POLVERE DI STELLE / IL FASCINO IRRESISTIBILE DI WILLIAM HOLDEN

| 31 Agosto 2025 | 3 Comments

di Elena Vada _____________

È stato inserito al venticinquesimo posto fra le più grandi Star della storia del cinema, dall’ American Film Institute. Non desiderava essere definito ‘divo’.

William Holden, può  piacere o meno, ma aveva davvero tutte le caratteristiche per essere una Star Hollywoodiana: fisico atletico, occhi azzurri, una folta capigliatura scura, un bel sorriso simpatico, elegante, sportivo e pure ricco. 

Affascinante.

Secondo Audrey Hepburn, William era “l’uomo più bello del mondo” (lei ne fu, perdutamente, innamorata).

Senza l’arrogante presunzione di molti suoi colleghi, voleva apparire un uomo normale, nonostante il successo e si è sempre definito: “Un semplice, scrupoloso professionista di un’attività industriale, che produce immagini e incassa”. 

Però con una malinconica fragilità, che cercò di affogare nell’alcol.

Ma William  Holden non era affatto un uomo semplice e “normale”, infatti William Franklin Beedle jr. (suo vero nome) nacque a O’Fallon, Illinois (USA) il 17 aprile 1918,  figlio di una famiglia assai ricca e addirittura blasonata (discendeva, da parte di madre, direttamente da Giorgio Washington). 

Con il padre, chimico industriale e la madre insegnante, si trasferisce a Pasadena – California (USA) nel 1921. 

William non ha nemmeno vent’anni quando, ancora studente, viene scritturato dalla Paramount per un film in cui interpreta il ruolo di un giovane combattuto fra l’amore per il violino e la boxe. 

Un solenne fiasco.

Inizia così il suo rapporto con il cinema, che definirà un “impero di cartapesta”. 

Ricordiamo che è stato il primo attore di Hollywood a guadagnare 1 milione di dollari per il suo lavoro in un film ed è stato il primo anche per aver introdotto il ‘contratto a rendimento’, che prevedeva, oltre l”ingaggio’, una clausola per cui egli guadagnava circa il 20 per cento dell’incasso totale ai botteghini.

Una genialata, che lo renderà ricchissimo.

Del resto, come testimonia la sua carriera, Holden fu un ottimo attore e manager di se stesso, scegliendo tutti film e ruoli di successo. Intuendo il meglio per se. 

Ha detto: “In effetti, mi considero un po’ come una puttana, perché ogni attore si vende a uno studios o ad un produttore, proprio come fanno le puttane”.

Fu anche un abile uomo d’affari e, per sfuggire al fisco statunitense, (visti i milioni di dollari che guadagnava), Holden si stabilì in Svizzera. 

  • I suoi soprannomi furono: ‘Il ragazzo d’oro’ – ‘
  • Conto’ –  ‘
  • Holden d’oro’.

Capace di sacrificare la propria esistenza per il successo professionale, riuscì ad alternare, nei suoi personaggi, timore e coraggio, commedia e melodramma, atti eroici in battaglie e guerre.

Ha, soprattutto, interpretato ruoli, nei quali ciascuno di noi si è certamente identificato, sentendosi, in seguito, migliore.

A cavallo degli anni ’50, è stato per ben sei volte in testa alla speciale classifica (Quigley Poll) per attori e attrici preminenti, quelli maggiormente richiesti dal pubblico del box-office nordamericano.

Nessun altro come lui.

Durante l’ultima guerra mondiale ha prestato servizio nell’Air Force.

È stato sposato con Brenda Marshall (due figli, Peter e Scott), dalla quale divorziò dopo 30 anni esatti, di matrimonio.

Con Billy Wilder, il suo regista preferito, girò quattro dei suoi film più famosi: “Viale del tramonto” del 1950; “Stalag 17” del 1953 che frutterà all’attore l’unico Oscar della sua lunga carriera (circa 80 film in 40 anni); “Sabrina” del 1954 e infine il poco conosciuto “Fedora” del 1978. 

Chi non lo ricorda salire sulla collina di Hong Kong per incontrare Jennifer Jones ne ‘L’  amore è una cosa meravigliosa‘ o nel ruolo dell’architetto statunitense ne ‘Il mondo di Suzie Wong‘ e chi non non ha sofferto vedendolo morire ne ‘Il ponte sul fiume Kwai‘, chi non sorride ricordandolo come il frivolo biondo ossigenato, fratello di Bogart in ‘Sabrina‘ (tra l’ altro, riteneva il collega Bogart antipatico, anzi ‘odioso’).

Aveva passione e amore verso gli animali selvatici. Fondò (a sue spese) un parco  rifugio, in Africa, per la loro tutela.

