CON IL POPOLO DEL SALENTO

| 26 giugno 2015 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Il popolo ha pagato il salvataggio delle banche”. Mi stropiccio gli occhi, ma c’è scritto proprio così. E ci sono enunciate tante altre problematiche decisive, con la precisione chirurgica della lucida individuazione dei motivi e con la precisa indicazione dei responsabili: le questioni fondamentali del nostro presente contemporaneo, al fine di riuscire a salvare il pianeta e a dare un futuro all’ umanità, ammesso che sia ancora possibile e i “lunghi processi di rigenerazione” auspicati siano ancora capaci di intervenire in tempo. Una sfida epocale che affidiamo alle giovani generazioni, ma che devono vedere tutti noi impegnati, con l’ informazione, la partecipazione, la condivisione, adesso, subito. Non c’è più tempo da perdere.

Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita…

Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale”.

Abbiamo pubblicato il testo integrale dell’ enciclica “Laudato si’”, che merita e anzi necessita di informazione, partecipazione, condivisione.

Una lettura impegnativa, drammaticamente impegnativa, su cui ognuno di noi è chiamato a riflettere prima, e ad agire poi.

Qui non si tratta di essere cattolici, cristiani, buddisti, mussulmani, atei, chierici o laici. Qui si tratta di essere o con i detentori del potere che sta distruggendo il pianeta, in nome dell’ egoismo dei ricchi sempre più ricchi, del profitto, del consumismo, dell’ industrializzazione, delle logiche del lavoro del just in time e del precariato, quanto meno complici, con il nostro voto, quanto più collusi, con il nostro menefreghismo; oppure, di essere con chi sta cercando di salvare il pianeta con nuove forme di democrazia partecipativa, di stili di vita alternativi, di riappropriazione delle risorse e di affermazione dei beni comuni.

Ci sarà tempo e modo di leggere e riflettere. Lo faremo nei prossimi giorni con la necessaria tranquillità e la dovuta attenzione.

Ma la portata storica e rivoluzionaria dell’ enciclica papale di oggi appare subito evidente.

Ripeto e sottolineo: non si tratta di essere credenti, o non credenti; si tratta di essere con i ricchi e il potere; oppure con i poveri e il popolo.

Riciclo, riuso, smaltimento virtuoso dei rifiuti, riappropriazione delle materie prime, salvaguardia del territorio, nuovo modello di sviluppo, sono sfide epocali che ci devono vedere subito tutti coinvolti.

Altro che non ci sono più ideologie, altro che non ci sono programmi.

Sono questi i temi su cui si gioca la sopravvivenza stessa del nostro pianeta e dei suoi abitanti, sono queste le idee forza su cui bisogna subito schierarsi e intervenire.

C’è l’ eco chiarissima di Pier Paolo Pasolini, di Ezra Pound, di Serge Latouche, di Amartia Sen, di San Francesco e di Epicuro, nell’ enciclica “Laudato si’”, ce n’è una chiarissima sintesi che motiva le ragioni del nostro impegno quotidiano.

Per ora solamente una spiegazione diciamo così editoriale: da direttore responsabile che ha voluto per il suo ( il mio? Il vostro!) quotidiano una così netta affermazione di tutto ciò.

Mentre alcuni nostri colleghi se ne sono appena andati a fare turismo industriale pagati dalla Tap, e tanti organi di informazione del nostro Salento e imprenditori e animatori han preso i soldi dei lobbysti, degli affaristi, degli speculatori, noi di leccecronaca.it possiamo permetterci il lusso della protesta prima, e della proposta poi.

Ecco perché questa enciclica riguarda direttamente, in maniera così fondamentale, che più fondamentale non si può, il nostro Salento.

Il Salento che si apre con la schifezza di Cerano (nella foto), e si chiude col mostro dell’ Ilva. Dove vogliono portare un gasdotto buono solamente per i loro sporchi affari. Dove i mari a giorni saranno invasi alle trivelle delle ricerche petrolifere che devasteranno flora e fauna. Dove vogliono abbattere gli ulivi millenari. Dove hanno seppellito rifiuti inquinanti. Dove continuano a desertificare e a cementificare con strade inutili e insediamenti per i privilegiati della casta.

Il Salento è a rischio distruzione immediata e irreversibile.

Ora basta.

Si tratta di stare con i petrolieri, con i gasdottieri, con gli avventurieri senza scrupoli, con gli avvocati al loro servizio, e con i politici loro camerieri.

Oppure di schierarsi con il popolo del Salento, per il Salento di domani, dei nostri vecchi e dei nostri figli.

Non c’ entra essere cattolici, o meno. C’ entra capire che cosa il Papa ha voluto dirci, e subito, nella pratica quotidiana, di giorno in giorno sempre di più, raccogliere la sfida, e vincerla, finché è possibile, prima che sia troppo tardi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società

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