CASO EMANUELA ORLANDI / E’ MISTERO SULLA TOMBA VUOTA DI KATY SKERL. A ‘UNOMATTINA’ PIETRO ORLANDI SPIEGA IL COLLEGAMENTO CON LA MORTE DELLA SORELLA E CONTINUA A CHIEDERE AL VATICANO VERITA’ E GIUSTIZIA

| 26 Luglio 2022 | 0 Comments

di Flora Fina ______

“ È difficilissimo provare a raccontare tutti questi eventi, però c’è una sequenza di fatti che sembrano completamente sciolti l’uno dall’altro ma che adesso si stanno in qualche modo legando. All’Ordine Teutonico ci è arrivata una segnalazione interna vaticana, non anonima, che ci diceva di andare a vedere una certa tomba, questa tomba è stata aperta , il problema è stato che al di sotto di questa tomba che è stata aperta è stata scoperta una stanza completamente vuota in cemento armato.

Due giorni dopo il Vaticano ci ha chiamato dicendo che all’interno della tomba c’era una botola. Quella stanza, è legata ad elementi che abbiamo noi in mano adesso. Io ho una serie di screenshot di conversazioni su Whatsapp del 2014  tra due persone molto vicine a Papa Francesco, messaggi riservati della Santa Sede, conversazioni che parlano chiaramente di documenti su Emanuela, su come pagare i tombaroli venuti con il georadar.

Messaggi che fanno capire chiaramente che nel 2014, c’è stato un passaggio fondamentale in quella stanza segreta. Sempre in questi messaggi si dice chiaramente  << Papa Francesco ci dice di andare avanti, di portare avanti questa situazione >> ci sono quindi quattro o cinque persone, compreso il Papa, che sanno esattamente quello che può essere successo.”

Con queste parole si esprime Pietro Orlandi ( nella foto ) fratello di Emanuela, durante la messa in onda di Unomattina Estate di oggi, riguardo ai nuovi scenari rimasti aperti sulla tragica scomparsa della sorella avvenuta quarant’anni fa.

Un caso che si riapre straordinariamente, proprio in queste ore, accompagnato questa volta da una bizzarra e del tutto nuova prospettiva sul caso Emanuela Orlandi, che proprio negli ultimi mesi è salito alla ribalta dopo una probabile apertura da parte di Papa Francesco nei confronti di un torbido mistero italiano, che va avanti da tanto, troppo tempo.

Negli ultimi tempi infatti, sarebbe stata proprio una risposta – di senso compiuto, dopo nove anni di incessanti richieste – da parte di Papa Francesco – che nel mese di febbraio aveva dato riscontro ad una lettera inviata alla Santa sede dall’avvocato di famiglia Laura Sgrò – a riaprire caute speranze nei confronti del caso, quantomai controverso e allo stesso tempo divenuto ormai quasi un’abitudine tra le pagine della cronaca nera italiana.

Proprio durante la mattinata di oggi, il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, è stato ospite di Unomattina Estate, sulle reti Rai, per fare chiarezza in merito a determinati e sconvolgenti scenari che sarebbero emersi nelle ultimissime ore: si riapre infatti, sorprendentemente, un caso scottante, anch’esso risalente a quarant’anni fa, con probabili e plausibili analogie con il caso Orlandi: parliamo della sparizione della bara di Caterina – Katy –  Skerl, figlia del regista svizzero naturalizzato italiano Peter, ritrovata morta a Grottaferrata nel lontano 22 gennaio 1984.

Aveva 17 anni, tuttavia la sua morte, come quella di Emanuela è ancora avvolta in un fitto alone di mistero.

L’edizione romana di Repubblica racconta infatti che il loculo della giovane Katy si trovava esattamente nel settore 115, seconda fila dal basso: la bara presente in quello stesso loculo però è sparita nel nulla. È stata la Squadra Mobile, su ordine della Procura di Roma, a effettuare il sopralluogo nel settore dov’è sepolta Katy, e la tomba è stata di conseguenza sottoposta a sequestro penale. Ma come si incrocia la sua storia con quella di Emanuela?

