DALLA VOCE DI ELLIOT, IL BIMBO DELLA PELLICOLA CULT “E.T.-L’extraterrestre”, A DON ALVARO DI CASTIGLIA NELLA COMMEDIA “La vedova scaltra” DI CARLO GOLDONI: GIORGIO BORGHETTI SI RACCONTA A leccecronaca.it

| 6 Febbraio 2026 | 0 Comments

IL CELEBRE ATTORE E DOPPIATORE ROMANO AL TEATRO CAVALLINO BIANCO DI GALATINA PER LA NOTA PIECE TEATRALE GOLDONIANA

di Carmen Leo______ “Il Conte Don Alvaro di Castiglia è un personaggio ben definito, come un po’ tutti gli altri, perché questo è stato un desiderio proprio del regista Giancarlo Marinelli, che ha voluto che i personaggi de La vedova scaltra fossero a tutto tondo. Un personaggio che potremmo definire quasi tridimensionale.

La parte più evidente della caratterizzazione del mio Don Alvaro è, certamente, questa folta barba, che peraltro io sono costretto a tingere di scuro tutte le sere, per non rischiare di apparire come Babbo Natale, essendo naturalmente così brizzolata.

Il Conte appartiene ad un antico e importante casato nobiliare spagnolo, da qui il suo aspetto molto elegante nei modi e ben curato negli abiti. Lui, tuttavia, è il più violento, focoso e irruente dei quattro pretendenti di Rosaura, gli basta veramente impugnare una spada per rischiare di ritrovarsi invischiato in un duello.

Alvaro è anche il più potente vocalmente, infatti in tutta la prima parte c’è una vocalità che è molto profonda.

E però poi, come contraltare, vi è in lui una parte che è totalmente angelica. Una parte giovane, quasi infantile, perché lui è come se subisse una regressione, in quanto, in ognuno di questi personaggi avviene una sorta di perdita della giovinezza, perché da un punto di vista proprio drammaturgico è quello che Goldoni voleva trasmettere ed è quello che il regista Marinelli ha voluto sottolineare.

In questo passaggio che subisce il personaggio, e lo subisce anche vocalmente in una scena ben precisa, viene fuori questo suo attaccamento morboso nei confronti della mamma, perché la figura femminile materna è in lui molto dominante, in quanto ella pretende che Alvaro sposi una donna di nobile rango, almeno del suo stesso lignaggio.

Rosaura, invece, pur essendo una donna bellissima, che intriga e affascina il Conte è, comunque, la figlia di un volgare mercante e, quindi, questo aspetto non trascurabile crea una profonda frattura nel personaggio.

Pertanto, per rispondere alla sua bellissima domanda, sicuramente in questo momento della vita di Giorgio, questo personaggio è stato piuttosto complesso da gestire, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto del suo attaccamento viscerale alla figura materna.

Purtroppo, io ho perduto mia mamma, e proprio durante uno spettacolo teatrale, e questo non ha potuto non influire su quanto Giorgio ha messo di se stesso in Alvaro”.

Così l’attore romano Giorgio Borghetti, volto arcinoto della televisione, del cinema e del doppiaggio tutto italiano, avviato alla professione di attore dal maestro Riccardo de Torrebruna, dopo una breve parentesi nella quale aspirava a diventare insegnante di sci, si concede in un’intervista esclusiva a Leccecronaca.it, in occasione della sua partecipazione nella replica de La vedova scaltra del drammaturgo settecentesco Carlo Goldoni, andata in scena pochi giorni fa al Teatro Cavallino Bianco di Galatina (Le).

Per noi un vero onore averlo potuto intervistare, quasi irriconoscibile con questa lunga e folta barba, mera necessità di scena, dato che lo seguiamo da anni nelle numerose fiction da lui interpretate, tra cui possiamo ricordare: Incantesimo, Ricominciare, Cuccioli, Tutti i sogni del mondo, Il capitano, Le ragazze di San Frediano, La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa, Un posto al sole.

