L’ EMERGENZA ABITATIVA A LECCE CITTA’

| 4 agosto 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Lecce, il segretario dell’ associazione ‘Codici’ Stefano Gullotta ci scrive______

Di pochi giorni or sono l’appello del signor Piero Scatigna, che dorme in auto da circa nove mesi, forzatamente separato da moglie e figlie di 10 e 8 anni, nell’indifferenza del Comune di Lecce. (nella foto, un’ altra famiglia sfrattata la scorsa settimana, e rimasta anche senza un ricovero di fortuna, ha portato oggi la protesta in piazza Sant’ Oronzo. Foto di Salvatore Fersini. n.d.r.)

Adesso arriva alla nostra associazione un’altra straziante richiesta di aiuto, accompagnata da una lettera commovente, nella quale la signora Laura Critelli, di anni 63, racconta di una vita di grandi sofferenze, di un figlio morto a soli 12 anni a seguito di un intervento di trapianto del rene, del trasferimento della famiglia a Lecce negli anni ’80, dove i problemi sono tutt’altro che finiti: lavori saltuari e non pagati, numerosi sfratti e crescenti tensioni familiari che portarono alla fine del matrimonio.

Tante le domande di assegnazioni di un alloggio popolare presentate dalla signora che, per un motivo o per un altro, non sono ancora andate a buon fine.

Nell’ultimo anno la signora Laura ha vissuto in un appartamento di appena 50 metri quadrati con la figlia e la nipote, ma l’otto agosto tornerà il compagno della figlia e lei dovrà andarsene: essendo ospite e per non arrecare disturbo a nessuno e salvaguardare la propria dignità umana, preferisce non opporsi e finire in strada.

Se nulla dovesse cambiare, dall’8 agosto prossimo anche la signora Laura dovrà dormire in un’autovettura, prospettiva davvero inquietante per una donna di 63 anni, che così si sfoga: <<Vado all’ufficio casa e mi dicono che sono bloccati a causa delle indagini della magistratura in corso, ma loro sono sempre bloccati, lo erano anche prima delle indagini.. e pensare che ci sono tante case murate a Lecce. Mi sento sola – prosegue in lacrime – ho solo un cagnolino che è tutta la mia vita, preferisco lui che mi scodinzola a tutte le persone che ho incontrato… vi supplico, aiutatemi>>.

Continuiamo a scrivere alle istituzioni locali, a lanciare appelli che cadono nel vuoto. Ma cosa aspettano al Comune di Lecce, i gesti estremi per poter esprimere il proprio cordoglio?I cittadini in queste situazioni disperate hanno bisogno solo di una cosa: di sentire che le istituzioni sono concretamente presenti, senza accampare patetiche scusanti.

Lo ribadiamo, è un preciso dovere delle istituzioni restituire a queste persone il sacrosanto diritto, costituzionalmente sancito, ad ottenere un’abitazione quale luogo dove possano condurre un’esistenza dignitosa. E’ indispensabile ispirarsi al senso umano di responsabilità e di carità verso i più deboli, una società civile non può voltarsi dall’altra parte e far finta di nulla. In questo senso, abbiamo accolto con enorme piacere e speranza l’intervento della Senatrice Daniela Donno, vicepresidente della commissione parlamentare straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani, in favore del signor Piero Scatigna e di tutti coloro che, nel capoluogo salentino, stanno vivendo sulla propria pelle l’emergenza abitativa. Paradossalmente, di questa specifica e assurda emergenza se ne parla a Roma e se ne stanno occupando i giornali in tutta Italia, mentre a Lecce tutto continua a tacere”.

 

 

 

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