MOLESTIE ALLA DONNA CHE LO AVEVA RESPINTO, GIOVANE SANZIONATO CON IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO

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Misura cautelare eseguita dalla Polizia di Stato a Lecce nei confronti di un giovane di 28 anni di origine gambiana, indagato per atti persecutori e furto aggravato ai danni di una donna con cui aveva avuto una precedente conoscenza in ambito scolastico. Per l’uomo è scattato il divieto di avvicinamento alla presunta vittima, con applicazione del braccialetto elettronico e stop a ogni forma di contatto.
Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, al termine degli accertamenti condotti dalla squadra investigativa specializzata nei reati contro la persona. L’inchiesta è partita dalla denuncia della donna, che ha riferito di essere stata destinataria per mesi di telefonate ripetute, messaggi insistenti e presenze frequenti e non gradite nei pressi della sua abitazione, del luogo di lavoro e di altri spazi abitualmente frequentati.
Una pressione continua che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe generato un forte stato di ansia e paura, spingendola anche a modificare le proprie abitudini quotidiane.Gli approfondimenti hanno inoltre portato alla contestazione di un episodio di sottrazione del cellulare: l’indagato, in base all’ipotesi accusatoria, avrebbe preso il telefono della donna per impedirle di chiedere aiuto dopo il rifiuto delle sue avances.
A carico del 28enne risultava già un precedente ammonimento del questore, emesso nel 2024, con l’invito a interrompere ogni comportamento molesto. Nonostante ciò, le condotte sarebbero proseguite. La misura impone ora all’uomo di mantenere una distanza minima di mille metri dalla presunta vittima e dai luoghi da lei frequentati, con controllo elettronico e divieto assoluto di comunicazione.
La sua posizione resta al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovrà essere definita nel corso del procedimento.
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