E’ TERMINATA IERI LA MOSTRA SULLE FOIBE, ALLESTITA DAI RAGAZZI DEL “CIARDO PELLEGRINO” DI LECCE
mv_______LECCE – Ci sono valigie che pesano più di quanto il loro volume lasci intendere. Sono quelle che contengono non solo vestiti, ma pezzi di vita strappati, frammenti di un’identità abbandonata tra le rocce del Carso e le coste dell’Istria. In occasione del GIORNO DEL RICORDO, il Liceo Artistico e Coreutico “Ciardo Pellegrino” di Lecce si è trasformato in un custode solenne della storia, ospitando una mostra presso il Conservatorio Sant’Anna, che ha richiamando decine di scolaresche da tutta la provincia.
L’iniziativa, che finalmente restituisce dignità e spessore a una pagina per troppo tempo rimasta bianca nei libri di testo, non è solo una celebrazione formale, ma un viaggio immersivo nel dramma dei martiri delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Il cuore dell’esposizione batte tra documenti inediti e, soprattutto, oggetti personali che gli esuli riuscirono a portare con sé nella fuga. Si tratta di testimonianze concrete: vecchie chiavi di case mai più riabitate, fotografie ingiallite, piccoli utensili che raccontano la quotidianità interrotta.
L’allestimento mette in luce la difficile ricostruzione della vita lontano da casa, seguendo le rotte di chi, pur di restare libero, ha attraversato gli oceani verso l’Australia o l’Argentina. Paesi lontanissimi dove il dolore dell’abbandono si è trasformato, con fatica, in una nuova speranza, senza però mai recidere il legame invisibile con la terra natia.
Non solo reperti storici. Una sezione particolarmente significativa della mostra è dedicata agli elaborati artistici degli studenti. Qui, la tragedia delle Foibe viene rielaborata attraverso la sensibilità dei giovani, che hanno tradotto il concetto di “confine” e “memoria” in un enorme disegno steso sulla scalinata che accoglie il visitatore e lo costringe, scalino dopo scalino, a guardare quel cartone su cui sono rappresentati quei corpi insanguinati, quei corpi contorti dal dolore, quegli occhi spenti dalla morte. Cumuli di cadaveri disposti in maniera orizzontale che ben rappresentano quei pozzi profondi centinaia di metri, “le foibe” che si aprono nel terreno carsico dove furono gettati vivi 30.000 cittadini italiani inermi, dai barbari “liberatori”.
All’inaugurazione erano presenti il Presidente del comitato provinciale dell’Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Lecce Mario Biagio Portaccio, che ha presentato l’iniziativa.
Tra gli ospiti d’onore: S.E. il Prefetto di Lecce, Natalino Manno, il Sindaco di Lecce, Sen. Adriana Poli, il Rettore dell’Università del Salento, Maria Antonietta Aiello e il socio onorario del comitato provinciale ANVGD Prof. Carlo Alberto Augieri.
L’alto valore civile dell’iniziativa è sottolineato dai prestigiosi patrocini della Provincia e del Comune di Lecce, oltre che dell’Università del Salento. Un plauso convinto è giunto anche dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha espresso pieno apprezzamento per un progetto capace di coniugare rigore storico e partecipazione studentesca.
“È un’iniziativa degna di nota che dimostra come la scuola possa essere il luogo d’elezione per ricomporre la memoria nazionale,” commentano alcuni docenti presenti all’inaugurazione.
Il Liceo «Ciardo Pellegrino», che ha curato l’allestimento con estrema cura filologica ed estetica, conferma il ruolo centrale dell’arte come linguaggio universale per non dimenticare gli orrori del passato e onorare chi ha pagato con la vita o l’esilio la colpa di essere italiano.
L’iniziativa, che finalmente restituisce dignità e spessore a una pagina per troppo tempo rimasta bianca nei libri di testo, non è solo una celebrazione formale, ma un viaggio immersivo nel dramma dei martiri delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.




























