DUE GIORNI DI COGESTIONE, NON OCCUPAZIONE. IL COMUNICATO DEI RAGAZZI DEL “Palmieri” DEL MOVIMENTO “Alea”. IL COMMENTO DI leccecronaca.it

| 6 Febbraio 2026 | 0 Comments

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COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO “Alea”.

2 Giorni di co-gestione al Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri”: la scuola cambia volto grazie all’idea del movimento “ALEA”. 

Lecce – Due giorni di co-gestione hanno animato il Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri”, trasformando la routine scolastica in un’esperienza di partecipazione attiva, confronto e formazione alternativa. L’iniziativa è stata ideata dai rappresentanti d’istituto della lista Alea, movimento studentesco radicato nelle scuole leccesi e che, nato quest’anno, esprime diversi rappresentanti in molte scuole della nostra città. 

La proposta, è stata accolta poi dalla totalità della squadra di rappresentanza, suscitando grande entuasiasmo nel contesto della comunità studentesca. Questo quanto riportano i 4 volti della compagine di Alea: Dante Stefàno, Alice Conte, Lorenzo D’Elia e Francesco Zeppola. 

Le attività sono state coordinate in collaborazione con il corpo docente, rendendo possibile un modello di co-gestione fondato sul dialogo tra studenti e insegnanti. Durante le giornate, le lezioni tradizionali sono state sospese per lasciare spazio a una didattica alternativa: laboratori di dibattito sulla geopolitica, percorsi formativi dedicati a cinema e teatro, incontri con esperti del mondo dello sport, oltre a numerose attività musicali e artistiche, valorizzando le vocazioni culturali e creative dell’istituto.

L’esperienza rappresenta un risultato concreto dell’azione di Alea all’interno della scuola: una dimostrazione di come la rappresentanza studentesca, se realmente coinvolta nei processi decisionali, possa incidere in modo positivo sulla vita scolastica e sulla qualità della formazione.  

Con questa iniziativa, Alea riafferma il proprio impegno nel ripensare la scuola come spazio di crescita critica, partecipazione e responsabilità collettiva, restituendo centralità alla voce degli studenti e al loro diritto di essere parte attiva del percorso educativo.

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COMMENTO DI GIUSEPPE PUPPO

Lo scorso mese di ottobre ebbi modo di incontrare in più occasioni i ragazzi del “Palmieri” per le celebrazioni del cinquantenario dell’ultimo discorso in pubblico di Pier Paolo Pasolini, tenuto là pochi giorni prima della sua tragica morte.

In una di queste, in Provincia, scambiai qualche rapida battuta con Dante Stefàno, che era casualmente seduto accanto a me e che gentilmente rispose alle mie richieste di curiosità, su usi e costumi degli studenti dopo mezzo secolo dalla mia frequentazione.

Leggo oggi il suo comunicato stampa, che pubblico integralmente, foto comprese, perché contiene una notizia: a differenza del passato remoto e pure a differenza di quello prossimo, ora a scuola, almeno al Palmieri, non ci sono più le ‘occupazioni’, c’è la “cogestione”, e non in contrasto e conflitto con preside e docenti, come avveniva sempre con quelle, ma in questa col loro consenso e anzi la loro partecipazione diretta all’iniziativa degli alunni.

Credo che sia una novità assoluta, e che sia una bella novità.

Favorisce il dialogo, la partecipazione, l’aggancio ai temi più scottanti dell’attualità e pure il confronto critico su motivi e personaggi dell’immaginario collettivo giovanile.

Il termine, poi, mi piace e credo che sia proprio bello: cogestione. Rievoca la cogestione delle imprese e la partecipazione alla gestione di esse dei lavoratori accanto ai dirigenti, modello spesso evocato in tutti questi decenni da più parti, ma mai effettivamente, concretamente realizzato, benchè venga teoricamente previsto dalla nostra Costituzione, all’articolo 46.

Guardiamo in faccia la realtà. Da decenni è in corso un vero e proprio processo di marginalizzazione dei giovani, ai quali viene riservato un futuro di precariato e di subalternità, ai quali anzi viene negato il futuro da protagonista cui ogni giovane generazione ha diritto, almeno di provarci. Hanno tolto loro pure la speranza.

Studiano per rimanere disoccupati, o per accettare le umiliazioni delle occasionalità estemporanee, oppre per essere costretti ad andare all’estero, stanchi di aspettare invano.

La scuola pubblica viene sempre più interessata e modificata in peggio dai processi della parcellizzazione del lavoro, della privatizzazione, dell’aziendalizzazione, della globalizzazione, della post globalizzazione, del capitalismo del controllo, cui le viene imposto da riforme scriteriate di adeguarsi.

E’ sparita la mobilità sociale, quella che fino a qualche anno fa permetteva a un ragazzo di famiglia operaia o contadina di diventare un professionista. E’ scomparso il ceto medio, quello che dava dignità e decoro ai propri figli.

Contro tutto ciò, i ragazzi avrebbero il sacrosanto diritto di opporsi e protestare.

Senza più violenza.

Però oggi, finalmente, pur senza odio politico, con la rinnovata forza dirompente del disagio, e l’agio di porsi contro: perché se si leva ai ragazzi il diritto allo studio libero , pubblico, gratuito, senza privilegi di censo, corporazione e famiglia; se si leva il diritto al lavoro, secondo le proprie attitudini; se si leva la possibilità di accendere un mutuo, avere un prestito, assicurarsi una pensione, se li si condanna infine a essere precari a vita, questa vita da precari prima o poi essi se la giocheranno per le strade, in un mondo che non li vuole più.

La “cogestione” del Palmieri è un bel segnale, perché va ad aiutare la consapevolezza.

Certo, due soli giorni sono pochi, ma il modello rimane. E’ un inizio. Come diceva quello? Alea iacta est.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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