A COPERTINO C’E’ PUZZA DI BRUCIATO. LE SEGNALAZIONI DEI CITTADINI. IL COMMENTO DEL SINDACO DE GIORGI

| 6 Ottobre 2026 | 0 Comments

di Giulio Raganato ________________

“Impossibile respirare all’aperto”, “è irrespirabile”, ma anche “c’è una puzza acre di bruciato”. C’è persino chi riporta: “mi sono fermato perché pensavo fosse la mia macchina”. Questi sono solo alcuni dei tantissimi commenti scritti tra il 3 e il 4 ottobre 2026 sotto alcuni post Facebook nei quali si chiedeva che cosa stesse accadendo a Copertino.

Nella serata di sabato molti copertinesi hanno infatti denunciato la presenza di una forte puzza, per alcuni di bruciato, che in quelle ore si sarebbe diffusa tra le vie di Copertino. Molta la preoccupazione per un fenomeno che taluni sottolineano ormai come ricorrente e che mette in allerta i cittadini anzitutto per motivi di salute.

In un accorato post sui social una cittadina, Angelita, riconduce i fetori ricorrenti alla combustione di plastica e altri materiali. Scrive: “Per anni mi è capitato di essere svegliata durante la notte da quell’odore acre. Ho chiamato anche i Carabinieri, perché non ritenevo normale dover respirare quell’aria e andare a dormire con quella puzza addosso. In alcune occasioni sono stata male di stomaco e mi è rimasta persino la sensazione di quel cattivo odore in bocca il giorno successivo”.

In questo caso specifico, sulla base delle segnalazioni di chi ha scritto su Facebook nel tentativo di geolocalizzare la provenienza degli odori, sembra che la parte di paese maggiormente coinvolta sia quella nelle vicinanze delle strade tra Leverano e Nardò.

Una cittadina residente in via Casole, Serenella, postando dei video su Facebook ha denunciato di essersi ritrovata la casa piena di fuliggine.

Tante anche le lamentele da parte di chi, in anonimato e non, si dice rammaricato per le difficoltà di individuare i colpevoli mettendo fine a questa storia.

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DE GIORGI

Abbiamo contattato il primo cittadino di Copertino, Vincenzo De Giorgi, chiedendo se ci fossero informazioni rispetto l’accaduto. Il Sindaco ci ha prontamente comunicato:

“Comprendo la preoccupazione per gli odori di bruciato nei giorni scorsi. La segnalazione, però, è generica e non consente di individuare una provenienza certa: sarebbe quindi prematuro formulare ipotesi sulle cause.

Invito i cittadini ad allertare tempestivamente le Forze dell’Ordine mentre il fenomeno è in corso, indicando con precisione luogo, orario ed eventuale presenza di fumo o altri elementi utili. È questo il modo per consentire un intervento sul posto e accertare l’origine degli odori.

La collaborazione dei cittadini attraverso segnalazioni immediate e circostanziate è fondamentale per tutelare la salute e la sicurezza della comunità”.

IL QUADRO GENERALE

Il primo di questo mese è stato pubblicato il rapporto “Ecomafia 2026” di Legambiente sulle illegalità ambientali in Italia. Nel 2025, anno preso in considerazione, è lievemente calata questa fattispecie di reato, che si attesta a 35.735 casi, ma risultano aumentati gli illeciti amministrativi, che giungono a quota 77.895.

La Puglia, purtroppo, spesso si colloca tra le prime regioni tra quelle che fanno peggio nelle differenti categorie prese in considerazione. La regione, ad esempio, si colloca al terzo posto per numeri di reati ambientali, arrivando a coprire oltre un decimo di tutte le illegalità commesse in Italia. A trainare questo triste primato sono anzitutto i territori di Lecce, Bari e Foggia, che figurano nella top ten delle peggiori province italiane.

La Puglia, inoltre, con un numero totale di 611 reati legati ai roghi boschivi e di vegetazione, ovvero il 17% del totale nazionale, è la prima delle regioni italiane a soffrire di questa problematica.

Il rapporto di Legambiente pone sotto i riflettori anche la provincia di Lecce, sottolineando la presenza di una vera e propria emergenza ambientale. Per l’associazione ambientalista il territorio leccese si piazza all’ottavo posto delle province italiane per illegalità ambientali e al secondo per gli illeciti amministrativi. Un capitolo particolarmente doloroso è proprio quello degli incendi che colloca la provincia di Lecce al quattordicesimo posto su scala nazionale per reati accertati.

Per quanto i dati facciano riferimento al 2025, il pensiero non può che correre anche all’estate appena trascorsa e al recente incendio che ha interessato l’ecocentro di Lequile a fine agosto.

Category: Cronaca, Politica

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