NEI GUAI UN ALTRO CANDIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE

| 28 maggio 2015 | 1 Comment

(t.l.)______Impresentabile non lo era e non lo sarà, ma qualche problema etico si pone per un altro candidato e per un’ altra lista, al di fuori dalle decisioni della commissione parlamentare antimafia.  Un candidato al consiglio regionale della lista L’altra Puglia, Giancarlo Scalone (nella foto), è stato arrestato e subito dopo rimesso in libertà: è accusato di un furto di energia elettrica per un valore di 4.500 euro, in quanto, secondo i rilievi dei carabinieri, sarebbe  lui riconducibile un allaccio abusivo nelle campagne di Ostuni. Il pubblico ministero di turno, pur richiedendo la convalida dell’arrest,o non ha ritenuto di applicare alcuna misura cautelare.

Category: Cronaca

Comments (1)

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  1. REDAZIONE ha detto:

    In serata, Giancarlo Scalone ha diffuso la seguente dichiarazione:

    “Sono vittima di una vigliaccata. Dico chiaramente che non ho mai manomesso alcun contatore né mi sono mai reso responsabile del furto che mi viene addebitato.
    Questi i fatti: alle ore 11,00 circa della giornata di ieri sono stato chiamato da un cittadino extracomunitario che stava lavorando presso un fondo di proprietà dei miei genitori che mi avvisava della presenza in loco di carabinieri che stavano effettuando dei controlli. Mi reco sul posto ed inizia la mia odissea.
    Nonostante non fossi né proprietario del fondo su cui insiste un autentico rudere disabitato da anni, né intestatario di alcun contratto di fornitura di energia elettrica con l’Enel, vengo sequestrato per cinque ore, arrestato, condotto presso la caserma di Fasano per le foto segnaletiche dove mi vengono rilevate le impronte digitali e, solo grazie ad un pm illuminato che ritiene non esserci esigenze cautelari, vengo rimesso in libertà alle ore 17.
    Oggi il mostro viene sbattuto in prima pagina ed esposto al pubblico ludibrio. Quello che posso confermare è di non aver mai manomesso il contatore in questione anche perché l’energia elettrica che veniva consumata in quel rudere abbandonato poteva ammontare a pochi euro l’anno (nonostante negli articoli si parla di una somma 4.500,00 euro nel triennio 2012-2015), che non sono né proprietario del fondo né intestatario del contratto con l’Enel, che non ho alcun motivo per utilizzare l’energia elettrica di detto immobile e che nulla può mai ricondurmi al reato contestatomi”.

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