UGENTO, IL MISTERO DELLA SPARIZIONE DI ROBERTA MARTUCCI: NUOVE RIVELAZIONI RIACCENDONO LE INDAGINI

| 5 Febbraio 2026 | 0 Comments

di Flora Fina ______________

Ventisette anni dopo la scomparsa di Roberta Martucci, la giovane 28enne di Torre San Giovanni, marina di Ugento, emergono nuovi elementi che potrebbero gettare luce su uno dei misteri più inquietanti della zona ionica.

Era il 20 agosto 1999 quando Roberta si mise al volante per raggiungere due amiche a Gallipoli. Quella fu l’ultima volta che qualcuno la vide viva. La giovane, ultima di cinque sorelle, viveva con la madre vedova e una delle sorelle e lavorava da pochi mesi in una struttura per anziani. Nonostante il viaggio fosse breve, Roberta non arrivò mai a destinazione.

Quattro giorni dopo, la sua auto fu ritrovata parcheggiata a Gallipoli, vicino alle abitazioni delle amiche. All’interno del veicolo c’era la giacca che la ragazza aveva indossato quel giorno, ma mancavano le chiavi e il libretto di circolazione. Nessuno dei residenti del quartiere aveva notato la macchina nei giorni precedenti, alimentando il sospetto che qualcosa di strano fosse accaduto.

Le indagini iniziarono subito, ma furono presto archiviate. Nel 2006 il fascicolo venne riaperto: in quell’occasione, la famiglia iniziò a ricevere lettere anonime, alcune delle quali sostenevano che Roberta fosse allontanata volontariamente e che stesse bene. Una missiva, in particolare, suggeriva responsabilità delle due amiche della giovane, senza tuttavia fornire prove concrete.

Nuove piste emersero nel 2017, quando gli inquirenti decisero di iscrivere nel registro degli indagati un parente, dopo aver riscontrato undici possibili depistaggi collegati a dichiarazioni contrastanti nel corso degli anni. Alcune testimonianze indicavano inoltre che Roberta fosse stata infastidita da un familiare, mentre una delle sorelle rivelò di aver subito molestie dall’indagato. Tuttavia, la mancanza di prove concrete portò a un’altra archiviazione del caso.

Oggi, a riaccendere l’attenzione degli inquirenti è una nuova testimonianza proveniente dal litorale ionico: una donna ha dichiarato di aver visto un cumulo di pietre sulla spiaggia, che il giorno precedente non c’era. “Sembrava una tomba”, ha raccontato, aggiungendo che dopo un paio di giorni si è percepito un cattivo odore e che dal cumulo sarebbe cresciuto un ulivo selvatico. Queste dichiarazioni hanno spinto la famiglia Martucci a chiedere un incontro urgente con il procuratore generale di Lecce, con la speranza di fare finalmente chiarezza su quanto accaduto.

Un altro punto critico rimane l’automobile di Roberta, che dopo cinque mesi fu dissequestrata e ritirata da alcuni familiari, sebbene non sia chiaro con quali chiavi. Questo dettaglio, insieme alle nuove segnalazioni, potrebbe fornire elementi cruciali per risolvere un mistero che continua a tormentare la comunità e la famiglia Martucci.

La speranza è che le indagini, riaperte con rinnovato vigore, possano finalmente portare a risposte certe, restituendo verità a una famiglia che da più di due decenni vive nell’incertezza e nel dolore.

Tags:

Category: Cronaca

About the Author ()

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.