ASPETTANDO I PRIMI CASI PRATICI DI INTERPRETAZIONE DELLE VARIE CORTI DI GIUSTIZIA, UN INTERESSANTE CONVEGNO A LECCE SUL TEMA DI ATTUALITA’ DELLA RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI

| 6 giugno 2015 | 0 Comments

di Simona Guido * (avvocato, componente il direttivo dell’ Associazione Forense Lecce)______

Coniugando gli obblighi formativi degli avvocati con la stretta attualità, l’ Associazione Forense Lecce ha organizzato un convegno di formazione sulla nuova legge sulla responsabilità civile del magistrato, svoltosi ieri presso l’ Ecotekne, con la partecipazione di relatori di appartenenza all’ordine della magistratura – il dottor Roberto Tanisi Presidente della Corte d’Assise di Lecce e Presidente della sezione di Lecce dell’Associazione nazionale magistrati- ed alla classe forense – l’avvocato Luigi Covella -, nonché con la presenza di Bruno Tinti – già procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Torino oggi avvocato e scrittore e pubblicista di caratura nazionale.

L’ampio rilievo avuto nel dibattito politico e sociale dalla questione relativa alla responsabilità civile dei magistrati ha fatto sì che oltre i profili propriamente tecnici, il dibattito abbia interessato – e si sia per questo animato – anche e soprattutto  la portata culturale della nuova legge e i riflessi che la stessa avrà in un settore tanto delicato del vivere sociale, qual è l’amministrazione della giustizia.

In estrema sintesi – e tralasciando gli aspetti più propriamente tecnici -, si sono affrontate quelle che sono le principali novità introdotte dalla legge rispetto al previgente sistema; quindi, in primo luogo il venir meno del così detto filtro di ammissibilità della domanda, che dal 1988 (data in cui, a valle di un referendum popolare, è stata introdotta anche in Italia la possibilità di agire in via risarcitoria contro un magistrato che sbaglia) ad oggi ha costituito il vero ‘collo di bottiglia’ dove si sono infrante la quasi totalità delle domande di risarcimento proposte dai cittadini che si ritenevano lesi dall’esercizio del potere giudiziario.

Le statistiche parlano di 410 giudizi in 27 anni di vigenza della legge Vassalli -dal nome del Ministro della Giustizia dell’epoca-, di cui solo 7 sono arrivati ad una sentenza di condanna.

Poi,  l’ introduzione dell’obbligo per lo Stato – condannato per la responsabilità civile di un magistrato – di agire per rivalsa nei confronti del magistrato medesimo (perché, è bene chiarire al lettore che la domanda di risarcimento si propone esclusivamente contro lo Stato non contro il singolo magistrato che ha sbagliato).

Non sono mancati i rilievi di ordine storico e di ordine comparativistico, con l’esame della disciplina vigente negli altri paesi europei, anche in ragione della forte spinta ‘europea’ che è alla base delle modifiche alla vecchia disciplina. Né tantomeno sono mancati i confronti con un approfondito dibattito sul nuovo concetto di “travisamento” dei fatti e delle prove, quale presupposto per l’azione di responsabilità del magistrato..

Come era facile prevedere, la differente ‘provenienza’ dei relatori ha comportato anche una differente valutazione della legge ( inappropriata e, comunque, insufficiente per gli avvocati; lesiva della loro indipendenza per i magistrati), sicché anche nel convegno si sono riproposte le due classiche visioni contrapposte che hanno storicamente condizionato il dibattito in Italia con riferimento alla responsabilità civile del magistrato. Mentre l”equilibrio’ della nuova normativa è stato evidenziato dal sen. Maurizio Buccarella, presente in aula e invitato al microfono per un estemporaneo intervento sul tema, che ha evidenziato come la legge in questione costituisca la migliore mediazione possibile tra le contrapposte visioni del problema.

Il brevissimo lasso di tempo intercorso dall’approvazione della nuova legge ha impedito che il dibattito vertesse sull’esame di casi pratici ed orientamenti giurisprudenziali al riguardo; sicché per valutare l’effettiva portata delle modifiche introdotte e, quindi, l’idoneità delle stesse a superare quei rilievi e quelle criticità che da tempo animava nel dibattito pubblico la materia, sarà necessario attendere l’applicazione pratica che della legge daranno le singole corti.

Si dovrà, pertanto, attendere la successiva elaborazione giurisprudenziale; elaborazione che, essendo l’errore giudiziario un vulnus dell’intero Sistema Giustizia, si auspica arrivi il più tardi possibile!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società

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