LA DURA LEGGE DEL GOL PUNISCE IL LECCE. CONTRO IL TORO SPLENDIDI SOLO I TIFOSI GIALLOROSSI IN TRASFERTA

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Freddo, a Torino, anche all’ora di pranzo, per una partita da brividi, in uno stadio surreale, baciato da un luminoso sole invernale: curva Maratona dei tifosi di casa vuota, in aperta contestazione con la proprietà di Urbano Cairo, gremita da quasi 2.000 quella degli ospiti (nella foto).
Marco Baroni e Eusebio Di Francesco mandano in campo, agli ordini del signor Simone Sozza di Seregno, rispettivamente
Paleari; Marianucci-Maripan-Coco; Holmgren-Vlasic-Ilkhan-Casadei-Lazaro; Adams-Zapata
Falcone; Danilo Veiga-Siebert-Tiago Gabriel-Gallo; Gandelman-Ramadani-Coulibaly; Pierotti-Cheddira-Sottil.
Prima occasione per i Giallorossi: tiro-cross velenoso di Sottil che finisce di poco fuori senza che nessuno arrivi puntuale per la deviazione vincente.
Primo tiro in porta, al minuto 8, di Adams, colpo di testa in elevazione dal limite dell’aria piccola, neutralizzato da Falcone: comunque tutto reso vano da una posizione evidente di fuorigioco dell’attaccante granata. Poco dopo Zapata viene anticipato dal portiere in uscita bassa.
Quattro minuti di pausa per l’ infortunio di Coco, senza altre conseguenze, spezzano i ritmi avviati da entrambe le formazioni. Poi si riprende a battagliare, con gli ospiti ordinati, compatti e i padroni di casa che prendono coraggio e trovano spazi in avanti. Però la prima parte del primo tempo se ne va via sostanzialmente senza emozioni.
Gli ospiti si mostrano in questa fase ancora più propositivi e incisivi, ma siamo sempre lì: non la mettono dentro. Paleari va a levare da sotto la traversa una conclusione di Ramadani.
Poi la partita si sblocca alla mezz’ora. Un filtrante di Vlasic buca la difesa alta, pure impacciata nell’occasione, dei Giallorossi per il tap-in vincente di Adams. 29′. 1 – 0.
34′: Falcone neutralizza facilmente una conclusione di Zapata.
40′: ancora Falcone e questa volta decisivo sul tiro di Casadei.
Paleari invece mette in angolo il pallone calibrato da Galdelman che ci aveva provato da lontano.
Di poco fuori Sottil, sempre dalla distanza. E squadre al riposo.
Al rientro, come all’inizio del primo tempo, Giallorossi aggressivi.
Ma è Falcone che, provvidenziale, salva i suoi su conclusione ravvicinata di Zapata. A seguire bel gesto sportivo, col capitano del Toro che va a complimentarsi con quello avversario per la grande parata che gli aveva negato il gol.
Sbaglia invece Paleari su uno spiovente pericoloso, erroneamente ‘battezzato’ fuori, ma l’occasione per Pierotti non viene concretizzata.
Poi è Danilo Vega a provarci, invano.
Di nuovo è il Lecce che fa la partita, sempre senza costrutto. In concreto però sono più pericolose le ripartenze del Toro.
Ed eccoci ai cambi, con Gaspar al posto dell’appena ammonito Tiego Gabriel, e Banda al posto di Galdelman.
Adams fallisce l’occasione per il raddoppio, mettendo sull’esterno della rete un pallone invitante, anche se era difficile inquadrare la porta. Un altro errore in fase difensiva dei Giallorossi non viene sfruttato dai Granata.
Triplice cambio per Baroni, che sostituisce Lazaro, Casadei e Ilkhan, con Anjorin, Obrador e Prati.
Falcone di nuovo bravo nel salvare sulla linea di porta.
N’Dri al posto di Sottil, Kulenovic al posto di Zapata.
Ultimi dieci minuti più recupero finale.
Banda riceve il pallone sulla sinistra, tiro a rientrare che colpisce il palo interno senza entrare.
I tifosi salentini ammirevoli fanno un ‘sciarpata’ spettacolare.
Cinque minuti più recupero al termine.
Il Lecce in avanti, il Toro si protegge come meglio può.
Ultimi cambi, di Ngom per Ramadani e Njie per Adams.
Ma è già recupero, che sarà di quattro minuti.
Non succede niente.
Il Lecce di nuovo e sempre splendido solo per i propri tifosi perde, magari sfortunatamente, qualora proprio si voglia cercare un alibi, ma in concreto tutto sommato malamente, un’altra partita decisiva, continuando ad evidenziare tutti i suoi limiti tecnici e tattici, e la solita sterilità cronica in fase realizzativa.
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