in collaborazione con operatori culturali, artisti, scrittori, professori, creativi di ogni genere…
Progetti di lettura che hanno visto coinvolta l’intera città di Lecce; laboratori espressivi presso Manifatture Knos; rappresentazioni teatrali nei migliori luoghi del Salento (teatro vero, mica recite raccapriccianti!); e, solo per rendere l’idea del valore dei programmi e dei progetti concepiti da questi lavoratori, due operatrici sono state invitate dal Dipartimento di Salute Mentale della Campania a tenere corsi a utenti e referenti di un Centro Diurno della provincia di Caserta.
Inoltre questi operatori vantano anche una pubblicazione sulla Riabilitazione Psichiatrica a Lecce, ma tengono a sottolineare che “La Salute Mentale è un lavoro in divenire, è un insieme di progetti, culture e creatività che non può essere limitata da un libro del passato”.

Tutto questo e molto altro, è accaduto in Salento, grazie ad una lunga esperienza culturale e terapeutica. Si, terapeutica.

È dovere della Regione Puglia e della Asl di Lecce fare chiarezza, nel rispetto degli utenti e degli operatori!
Diversamente c’è già una sedia calda in uno dei migliori studi legali di Lecce.

Vi starete chiedendo qual è il motivo di tanta pena…
In realtà di motivi ce ne sono due, uno pubblico e uno politico:
Quello pubblico è che l’Azienda non ha mai riconosciuto il ruolo di questi operatori; negli anni li ha descritti come maestri d’arte, operatori della Riabilitazione Psichiatrica, operatori di abilità di base, animatori (proprio loro che questo lavoro potrebbero insegnarlo!)
Il motivo politico è ancora più semplice: sono scomodi…

Bene, allora la Asl potrebbe cominciare a riconoscere mansioni svolte, competenze, titoli e lauree! Compresi quelli acquisiti con la pratica lavorando dal secolo scorso!

Del resto, se Asl e Regione hanno permesso a questi operatori di condurre un Centro Diurno significherà qualcosa!

E’ quindi assolutamente arrivato il momento di legittimare tutte le azioni poste in essere che sinora hanno dimostrato valenza terapeutica e benessere!

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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