SI FINGE AVVOCATO PER ANNI: ARRESTATO

| 19 settembre 2014 | 0 Comments

Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione di Trepuzzi hanno proceduto all’arresto, in esecuzione dell’Ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari n. 81/14 del G.I.P. di Lecce (dott.ssa Martalò), richiesta dal PM dott.ssa Mininni, di PELLEGRINO Angelo, nato nel 1977 a Campi, residente a Trepuzzi, separato, disoccupato, censurato, per i reati aggravati di truffa, falso materiale commesso da privato continuato, esercizio abusivo di professione. La vicenda ha avuto inizio nel lontano 2007. Pellegrino, spacciandosi per avvocato pur non essendo neanche laureato, raccolse la volontà di una signora di Trepuzzi di richiedere giudizialmente al Ministero della Sanità un risarcimento del danno causatole da una emotrasfusione infetta nel lontanissimo 1979. Infezione che le aveva determinato una malattia cronica (non grave tuttavia). Pellegrino dal 2007 alla fine del 2013 ha mostrato continuamente a questa sua “cliente” una notevole attenzione verso il suo problema e la relativa causa civile, ovviamente inesistente. Per raggirarla ha quindi prodotto una serie di atti giudiziari, del tutto falsi, a partire  ad esempio dall’atto di citazione in giudizio. Nell’agosto del 2012 è addirittura arrivato a produrre una Sentenza di condanna al risarcimento del danno, emessa dal Tribunale di Lecce – I Sezione Civile. Gli atti giudiziari prodotti da Pellegrino sono così abilmente realizzati da essere astrattamente riferibili a giuristi. Come scrive il G.I.P.: “con astuzia e competenza tecnica egli redigeva tanto un atto di citazione che appariva effettivamente plausibile, quanto una sentenza astrattamente ascrivibile ad un giudice”. Dopo la condanna, poi, Pellegrino ha fabbricato otto assegni circolari emessi dalla Banca d’Italia dell’ammontare complessivo di euro 285.000, somma dovuta secondo il dispositivo di condanna dal Ministero della Salute. Per rendere credibile il tutto si è anche inventato un’attestazione di deposito cauzionale in favore dell’assistita, asseritamente prodromico al ritiro delle somme relative al risarcimento del danno, firmata dal “Comandante della Stazione di Roma”. Per concordare l’incasso degli assegni si è anche spacciato al telefono per funzionario della Banca d’Italia. Tutta questa abile pantomima è costata alla malcapitata circa 11.000 euro di “parcelle”. Ora, in considerazione della notevole propensione a delinquere dimostrata dal reo, che denoterebbe già di per sè il pericolo di reiterazione del reato, anche non considerando gli altri numerosi procedimenti penali aperti a suo carico per altre truffe (in una di queste, le cui indagini sono state sempre effettuate dai cc della Stazione di Trepuzzi, Pellegrino si è spacciato per funzionario di Equitalia con delega alla risoluzione di un contenzioso), il PM ha inteso chiedere e il G.I.P. ha concesso una misura coercitiva personale che eviti altre sofferenze al prossimo. Dopo le formalità di rito Pellegrino è stato accompagnato presso il proprio domicilio in regime di arresti. La vittima della truffa è difesa dall’avv. Angelo Miglietta.

 


Category: Cronaca

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