L’INTERVENTO / VOLEVO CONDIVIDERE LE BELLE EMOZIONI CHE HO PROVATO SABATO SERA INTERVENENDO A GALATINA AL PREMIO ISABELLA 2026

| 12 Ottobre 2026 | 0 Comments

di Antonio Leo ________________

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile». San Francesco d’Assisi

Ci sono serate che non finiscono quando si spengono le luci, perché continuano a vivere dentro di noi. Quella di sabato sera a Galatina, al teatro Cavallino Bianco, in occasione della V edizione del Premio Isabella 2026, è stata proprio una di queste.

Una serata fatta di incontri, abbracci, sorrisi e storie che arrivano dritte al cuore, condivisa con le Giubbe Verdi Salento, i loro straordinari operatori, i ragazzi speciali e le loro famiglie.

Le storie dei ragazzi premiati sono state un insegnamento prezioso: storie di coraggio, di resilienza, di sogni coltivati nonostante le difficoltà. Ci hanno ricordato che ciascuno di noi ha capacità, talenti e modi unici di affrontare la vita, e che spesso è proprio dove vediamo un limite che si nasconde una forza straordinaria.

E poi ci sono i genitori, protagonisti di un amore silenzioso e immenso. Mamme e papà che ogni giorno mettono il cuore in tutto ciò che fanno, che affrontano fatiche spesso invisibili e che trovano nei propri figli la forza di ricominciare. A loro va un pensiero pieno di affetto e ammirazione.

E quest’anno poi c’era il mio Teo Mollaian che ha voluto esserci con il suo talento, realizzando un ritratto dell’avvocato Bernardini De Pace, giudice di Forum.

Vederlo raccontarsi attraverso l’arte è per me una gioia speciale, una di quelle emozioni che non hanno bisogno di tante parole.

Un abbraccio e un applauso sincero a Gianluca Calò e a sua moglie Francesca e a tutti i volontari delle Giubbe Verdi Salento, che con passione e generosità rendono possibili momenti così importanti. Un riconoscimento, a nome di tutti è stato consegnato a Nicole Prete, addetta stampa.

Un grosso applauso merita Maria Antonietta Vacca per una conduzione strepitosa della serata.

In questo cammino per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, le sue parole acquistano un significato ancora più profondo perché, come ci insegna, è donando che si riceve. E l’altra sera, attraverso ogni sorriso, ogni storia e ogni abbraccio, abbiamo ricevuto tutti qualcosa di prezioso: un po’ più di amore, di umanità e di speranza.

Category: Costume e società, Cultura, Eventi

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