Era un collezionista d’arte. La collezione privata, nella sua esclusiva casa in cima alla collina di Palm Springs, era di valore inestimabile. Alla sua morte, fu donata al Palm Springs Museum of Art, dove ancora oggi, è esposta.

Fanatico dell’igiene, faceva 5/6 docce al giorno.

Vi elenco le  relazioni sentimentali di Holden, con donne di Hollywood e non:  Barbara Stanwyck, Stephanie Powers, Capucine (per ben 2 anni durante il matrimonio con Brenda Marshall), Shelley Winters, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Lucille Ball, l’italiana Silvana Pampanini, la tedesca Erica Beer, l’ americana First Lady Jacqueline Kennedy moglie de presidente USA John F. Kennedy e le modelle Patricia Morgan Stauffer e China.

Incredibile, vero?!

Non si conosce attore con altrettanti successi femminili.

Ma guardatelo: era davvero uno schianto! 

Chi sarebbe riuscita a sottrarsi a quel fascino? 

Da donna vi dico: NESSUNA… e così fu.

Cessati i trionfi, Holden si abbandona all’alcol divenendone dipendente.

Bello, ricco, amato, ma tanto sensibile e fragile. 

Solo, dentro di se, nell’ anima.

Disse: “Per me recitare non è un’attività totalizzante, tranne nel momento in cui lo faccio davvero”, fuori dal set, Holden era un depresso cronico.

La situazione peggiorò all’inizio degli anni ’60, in coincidenza con la crisi del matrimonio e il rallentamento della carriera di attore. 

La notte di martedì 26 luglio 1966, alla guida della sua Ferrari targata Zurigo, fu coinvolto in un grave incidente stradale in Toscana, sull’autostrada Firenze-mare, mentre effettuava un sorpasso a grandissima velocità, invase la corsia opposta.

Nello scontro, morì Giorgio Novelli, 42 anni, agente di commercio di Prato.

Holden corrispose una enorme somma di denaro, alla famiglia dell’uomo ucciso.

Ma da quel giorno fu perseguitato dai rimorsi.

Si sentì profondamente colpevole per l’ incidente e gli amici riferirono che la sua dipendenza dall’ alcool, peggiorò.

Il film migliore, che lo fa entrare nella mitologia del cinema è, secondo me, Sunset Boulevard (Viale del tramonto), dove al fianco della diva del muto Gloria Swanson (splendida  interpretazione), recita il ruolo dell’ambiguo sceneggiatore Joe Gillis, eternamente al verde che incontra una diva del cinema muto ormai dimenticata.

Una commedia nera mai passata di moda, con un titolo diventato proverbiale (‘essere sul viale del tramonto’).

Holden è perfetto. Recita con grande sobrietà e soffocato umorismo, ottenendo così la prima nomination all’Oscar.

Holden muore a 63 anni.

La sua scomparsa, avvenuta a Santa Monica-California  (USA) il 16 novembre del 1981, è stata senza dubbio, uno degli eventi più toccanti della cronaca del cinema. La notizia della sua morte, colpì tutti, non solo la gente di cinema.

L’attore è morto mentre era solo in casa in preda all’alcol, a causa di una ferita che si era procurato sbattendo contro lo spigolo di un tavolo. 

Morì dissanguato. Non riuscì o ‘non volle’ chiedere aiuto.

Della sua morte ci si rese conto solo dopo tre giorni, quando il custode dello stabile dove abitava il divo, ne ritrovò il cadavere. Le sue ceneri furono sparse, come aveva sempre richiesto l’attore, nell’oceano Pacifico.

Billy Wilder disse: “… Essere ucciso da una bottiglia di vodka e un comodino… che schifosa scomparsa per un bravo ragazzo come William!”.

OSCAR: Stalag 17 – L’inferno dei vivi (1953) 

Nella cerimonia di consegna del 1954, arriva in ritardo, sale sul palco, ritira la statuetta e dice semplicemente “grazie!”, prima di andar via dalla sala a passo spedito.

NOMINATION ALL´OSCAR: Viale del tramonto
Quinto potere

BAFTA (ING): Quinto potere (nomination)
Picnic (nomination)

FESTIVAL DI VENEZIA (ITA): La sete del potere (premio speciale della giuria miglior attore).

I BELLI di Hollywood ed il cinema in genere, sono tanti e li racconteremo tutti, ma con il fascino di Holden… ?

___________

38 – continua )

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Category: Cultura

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Comments (3)

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  1. Giusy ha detto:

    Bellissima biografia, con notizie sconosciute

  2. Luciano ha detto:

    Non sapevo molto di lui. Bella storia.

  3. Paolo ha detto:

    Anche i ricchi piangono. Che triste fine.

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