ALLA NOTTE VERDE IL SOGNO DI TUTTI DIVENTA REALTA’

| 30 agosto 2015 | 0 Comments

Un ulivo decapitato dal quale pendono bottiglie di Roundup, uno dei pesticidi più pericolosi, per l’uomo e l’ambiente, attualmente in commercio. Un ulivo piantato in una terra sterile circondato da gomme di macchine abbandonate e rifiuti, sul quale pende la scritta “Zona Avvelenata”.

E’ questa l’immagine che ci accoglie a Castiglione d’Otranto all’ingresso principale della Notte Verde, un’immagine cui siamo tristemente abituati, ma che messa lì è come un pugno nello stomaco. QUESTA E’ LA REALTA’.

Oltrepassato l’ulivo, oltrepassata la nostra triste realtà, si accede al tripudio di diversità e vita proprio della Notte Verde, a partire da una distesa di spighe di grano, cereale principe della nostra alimentazione, e poi farine, semi, cereali, pane, pizzi, taralli e vino: un’infinità di sapori, odori e colori che ci ricordano come eravamo, ma come possiamo ancora essere.

Il percorso continua secondo una ragionata divisione delle strade per aree tematiche: la strada del pane, della vita, della canapa, la strada partigiana e quella delle interazioni culinarie ciascuna delle quali ospita prodotti biologici e naturali che hanno spinto ogni visitatore a pensare, che forse non è tutto perduto. Un evento che ha il sapore di una rivoluzione culturale, sociale ed economica, che ci dice che il sogno di cambiare rotta è ancora possibile.

E si comprende che è possibile non solo guardando ai lati delle strade, ma soprattutto in piazza, dove è stato allestito un tavolo di dibattito nel secondo Preludio alla Notte Verde, dai “Cantieri della sussidiarietà” organizzati dal Centro Servizi Volontariato Salento, per l’occasione in collaborazione con l’Associazione Casa delle Agricolture Tullia e Gino ed AssoCanapa, a tema “Siamo ciò che mangiamo. Come promuovere una cultura dell’alimentazione responsabile”.

SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO: OGGI

A spiegare cos’è l’uomo, ed in particolar modo un cittadino pugliese, nella società contemporanea, il dott. Luigi Russo, Presidente del CSV Salento, che sottolinea come i dati diffusi dall’Associazione Regionale per le Prevenzione e la Protezione Ambientale Puglia (ARPA) sono quanto mai allarmanti. Ad allarmare è la crescita dei consumi di pesticidi nella provincia di Lecce: ogni abitante consuma in media 2,5 Kg di pesticidi all’anno.

Continua il presidente del CSV Salento: “La rivista Science considera l’Italia il maggior consumatore di pesticidi dell’Europa occidentale per unità di superficie coltivata con 5,6 kg per ettaro all’anno. La Puglia è fra i maggiori consumatori di pesticidi con 14.000 tonnellate all’anno”.

Dati da film dell’orrore, soprattutto se pensiamo che il quantitativo dei pesticidi “consumati” vengono ingeriti inconsapevolmente dai cittadini: con i pesticidi vengono irrorati e trattati i campi agricoli, nei quali cresce la maggior parte della frutta e della verdura che finisce poi sulle nostre tavole. La correlazione tra pesticidi, malformazioni, mutamenti genetici, allergie, intolleranze e cancro è accertata: se siamo ciò che mangiamo, OGGI SIAMO AMMALATI, come ammalato è l’ambiente che ci circonda, ed i dati lo confermano. E’ per questo che secondo il dott. Luigi Russo: “È parte della democrazia mettere i cittadini nelle condizioni di sapere le cose. È per questo motivo che portiamo in giro i nostri Cantieri, che su questo tema ci vedranno impegnati in almeno 50 tappe”.

 

 

SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO: LE PROPOSTE

 

Ciascuno dei convenuti al dibattito ha portato la sua esperienza e le soluzioni tangibili attraverso le quali il problema può e DEVE essere affrontato e risolto.

