‘INTERVENTI URGENTI PER IL SALENTO DESERTIFICATO’

| 21 Settembre 2022 | 0 Comments

  

Riceviamo e volntieri pubblichiamo. Forum Ambiente e Salute Lecce ci manda per conoscenza la lettera aperta inviata ai reponsabili politici e istituzionali, e ai candidati alle prossime elezioni, firmata da una quindicina di associazioni ambientaliste salentine______ 

Le criticità ambientali  nel Salento   dirompono in modo più drammatico e più numerose  che altrove.

Salubrità dell’aria, gestione dei rifiuti, incendi, cementificazione del suolo agricolo,  degrado del paesaggio e dell’architettura rurale, spreco energetico e inquinamento luminoso, chimicizzazione e sterilizzazione del  terreno, azzeramento della biodiversità, devastazione agroecologica a favore di  speculazioni edilizie senza freno ;  solo le  più evidenti,  ma ignorate  dall’azione politica concreta.

Il che avviene più gravemente anche per le altre   due principali criticità, che concernono la stessa vivibilità e sopravvivenza del territorio: il processo di desertificazione e   l’esaurimento e inquinamento della risorsa idrica.

Se compaiono talvolta nelle agende e proclami elettorali, tuttavia sono puntualmente assenti dalla effettiva programmazione degli  interventi pubblici, da parte delle istituzioni  ai vari livelli. E in particolare  sono  ignorate  dai progetti  beneficiari dei fondi del PNRR.

Per il territorio è prioritario  usare tali fondi per restaurare   qualche  palazzo storico  a volte ripetutamente, per recuperare  contenitori di discutibile significato e rilevanza(  ex Agip -Obelisco Lecce) ,  per  estendere  ininterrottamente l’illuminazione pubblica ( azzerando la  visibilità del cielo stellato, patrimonio UNESCO),  per cementificare e asfaltare ancora : oppure   per la “rigenerazione agroecologica”   del territorio  (cinture verdi periurbane,  piantumazione  in quello urbano) , per  recuperare  e riutilizzare i reflui depurati e  tutelare la falda freatica? 

Lecce e il Salento  –da anni maglia nera saldamente in cima alle classifiche nazionali Ispra per il consumo di suolo agricolo e con patologie sanitarie sempre più presenti tra la popolazione  legate anche  all’assenza e al  degrado di imprescindibili polmoni verdi-  continuano a “investire” prevalentemente sull’immagine, sulla facciata, sull’ edilizia pubblica -pur disponendo di  numerosi contenitori ,  immobili abbandonati ma perfettamente fruibili anche attualmente – come su  quella privata;  vengono invece trascurate e mortificate proprio le Matrici Ambientali – Aria, Acqua e Suolo – fondamentali per la  sopravvivenza e che rendono vivibile il territorio per i suoi abitanti e per  attrarre un   turismo di qualità.

In questo disastro per  l’immobilismo e l’assenza di politiche ambientali,  necessarie più che mai per l’aumento esponenziale di eventi calamitosi dovuti agli sconvolgimenti climatici di origine antropica, paiono quali briciole alcuni  progetti isolati di imboschimento  ( 10 ettari concessi all’intervento di privati dalla Provincia di Lecce su una propria area;   gli appena sei     nel  capoluogo, dal costo “assai esoso”   a differenza  del ricorso all’Arif,  con cui vi è un protocollo d’intesa;  il più ambizioso,ma ancora  ai blocchi di partenza,  promosso dal DAJS , con il coinvolgimento  delle tre Province e dell’Unisalento,  basato sull’ autocandidatura di aree agricole di  privati  ed enti ).  Ma ad oggi, non esiste -in particolare per la provincia di Lecce in maggiore criticità sul piano nazionale-  un  Piano organico né  un  progetto pubblico , strutturato e dettagliato di imboschimento  , da parte di Governo e Regione  ( forse perché non sollecitato dal territorio)  simile a quelli che  90 e 60 anni fa  hanno  creato  i nuovi polmoni verdi  e valorizzato aree  marginali, quali  le Cesine, Alimini, Ugento, Porto Selvaggio etc.

