LA SORTE DI 147 LAVORATORI DEI SUPERMERCATI COOP DI PUGLIA E BASILICATA APPESA A UN FILO

| 1 giugno 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. La Uil di Lecce ci scrive______

La trattativa, durata a lungo, tra i sindacati e gli amministratori di Coop Estense, si è conclusa il 21 maggio con un nulla di fatto. Così, a causa della grave perdita di fatturato registrata dalla cooperativa, restano ancora in bilico 147 posti di lavoro negli ipermercati di Puglia e Basilicata. “La trattativa si è bloccata, ma non per responsabilità delle organizzazioni sindacali che hanno tentato di recuperare e mantenere il dialogo, dimostrando un grande senso di responsabilità – avvisa la segreteria regionale di Uiltucs –  ma sono state messe davanti ad una scelta obbligata: o si accettavano tutte le proposte di Coop Estense, oppure le sorti della vertenza sarebbero state decise in sede ministeriale”.

Non rimane, quindi, che il prossimo incontro che si terrà il 4 giugno, presso il ministero del Lavoro, fissato per discutere la procedura di mobilità aperta dal gruppo per 147 lavoratori, ovvero per gli operatori del reparto “grocery” soggetti ad una possibile operazione di esternalizzazione del servizio.

Proprio l’eventualità, paventata dalla cooperativa, di affidare all’esterno la gestione del reparto che si occupa dell’allestimento (e che costituisce il cuore pulsante degli ipermercati) ha rappresentato il terreno di scontro più fertile con i sindacati. “Uiltucs, nel corso di tutta questa lunga discussione, ha tentato di trovare un’intesa con l’azienda, avanzando una proposta complessiva per salvaguardare i livelli occupazionali e per recuperare una parte delle perdite importanti che rischiano di mettere in ginocchio l’attività”.

Quindi le proposte, da parte del sindacato, non sono certo mancate. Ma lo scontro con l’azienda è stato praticamente inevitabile quando il sindacato ha presentato una condizione essenziale e irrevocabile: rinunciare alle esternalizzazioni. “Il nostro obiettivo è quello di tenere unito in un filo, che diventa sempre più stringente, il processo produttivo e commerciale degli ipermercati trovando delle soluzioni alternative, per esempio intervenendo su alcuni reparti che hanno problemi organizzativi ed economici (tant’è che Coop aveva già posto anche il problema della terziarizzazione delle pescherie) ed utilizzando gli ammortizzatori sociali. Anche in questo caso la cooperativa ha rifiutato l’idea ribadendo che il problema era determinato esclusivamente dall’eccessivo costo del lavoro”.

Coop Estense ha tirato dritto per la sua strada, dunque, immaginando un modello organizzativo diverso per la propria rete di vendita pugliese, ma senza discuterne in maniera seria ed approfondita con le parti sociali. “Il gruppo ha affermato di voler applicare anche in fase sperimentale, e solamente in alcuni supermercati, questo percorso di esternalizzazione ma il sindacato ha chiesto di conoscere, chiaramente, il futuro dei lavoratori soggetti a possibili spostamenti di reparto e di ottenere tutte le garanzie di stabilità occupazionale nel lungo periodo: non solo per i 3 anni di mobilità bloccata, su cui l’azienda ha preso un impegno, ma per sempre. Diversamente – prosegue la Uiltucs – il risultato sarà quello di generare nuovi esuberi e per sostanziare la richiesta del sindacato ha messo mano ad importanti istituti economici presenti nel contratto integrativo aziendale”.

Il sindacato ha anche chiesto, in extrema ratio, che venissero fissati i termini di un accordo con l’azienda, individuandone la durata (quindi l’inizio e la fine) e stabilendo delle verifiche periodiche. Coop Estense ha risposto che la sospensione del contratto integrativo aziendale sarebbe stata legata al pareggio di bilancio, quindi non preventivabile. L’unico impegno assunto da Coop ha riguardato il mantenimento dei livelli occupazionali, determinato dal blocco di nuovi processi di espulsione dei lavoratori, ma soltanto per 3 anni. “In questo modo l’azienda sta sospendendo alcuni istituti economici importanti per le persone, quali le maggiorazioni sul lavoro domenicale, i buoni pasto, una parte dei permessi retribuiti e lo sta facendo per un tempo indefinito – conclude la segreteria -. Non potevamo accettare queste condizioni e soprattutto la mancanza di volontà da parte di Coop di prorogare i termini della procedura di mobilità per proseguire la trattiva sindacale e raggiungere un accordo. Di conseguenza è stato inevitabile indire uno sciopero che si terrà giovedì 4 giugno e che non sarà contro l’azienda, ma finalizzato a spingere Coop a riaprire la trattiva sindacale”. La segreteria regionale Uiltucs prende le distanze dal comunicato di Coop Estense pubblicato sulla stampa ed invita la Coop a continuare a discutere con il sindacato per ricercare una condivisione che sappia legare le ragioni dell’azienda a quelle dei lavoratori.

 

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