L’Assessore all’Agricoltura del Comune di Andrano, Raffaele Collutto, si dice pronto ad AGIRE. L’amministrazione di Andrano, sta ragionando “su come fare per limitare l’uso dei pesticidi anche attraverso un referendum popolare”. A lui fa eco l’agronomo Sergio Falconieri, il quale sostiene che è compito dei comuni “incrementare i corsi sull’agricoltura biologica” per informare i cittadini, ma soprattutto per consentire ai contadini di cambiare rotta. “Non esiste un motivo, se non l’ignoranza” continua Falconieri, “a spingere un piccolo produttore ad usare prodotti nocivi”.

Molto più netta e decisa, l’intenzione del presidente del Centro Servizi Volontariato Salento, dott. Luigi Russo, che sostiene da un lato la necessità di: “… Liberare la Puglia e l’Italia dai veleni dei pesticidi che uccidono le persone e distruggono il suolo”, dall’altra la volontà di presentare “una proposta di legge per rendere la nostra Regione pesticidi free”. Informare i cittadini e presentare una moratoria quindi, sono i passi indispensabili per cominciare a guardare la realtà da un’altra prospettiva.

 

SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO: IL FUTURO

 

Il futuro proposto durante le date della Notte Verde è quello rappresentato da Rachele Invernizzi, Responsabile per il Sud Italia di Assocanapa. La coltivazione di canapa si sta dimostrando una delle migliori risposte in agricoltura, una soluzione dal punto di vista alimentare, nutrizionale e farmaceutico, che trova anche un riscontro, nel settore edile, bioplastico e del biocombustibile.

La coltivazione di canapa, infatti, non necessita dell’utilizzo di pesticidi ed erbicidi, nutre il terreno, remineralizzandolo, ed è un alimento nutraceutico per l’uomo. La canapa trasformata si è rivelata utile in diversi settori, primi fra tutti quello edile, con l’edificazione di strutture ecosostenibili, e dei trasporti, grazie alla produzione di biodiesel.

 

Denunce ma anche soluzioni, sono quelle illustrate dal genetista Salvatore Ceccarelli invitato al confronto durante la Notte Verde, secondo il quale le parole d’ordine per il futuro devono essere “libertà di miscuglio, biodiversità e democrazia”. Salvatore Ceccarelli ricorda come oggi, il controllo dei semi è nelle mani di poche grandi società, in buona parte impegnate anche nella produzione di pesticidi. Parliamo quindi di società che non hanno alcun interesse a produrre e distribuire semi forti che non necessitano dell’uso di fitofarmaci. Distribuendo solo determinati semi, queste grandi aziende uccidono la biodiversità, indebolendo l’ambiente e l’uomo. “Coltivare biodiversità è garanzia per assicurarci produzioni future” dice Ceccarelli, e continua “Con il miscuglio, un po’ di incrocio fra le piante avviene sempre. E’ la natura che si evolve e si adatta a climi e suoli da sé.”. Seminare decine e decine di semi diversi significa quindi riappropriarsi della vita, dell’agricoltura buona, favorendo il naturale “miglioramento genetico evolutivo”. Cibo e salute si intrecciano e, assieme ad essi, anche uno dei valori inalienabili dell’uomo: la libertà.

 

Riappropriarsi della libertà di coltivare, di seminare, di mescolare i saperi e le esperienze, riacquistare il diritto alla salute ed al lavoro, abolendo i pesticidi dalla terra e dalla tavola dei cittadini di Puglia, riacquistare la consapevolezza di quali siano le radici della nostra tradizione e di quale futuro si prospetta per noi: sono stati i punti cardine della Notte Verde.

 

Se siamo ciò che mangiamo, oggi siamo tutti un po’ ammalati, ma, chi ha vissuto la Notte Verde ha avuto senza dubbio la sensazione che possiamo esser uomini migliori e molto più sani, in una terra libera e rigogliosa: molto dipenderà da “cosa vogliamo fare da grandi” e dai colori con cui vogliamo disegnare il nostro futuro.

 

 

 

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Category: Politica

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