RICORDO DI NORMA CROSETTO A LECCE SABATO 8

| 7 Ottobre 2022 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Michele Lazoi, per conto del Comitato 10 febbraio Salento, ci manda il seguente comunicato  ______ 

Lecce ricorda Norma Cossetto, appuntamento sabato in piazza Sant’Oronzo

Dopo le commemorazioni svolte in provincia, da Nardò a Veglie, anche a Lecce il Comitato 10 Febbraio onorerà la memoria di Norma Cossetto, la giovane martire istriana infoibata dai titini nell’ottobre del 1943, dopo essere stata più volte violentata.

L’evento si terràsabato 8 ottobre alle 17, presso l’Open Space di Palazzo Carafa, e vedrà la partecipazione di Alberto Capraro, vicesindaco di Castro e referente regionale del Comitato, affiancato dai consiglieri comunali Roberto Giordano Anguilla, di Lecce, e Pierpaolo Giuri, di Nardò.

La povera Norma pagò con la vita la decisione di rimanere italiana. E di non rinnegare la Patria. Per aver scelto l’amore per la sua terra, venne sequestrata, torturata, violentata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi. La sua vicenda è poi assurta a simbolo della tragedia delle foibe grazie alla Medaglia d’Oro al Merito Civile, concessale nel 2005 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Oggi,dopo centinaia di inaugurazioni di piazze, targhe, vie e monumenti in suo onore, è diventata simbolo di un’italianità fatta d’amore, di rispetto e giustizia.

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Norma Cossetto, una studentessa universitaria istriana, venne torturata, violentata e gettata in una delle tante foibe che caratterizzano il territorio della Venezia Giulia assieme ad altri 25 sventurati nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. La sua storia è stata spesso considerata emblematica per descrivere i drammi e le sofferenze dell’Istria e della Venezia Giulia

Norma Cossetto era una splendida ragazza di 24 anni di Santa Domenica di Visinada, laureanda in lettere e filosofia presso l’Università di Padova. In quel periodo girava in bicicletta per i comuni dell’Istria per preparare il materiale per la sua tesi di laurea, che aveva per titolo “L’Istria Rossa” (Terra rossa per la bauxite).
Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Entrarono perfino nelle camere, sparando sopra i letti per spaventare le persone. Il giorno successivo prelevarono Norma. Venne condotta prima nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda si divertirono a tormentarla, promettendole libertà e mansioni direttive, se avesse accettato di collaborare e di aggregarsi alle loro imprese. Al netto rifiuto, la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici.

Dopo una sosta di un paio di giorni, vennero tutti trasferiti durante la notte e trasportati con un camion nella scuola di Antignana, dove Norma iniziò il suo vero martirio.



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