NUMEROSI INTERVENTI DEI CARABINIERI NEGLI ULTIMI GIORNI IN PROVINCIA DI LECCE PER EPISODI DI PERSECUZIONI E DI AGGRESSIONI, IL PIU’ GRAVE DEI QUALI A GALATINA, DI VIOLENZA SESSUALE

| 6 Ottobre 2026 | 0 Comments

Report del Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce ________________

DALLE RISPOSTE IMMEDIATE ALLE VIOLENZE DI GENERE AL RIGOROSO MONITORAGGIO DELLE MISURE ALTERNATIVE: IL BILANCIO DELLE ULTIME OPERAZIONI DEI CARABINIERI DEL COMANDO PROVINCIALE.


Presidio costante del territorio, tempestività di intervento e una risposta investigativa immediata e rigorosa a tutela dei cittadini, con particolare attenzione alle vittime vulnerabili. È questo il bilancio delle recenti attività operative condotte dai reparti territoriali dipendenti dal Comando Provinciale Carabinieri di Lecce, che hanno visto i militari dell’Arma impegnati su più fronti: dall’attivazione dei protocolli d’urgenza per il “Codice Rosso” all’esecuzione di provvedimenti cautelari ed esecutivi emessi dall’Autorità Giudiziaria. Massima è l’attenzione rivolta all’ascolto e alla protezione delle vittime di atti persecutori e di violenza di genere, ambiti nei quali la celerità delle indagini costituisce un fattore determinante.


A Galatina, a seguito della grave denuncia presentata il 29 settembre da una giovane donna vittima di una presunta aggressione sessuale, i Carabinieri della locale Stazione hanno avviato un’articolata attività d’indagine. Grazie all’analisi incrociata dei filmati dei sistemi di videosorveglianza e ai riscontri territoriali, i militari dell’Arma sono giunti in meno di 48 ore all’individuazione del presunto responsabile. La constante interlocuzione con la Procura della Repubblica di Lecce ha consentito un rapido sviluppo cautelare: a un primo provvedimento di arresti domiciliari con braccialetto elettronico eseguito il 1° ottobre, è seguita nella giornata di ieri l’esecuzione di un’ordinanza di inasprimento della misura, che ha portato alla traduzione del soggetto presso la Casa Circondariale di Lecce.


A Melissano, un’articolata indagine avviata a metà settembre dalla locale Stazione Carabinieri a tutela di una giovane donna, bersaglio di prolungati approcci indesiderati e minacciosi, ha portato all’attivazione immediata delle tutele del “Codice Rosso”. L’esito degli accertamenti ha permesso al Tribunale di Lecce di emettere due misure cautelari: il 30 settembre è stato sottoposto al divieto di avvicinamento con dispositivo elettronico un uomo di 56 anni, mentre sono attualmente in corso capillari ricerche per rintracciare un secondo indagato (un 62enne) destinatario della custodia cautelare in carcere.


A Leverano, nella serata del 2 ottobre, i Carabinieri della locale Stazione hanno notificato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un 54enne del posto, ritenuto presunto autore di reiterati atti persecutori e minacce denunciati dall’ex coniuge e dai figli.


Particolarmente incisiva si conferma anche l’azione di contrasto ai reati contro il patrimonio.
I Carabinieri della Stazione di Lecce Santa Rosa, a conclusione di una tempestiva e articolata
attività investigativa, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo di 49 anni, già noto alle forze dell’ordine e contestualmente sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza. L’attività d’indagine trae origine dai fatti verificatisi la mattina dello scorso 25 luglio lungo via Trinchese, nel centro cittadino di Lecce. In tale circostanza, la vittima (un musicista locale) aveva sorpreso il soggetto mentre tentava di asportare la propria bicicletta elettrica. Nel tentativo di assicurarsi la fuga, l’uomo si era scagliato contro il proprietario del mezzo, colpendolo ripetutamente al torace con violenti pugni e causandogli lesioni successivamente refertate presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Vito Fazzi”. L’immediato e capillare intervento dei Carabinieri ha consentito di ricostruire puntualmente la dinamica dell’accaduto e di raccogliere elementi pienamente condivisi dalla Magistratura leccese, che il 1° ottobre 2026 hanno condotto all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce. All’alba del giorno successivo, i Carabinieri della Stazione di Lecce Santa Rosa hanno chiuso il cerchio, rintracciando l’uomo nel suo domicilio a Merine, dove, al termine delle formalità di rito, lo hanno sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del dispositivo del braccialetto elettronico.

La prontezza operativa si misura anche nella capacità di prevenire potenziali pericoli per l’incolumità pubblica.


A San Cesario di Lecce, la segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112 da parte di un
cittadino per un’auto sospetta ha consentito l’immediato invio sul posto di una pattuglia dell’Arma. I militari hanno identificato il conducente, un 48enne leccese in stato di alterazione, rinvenendo all’interno del bagagliaio un vero e proprio arsenale improprio composto da due mazze, un’ascia e un fucile da caccia (risultato appartenuto alla defunta madre). Dopo aver affidato l’uomo alle cure del personale sanitario presso l’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e ricostruito i fatti, il 30 settembre i Carabinieri avevano dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, notificando all’uomo gli arresti domiciliari presso il reparto di Psichiatria del nosocomio, dove permane ricoverato sotto sorveglianza.


Accanto alle attività di natura preventiva e repressiva, prosegue con vigore l’azione dei militari
dell’Arma nel monitoraggio dei soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale,
per garantire il rispetto delle prescrizioni imposte dalla Magistratura. È quanto accaduto negli ultimi giorni nel leccese.
A Melissano e Taviano, le segnalazioni dei Carabinieri sulle ripetute inosservanze di due giovani di 21 e 23 anni hanno spinto i giudici a disporre per entrambi l’aggravamento della misura con gli arresti domiciliari.
Scenario ancora più severo a Vernole, dove il mancato rispetto dei benefici concessi ha portato alla revoca della detenzione domiciliare per un 33enne e un 43enne, accompagnati direttamente in carcere dai Carabinieri della locale Stazione.

Parallelamente, i militari dell’Arma hanno dato esecuzione alle misure delle condanne passate in giudicato, ovvero quelle giunte a sentenza definitiva.


A Carmiano, un 80enne è stato sottoposto alla detenzione domiciliare per un residuo di pena di 2 anni, mentre a Lequile i Carabinieri di San Pietro in Lama hanno rintracciato un 46enne,
conducendolo al carcere “Borgo San Nicola” di Lecce per scontare oltre un anno di reclusione per reati risalenti al 2000.


L’insieme di queste operazioni testimonia il ruolo fondamentale dell’Arma dei Carabinieri quale
presidio di legalità, capillarmente diffuso nei comuni della provincia di Lecce, in grado di
coniugare il rigore delle indagini con una spiccata sensibilità umana nell’ascolto delle istanze di
sicurezza dei cittadini.


Si rappresenta che i procedimenti penali sono nella fase delle indagini preliminari e che la
responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza
irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.


Lecce, 6 ottobre 2026

Category: Cronaca

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