Ma quello che molti dei nostri lettori e lettrici, probabilmente, ancora non sanno è che Giorgio Borghetti ha prestato la sua voce a molti attori interpreti di pellicole di grande successo, primo tra tutti, all’età di soli undici anni, Elliot, il dolcissimo bimbo che incontra e ospita, o meglio nasconde in casa sua, l’alieno protagonista di E.T. L’extra-terrestre.

E abbiamo certamente ascoltato la sua voce, dal vivo vi assicuriamo ancor più suadente e calda, poi anche in La storia infinita, L’attimo fuggente, Molto rumore per nulla, e tanti tanti altri successi, tra cui anche i personaggi di alcuni noti cartoni animati, impossibile poterli qui citare tutti.

Alla nostra curiosità su cosa ha lasciato in Giorgio il personaggio di Don Alvaro, molto cordialmente così ci risponde: “Il personaggio del Conte mi ha sicuramente fatto riflettere sul fatto che il senso di aver subito egli un inganno da parte di Rosaura, lo porta ad essere segnato, che poi è una cosa che può accadere ad ognuno di noi nella vita reale, perché tutti prima o dopo abbiamo, purtroppo, provato un’esperienza di tal genere, per cui io mi sono ritrovato a dover attraversare nel profondo questa emozione, che magari ci riesce molto difficile da poter accettare senza cercare una qualche forma di rivalsa. Quando sei sul palco, ad ogni replica vivi nuove e potenti emozioni, anche interpretando la stessa identica parte, perché ci si approccia al personaggio interpretato anche in base all’umore di quel particolare giorno o momento, devi far tuo il ruolo e dare al ruolo qualcosa di fortemente tuo”.

Bellissima, davvero, quest’intervista a Giorgio Borghetti!

Una piacevole chiacchierata, resa ancor più rilassante dal suo timbro pacato e cordiale, con il quale ci ha rivelato di apprezzare moltissimo la terra salentina, e di quanto: “Mi sento fortunato a poter recitare in teatro, perché questo mi dà la straordinaria opportunità di girare tutta l’Italia e di poter così visitare posti incantevoli, perché la nostra Italia è tutta bella e ogni posto ha la sua particolare e unica magia. Galatina non ho potuto vederla, perché da appena siamo arrivati mi sono messo subito a studiare in quanto io, finito questo spettacolo, tra poco più di una settimana dovrò andare in scena in un altro ruolo.

Una passeggiata in centro, però, l’ho fatta, ho visto la Basilica di San Pietro e Paolo, ma solo dall’esterno. Mi ripropongo domani, prima di partire, di andare a visitarne anche l’interno.

A Lecce, invece, ci sono stato, perché in passato ho avuto una liaison amorosa con una ragazza di qui.

Il Barocco leccese è qualcosa di sensazionale!

Ma la sa la cosa bella? Mi sarebbe davvero molto piaciuto poter essere nato in quell’epoca, magari proprio nel 1700, per indossare quegli abiti, andare a cavallo, duellare per conquistare l’amore di una donzella.

Per questa ragione mi è piaciuto molto interpretare Don Alvaro”.

Termina così, con questo gossip inedito sulla sua vita sentimentale, che lo ha legato al nostro bel Salento, la nostra intervista a all’affascinante Giorgio Borghetti, che si è a noi rivelato come un vero “gentiluomo d’altri tempi”, e siamo certi che questa definizione sarebbe a Lui assai gradita, da quanto abbiamo appreso sopra.

Per chi non lo avesse riconosciuto, perché camuffato da quel barbone di scena, pubblichiamo queste due

intense foto del nostro Giorgio nella vita reale, lo stesso che abbiamo imparato ad apprezzare e amare in tutte le sue evoluzioni artistiche di questi numerosi anni di carriera, lunga e colma di soddisfazioni e successi, diremmo ampiamente meritati, e nonostante sia ancora e soltanto uno splendido cinquantenne.

Nel ringraziarlo calorosamente per la sua disponibilità e la cortesia con cui si è concesso a leccecronaca.it gli auguriamo di poter calcare ancora tanti e tanti palcoscenici e set cinematografici, per poter vivere e farci vivere sempre nuove e intense emozioni.

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Category: Costume e società, Cultura, Eventi

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