TORINO INTERA VITTIMA DELLA VIOLENZA

di Elena Vada ______________
Credo vogliate sapere come si vive a Torino in questi momenti di particolare, triste, confusione.
Come ha reagito la gente comune difronte agli atti di violenza, difronte ai gravi danneggiamenti e alle strade devastate.
Come sta rispondendo, nel quotidiano.
Difficile, difficile descrivere, comprendere.
Credetemi: non abbiamo voglia di parlare, commentare, leggere, ascoltare. Ci sentiamo oltraggiati.
Tutto quanto successo è talmente atroce, da sembrare incredibile. “Squallidamente incredibile”!
Sabato sera, nonostante la paura, mi sono recata a teatro (biglietto già in tasca) a vedere lo spettacolo in cartellone (Sabato, domenica e lunedì di E. De Filippo).
I mezzi pubblici non raggiungevano il centro-città, che era deserto come nel periodo Covid.
Saracinesche abbassate, luci quasi inesistenti, pochissimi frettolosi passanti.
Poi il corteo.
Personalmente, sono per tutti, proprio TUTTI, i cortei, che rivendicano qualcosa di legittimo.
Ma il corteo torinese di cui si discute, è stato organizzato per ATTACCARE LA POLIZIA e DANNEGGIARE, altrimenti non si giustificano le tenute da guerriglia che indossavano molti partecipanti (visti con i miei occhi), gli scudi e le armi improprie che hanno adoperato per spaccare, rovinare, lesionare.
A distanza di qualche giorno, Torino è silenziosa. Fanno già abbastanza rumore i mass-media, che non seguiamo neanche più, per il sordo dolore che sentiamo in fondo al cuore.
Ci sentiamo feriti. Profondamente feriti… e guardando i detriti, non ancora ripuliti dalle strade, ci osserviamo sgomenti come se ci fosse stato un attacco Alieno.
Ma erano italiani quelli coperti da passamontagna, con i martelli in mano???
C’erano molti anarchici stranieri, ma credo che il “blocco nero” fosse costituito da Alieni. Voglio credere così.
NO. Non c’entra Destra, Sinistra… Non può essere la politica, una giustificazione alla violenza, cui abbiamo assistito.
Piantedosi, Meloni, Schlein… fate qualcosa.
Nonostante i capelli bianchi, la prossima volta scenderò in piazza pure io, a fianco della forza pubblica, in difesa della mia città, della mia TORINO.
Askatasuna, è solo un pretesto, e Torino, non merita di essere abbandonata!




