 La falda acquifera è sempre più smunta, salinificata, inquinata:  ne hanno dato ulteriore conferma le recenti indagini del CNR dell’Unisalento. Ma non esistono progetti di risparmio idrico coerenti, strutturali e urgenti , non esiste un sistema di tutela da emungimenti selvaggi  delle falde freatiche superficiali e di profondità (  ne sono a conferma le innumerevoli richieste di perforazione  di nuovi pozzi artesiani , che si sommano alla gruviera di prevalentemente abusivi); , non esiste un progetto di riconversione degli impianti di depurazione in impianti di fitodepurazione, meno impattanti e produttori di paesaggio naturale ( Melendugno), con il recupero e riutilizzo delle acque depurate, per il ripascimento della falda  o per alimentare invasi  in cave abbandonate. Depurati i reflui vengono in gran parte dispersi in mare con nuove dispendiose  condotte, azzerando così  nei fatti le potenzialità e finalità di recupero degli impianti  (es. Gallipoli, etc). L’acquedotto rurale per la Puglia promesso da Emiliano….?

Il Salento desertificato e siccitoso  ha bisogna di un cambio  di  progettualità politica e di cultura e prassi ambientale .  Natura, Salute e Paesaggio non sono ad uso e consumo di pochi, ma la ricchezza di tutti e di chi verrà dopo di noi;  le risorse  pubbliche  del PNRR non possono essere  investite unidirezionalmente , malamente gestite e sprecate. Per questo è auspicabile l’ apertura di tavoli di confronto pubblici ed istituzionali con la cittadinanza attiva  (partecipazione e sussidarietà promossa dalla Costituzione) ,  per indirizzare progetti e risorse verso la rigenerazioe agro -ecologica, dalle ricadute socio-economiche  del Salento:  rimboschendo aree degradate o abbandonate, incentivando interventi di piantumazione produttiva, con  bassissimo utilizzo di chimica e risorsa idrica, aumentando il tasso di biodiversità e le attività produttive ad esse legate, ripristinando  le antiche canalizzazioni in armonia con il paesaggio per prevenire e ridurre i dissesti idrogeologici,, con azioni di  ingegneria naturalistica nei luoghi più fragili ed esposti, togliendo il cemento e l’asfalto, fermando i l consumo di suolo. Prioritaria e  doverosa una  cintura verde (Green Belt normata e regolata come esiste da anni nel Regno Unito) attorno alle città e paesi che faccia da argine all’incontrollata espansione edilizia e permetta la ricreazione di quel tessuto connettivo verde tra Città e Campagna, con il contestuale ripristino e restauro del paesaggio storico.

 Il PNRR è l’occasione storica per  intavolare un nuovo modo di fare politica e di  intendere le istituzioni,  promuovendo il coinvolgimento e l’impegno di tutti per rigenerare il nostro territorio. Non vorremmo che  sia ancora una volta un’occasione mancata ,  con le priorità disattese , mentre  l’allarme climalterante risuona  inascoltato nel Salento.

Lecce settembre 2022

Mario Fiorella  – ITALIA NOSTRA Lecce ,    Vittorio De Viti WWF Salento,   Fernando Vantaggiato  LEGAMBIENTE  Terra d’Arneo,  G.Battista Moroni, Padri COMBONIANI , Cavallino Lecce; Marcello  D’Acquarica  NOI AMBIENTE  Noha-Galatina; .   Alfredo Melissano  RETE AMBIENTE SALUTE  Salento;  Daniela Tramacere  MOBIUS CIRCLE APS; Biagio Malorgio- UDICON Lecce;,  Marta  Innocente- ACQUA BENE COMUNE – Salento;  M. Cristina De Pascalis, Comitato   LAUDATO SII   Lecce; Alessandra CARAGIULI  COORD. CIVICO AMBIENTE SALUTE  prov. Lecce;  Dario Ciccarese, AMBIENTE SANO  Veglie, Giancarlo Costa Cesari, ARCI  “ Biblioteca Sarajevo “, Maglie; Alice Rolli  , Ass. FATTIZZE D’ARNEO , Nardò;  Giovanni Seclì’, FORUM AMBIENTE E SALUTE Lecce.

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