IL DRAMMA DEGLI SFRATTI PER MOROSITA’

| 12 Agosto 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Lecce l’ avvocato Stefano Gallotta, segretario dell’ associazione ‘Codici’ ci scrive______

Dinanzi all’immobilismo delle istituzioni locali, Codici Lecce ritiene opportuno rendersi parte attiva nel proporre misure che aiutino ad affrontare e risolvere i drammi che stanno vivendo troppi nuclei familiari, finiti letteralmente per strada e così privati di tutti i diritti inviolabili costituzionalmente garantiti (nella foto di Salvatore Fersini, una recente protesta inscenata a piazza Sant’ Oronzo da una famiglia, n.d.r.).

Codici segue da vicino le tristi vicende della famiglia del signor Piero Scatigna e della signora Laura Critelli.

Il primo, dopo aver subito uno sfratto per morosità, ha dovuto separarsi per nove mesi da moglie e figlie, di 10 e 8 anni, sistemate provvisoriamente a casa di parenti. Ha dormito per lungo tempo in auto, sistemato in un piazzale antistante la temporanea dimora della moglie e delle figlie, affrontando ogni condizione atmosferica (dal freddo inverno ai 40 gradi dell’estate salentina) e numerose aggressioni notturne. Dal primo settembre dovrà lasciare l’abitazione presa in locazione per qualche settimana a San Cataldo e si riproporrà la prospettiva inquietante di separarsi ancora una volta dai propri affetti e tornare a dormire in auto.

Anche la signora Laura Critelli è ormai in procinto di finire a dormire in auto: dopo essere finita per strada si era sistemata per qualche notte presso l’alloggio popolare assegnato al marito, dal quale è da tempo separata; ma trattasi di abitazione troppo umida per le sue precarie condizioni di salute. Laura ha avuto una vita molto difficile, un figlio morto a soli 12 anni, numerosi sfratti, il divorzio: le è rimasto il suo inseparabile cagnolino e, a 63 anni, l’atroce previsione di finire in mezzo a una strada nelle sue precarie condizioni di salute precarie.

Tutti gli appelli alle istituzioni locali sono caduti nel vuoto, mai ricevuta alcuna risposta concreta per entrambi i casi, nonostante gli interessamenti dei media, del Quirinale, della Senatrice del Movimento 5 Stelle Daniela Donno, ecc.

Occorre intervenire subito per far fronte alle emergenze: questa inerzia è un pessimo biglietto da visita per la città e non è degna di una Paese civile.

Proponiamo, come realizzato altrove con successo, l’istituzione di un tavolo di lavoro stabile e permanente, a cui partecipino il Comune di Lecce, la Prefettura, le associazioni e rappresentanze locali interessate nonché altri soggetti pubblici e privati che intendano dare il proprio contributo (ASL, INPS, Poste, ISPE, FS, Caritas, Croce Rossa, fondazioni ecc)”, tavolo che individui e metta da subito a disposizione, per le emergenze più gravi (in primis, per le famiglie che sono in strada), quegli edifici del patrimonio comunale e di altri soggetti pubblici o privati al momento inutilizzati e/o vuoti da tempo, da dedicare alla riprotezione abitativa dei nuclei familiari in disagio estremo.

Si potrebbe quindi adottare un protocollo d’intesa che preveda forme di concessione transitorie d’uso degli immobili, con la responsabilizzazione degli ospiti attraverso la copertura economica delle utenze e di altri costi sostenibili a loro carico, l’utilizzo e la cura degli spazi comuni, la condivisione abitativa di alloggi quando occorra, la manutenzione e il decoro degli spazi esterni, il coinvolgimento attivo dell’associazionismo e del volontariato. Il tutto caratterizzato dall’assoluta transitorietà dell’esperienza di protezione abitativa (6 o 9 mesi come limite massimo), in modo da permettere un ricambio continuo dei nuclei familiari inseriti e di conseguenza la possibilità di dare risposta ad un numero ampio di situazioni in emergenza abitativa, consentendo alle famiglie di riprendere a condurre un’esistenza libera, dignitosa e salubre.

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