I fatti risalgono ad un periodo strettamente vicino con la sparizione Orlandi: “Katy”, come la chiamavano amici e parenti, viveva in via Isidoro del Lungo, zona Talenti, ed era iscritta della Federazione Giovani Comunisti Italiani. In un anonimo pomeriggio del 21 gennaio 1984 è ad una festa a pochi passi da casa, sono le 18.30 e cammina con fare tranquillo tra largo Bacone e via Cartesio. Quella purtroppo, sarà l’ultima volta in cui Katy sarà vista in vita, poiché la mattina successiva, il 22 gennaio, sarà ritrovata poi morta in campagna a Grottaferrata, strangolata tragicamente con un fil di ferro.

Ma veniamo a noi: in quel periodo, l’opinione pubblica è molto reattiva e sensibile a questi temi.

Il macabro viaggio dentro cui gli inquirenti stessi cercarono di addentrarsi, presentava al tempo strani e misteriosi passaggi ai quali tuttora non si riesce a dare una spiegazione razionale e plausibile: a legare i due drammatici eventi, soprattutto, sono le informazioni fornite dalle dichiarazioni del fotografo Marco Accetti, testimone che a più riprese si è espresso sulla sparizione di Emanuela, e che tuttavia è sempre stato giudicato inattendibile dagli inquirenti.

Recentemente infatti, nel 2015, il fotografo si autoaccusò del rapimento d Emanuela Orlandi, scrivendo poi, nel suo personalissimo blog, che nel 2005 la bara di Katty Skerl era stata rubata: al suo posto –  sempre secondo le dichiarazioni del fotografo 67enne alle forze dell’ordine – sarebbe rimasta soltanto una maniglia da bara a forma di angelo, e così è stato, effettivamente.

Ancora prima, nel 2013, Accetti tornava alla carica con un’altra dichiarazione in Procura che aveva dell’ incredibile  “ Skerl fu ammazzata per vendetta dalla fazione di laici ed ecclesiastici a noi opposta, per indurci a interrompere le pressioni e i ricatti contro Wojtyla e il presidente dello Ior Marcinkus ”. Ritenuto poi un vero e proprio mitomane, le sue parole finirono nel dimenticatoio, visto e considerato inoltre che anche in relazione al caso Orlandi, egli stesso aveva fornito in precedenza testimonianze assolutamente inattendibili, dichiarando in un primo momento di aver ritrovato il flauto della ragazza e poi, come già ribadito, di essere stato lui a rapirla.

Tuttavia, questi rimangono dei passaggi da prendere pur sempre con le pinze, poiché come afferma lo stesso fratello di Emanuela “ Il caso non è stato mai ufficialmente collegato, l’unico a parlarne è stata una persona che si è autoaccusata del sequestro di Emanuela, e lui stesso ha creato questo legame tra Emanuela e Katy Skerl. L’unica cosa vera che disse ed è abbastanza inquietante, è del 2015, quando lui disse andate a vedere la tomba di Katy Skerl, la troverete vuota perché la bara è stata portata via e all’interno della bara c’erano degli indizi che collegavano i due casi. È questo è l’unico legame che si è creato. ”

Cosa ci aspetta dunque nel futuro prossimo su questo caso? Anche questo rimane un mistero, tuttavia resta ferma la convinzione di giungere – si spera nel breve tempo possibile – alla tanto agognata giustizia e verità per Emanuela, per far sì che finalmente, uno dei più grandi casi di cronaca nera italiana possa diventare solo un triste ricordo, ma comunque una pagina definitivamente chiusa.

L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 22 giugno scorso ______

CASO EMANUELA ORLANDI / NUOVA MANIFESTAZIONE A ROMA PER CHIEDERE VERITA’ E GIUSTIZIA NEL 39ESIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA SCOMPARSA. LE NOVITA’

Category: Cronaca

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