L’ INCLUSIONE SOCIALE DEI NOTABILI NELLA CASTA ‘GOVERNATA’ DA MICHELE EMILIANO. L’ ASSESSORE MICHELE MAZZARANO, PATATA ANCORA BOLLENTE TIRATO FUORI DA UNA PIGNATA

| 26 Luglio 2017 | 2 Comments

di Giuseppe Puppo______

Questa volta non è una cozza pelosa, è una patata ancora bollente, finita dritta nello stomaco tritatutto di Michele Emiliano, capace di digerire e far digerire di tutto di più. Andrà così anche questa volta?
Intanto, brucia, brucia la nomina del nuovo assessore Michele Mazzarano, con la delega allo Sviluppo Economico, fatta dal presidente della regione Puglia nel ‘rimpasto’ della scorsa settimana.

Quanto meno, essa è emblematica del metodo di inclusione sociale nella casta dei privilegiati che da anni egli persegue con disinvoltura, di chiunque si adegui ai suoi interessi personali e di partito, riposizionandosi in tal senso, non importano provenienze e trascorsi, purché siano a lui funzionali nel futuro, per le proprie mire egemoniche nazionali.

Gli esempi ormai si contano a decine, stima per difetto.

Ma l’ ultima, oltre a bruciare, lascia l’ amaro in bocca. Di più: riproietta nel presente e allarga nel futuro ombre vecchie, ma mai sopite, vicende giudiziarie mai del tutto chiarite, e una sfilza di discutibili operazioni in cui il presidente stesso fu protagonista. Ah, presidente e sempre assessore alla sanità, ché lui quella delega non la molla, anzi…E un motivo ci sarà…

Michele Mazzarano, chi era costui?

Quarantatré anni, nativo di Taranto, residente a Massafra, di cui è pure consigliere comunale da due legislature, una lunga carriera di burocrate di partito, nonostante la giovane età, egli venne eletto per la prima volta in Consiglio regionale nel 2010, e confermato due anni fa, sempre nelle liste del Pd.

Da vicesegretario regionale del suo partito, si fece dare 10.000 euro dal noto faccendiere Giampaolo Tarantini, che in quegli anni si prodigava con dovizia per ingraziarsi i vertici dei notabili, in vista di affari e interessi vari, per pagare  il concerto di Eugenio Bennato in occasione dell’evento di chiusura della campagna elettorale del Pd a Massafra per le elezioni politiche.

Vicenda che gli costò un processo, con l’ accusa di finanziamento illecito ai partiti, finito al solito con una prescrizione.

Ma questa è robetta, come le discutibili assunzioni da lui fatte di recente  al gruppo regionale.

Pesantissime invece le ombre delle disinvolte operazioni condotte per anni da Giampaolo Tarantini, e il braccio degli affari di D’ Alema, l’ imprenditore salentino Roberto De Santis, al centro di complicate vicende giudiziarie, finite ovviamente, grazie a Silvio Santo Subito, con una valanga di prescrizioni.

L’ episodio più eclatante, la memorabile cena di gala ‘offerta’ da Giampaolo Tarantini, sì sì proprio lui, il faccendiere e altro, dal versante di affari della sanità, quella che sarebbe stata da lì a poco presto travolta da un disastroso scandalo, coinvolti in primis gli esponenti del Pd nella giunta Vendola Frisullo e Tedesco, e c’ era naturalmente pure Michele Mazzarano.

E’ il 28 marzo 2008.

Siamo a Bari, ristorante ‘La Pignata’ (nella foto), il più raffinato ed esclusivo della città.

Ai tavoli, una settantina di persone, conto sui tremila euro, pagato dall’ organizzazione di Giampaolo Tarantini, con la collaborazione di Roberto De Santis ( sì sì pure lui è proprio lui, il super manager dalemiano degli affari, nella foto, col cerchietto, in una sua più unica che rara immagine pubblica) e Michele Mazzarano: ci sono tutti i manager e gli imprenditori che contano della sanità pugliese. Con la partecipazione straordinaria di Massimo D’ Alema, all’ epoca ministro degli esteri. E – aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico, anzi un compagno in più – dell’ allora sindaco di Bari, l’ emergente Michele Emiliano, che “arrivò puntualissimo, e andò via per ultimo“, come tenne a ricordare il gestore.

 

Category: Cronaca, Politica

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Comments (2)

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  1. Elena Vada ha detto:

    …… e vai….. ok direttore !!!

  2. uccio ha detto:

    Evviva o Partito Dapagnotta di Emiliano.

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