NOVITA’ EDITORIALI / ESCE “ Corpo in ombra”, POESIE DI GIANCARLO STOCCORO

Nota stampa dell’editore _______________
“Corpo in ombra”: l’architettura dello sguardo nella nuova silloge di Giancarlo Stoccoro per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno
Un viaggio poetico tra visibile e invisibile, dove la parola si fa maieutica e il silenzio trova finalmente un corpo
SANNICOLA (LE) – Esce per i tipi de I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, la nuova opera del poeta e psichiatra Giancarlo Stoccoro: “Corpo in ombra”. Il volume, impreziosito in copertina da un’opera di Mauro Valsangiacomo e introdotto dalla prefazione di Laura Garavaglia, rappresenta un punto di svolta nella produzione dell’autore milanese.
In questa raccolta, Stoccoro ingaggia una vera lotta “corpo a corpo” con l’invisibile. La sua poesia non si limita a descrivere la realtà, ma la fonda: lo sguardo smette di essere uno strumento biologico per trasformarsi in un atto di creazione ontologica. Attraverso versi che procedono per sottrazione, l’autore esplora quello che Laura Garavaglia definisce “l’inconscio della visione”, muovendosi lungo assi cartesiani emotivi per colmare i vuoti del quotidiano.
“Alla poesia resta l’abbaglio di pochi versi che nell’abisso scoprono la luce”, riflette Stoccoro nella prosa finale dell’opera, sottolineando il legame indissolubile tra sogno, poesia e follia. È proprio la sua doppia veste di terapeuta e letterato a conferire ai testi una densità rara: l’ombra non è mai assenza di luce, ma una condizione necessaria al sogno per manifestarsi e alla bellezza per fiorire.
“C’è un momento preciso, nella fenomenologia della percezione, in cui l’occhio cessa di essere mero strumento biologico per farsi soglia, confine valicabile tra il sé e l’altrove. È in questo interstizio, spesso frequentato dal silenzio, che si colloca la nuova, intensa silloge di Giancarlo Stoccoro, Corpo in ombra.
Aprendo il volume, ci accoglie l’epigrafe di Edmond Jabès: «Un giorno la poesia darà agli uomini il suo volto». È una promessa, ma anche un avvertimento che Stoccoro sembra fare proprio fin dal primo verso, ingaggiando una lotta corpo a corpo con l’invisibile.
La poesia qui non è descrittiva, ma fondativa. Se, come scrive l’autore, «Se fosse lo sguardo a dare voce / alle cose […] avremmo la luce a redimerci», ne consegue che l’atto del guardare diviene un atto di creazione linguistica e ontologica. La raccolta si presenta come un continuum finemente orchestrato, un’architettura che, pur non essendo esplicitata in sezioni rigide, matura pagina dopo pagina.
Il lettore viene condotto in un percorso dove la luce e l’ombra non sono semplici condizioni atmosferiche, ma stati dell’anima, sedimentazioni della memoria che – come giustamente osservato in sede critica – recuperano l’esperienza remota dell’infanzia per interrogarci sulle nostre scelte etiche di adulti. Il titolo stesso, Corpo in ombra, suggerisce una dualità imprescindibile. Non c’è corpo senza l’ombra che lo àncora alla terra, così come non c’è parola poetica che non rechi in sé il “negativo” del silenzio da cui proviene.
Stoccoro, con la sua doppia sensibilità di poeta e di “medico dell’anima” (psichiatra e psicoterapeuta), sa bene che «le parole hanno corpo in ombra» e che spesso «la bellezza fiorisce nell’ombra». È un’ombra che non nasconde, ma custodisce; un’ombra maieutica, simile a quella necessaria al sogno per manifestarsi. Ed è proprio la dimensione onirica a costituire uno dei fuochi dell’opera. Non un sogno confuso o surreale, ma un «sillabario di sogni» che fascia il buio e tenta di ricucire lo strappo tra il desiderio e la realtà. L’autore esplora quello che potremmo definire l’inconscio della visione: l’occhio qui non si limita a registrare il dato reale, ma si muove lungo assi cartesiani emotivi, ora creando lo spazio, ora lasciandosene fagocitare.”
(Dalla prefazione di Laura Garavaglia)
Giancarlo Stoccoro (Milano 1963) è psichiatra e psicoterapeuta. Studioso di Georg Groddeck, ha curato l’edizione italiana della biografia (Georg Groddeck Una Vita, W. Martynkewicz, Il Saggiatore, 2005) e altri saggi (Pierino Porcospino e l’analista selvaggio, ADV, 2016; ‘‘Poeti e prosatori alla corte dell’ES’’, AnimaMundi, 2017). Suo è il primo libro che esplora il cinema associato al Social Dreaming (Occhi del sogno, 2012). Ha vinto diversi premi di poesia ed è presente in numerose antologie. Ha pubblicato due plaquette (alla chiara fonte editore) e le seguenti sillogi: Il negozio degli affetti, Gattomerlino/Superstripes 2014; Parole a mio nome, pref. G. Manitta, Il Convivio 2016; Consulente del buio, pref. G. Tesio, L’Erudita 2017; La dimora dello sguardo, Fara 2018; Prove di arrendevolezza, Oèdipus 2019; La disciplina degli alberi, pref. P. Steffan, La vita felice, 2019; Naufrago è il sogno, Ensemble 2020; L’intuizione dell’alba, pref. I. Fedeli, Puntoacapo 2020; Litanie del silenzio, pref. G. Rosadini, Ladolfi 2021; Forme del dono, pref. V. Guarracino e postf. E. Roversi, Bertoni 2021; Il tempo cucito dalle parole, pref. F. Alaimo, Interno Libri 2022; Esercizi di sparizione, Tozzuolo 2022; Alfabeto bianco, pref. G. Rosadini, Helicon 2023; Il pendolo degli occhi, Delta3 marzo 2024; Tredici lune, nota di lettura di R. Tempesta, Delta3 aprile 2024; Partiture incomplete per gli occhi, pref. di M. Celio, Macabor edizioni, luglio 2024; Sguardofilia, pr. Lamberto Garzia, Macabor 2025. È presente con Sogno, poesia e follia in “Sogni. Storie, visioni e intuizioni”, libro antologico a cura di Silvana Ceruti, La vita felice edizioni, luglio 2025

In copertina un’opera di Mauro Valsangiacomo
Il libro lo trovate nella sezione blog del sito della casa editrice I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno
https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/
Mail – iquadernidelbardoed@libero.it




























