COMPUNTO STILE FORZA ITALIA / LO SCIVOLONE DI PAOLO (PAGLIARO) SUL CONFLITTO DI INTERESSI

| 28 ottobre 2015 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (poi commentiamo pure). Da Lecce, Paolo Pagliaro (nella foto), dell’ ufficio di presidenza pugliese di Forza Italia, ci manda la seguente dichiarazione______

“Quando in gioco c’è un interesse collettivo da tutelare, la battaglia non può che essere comune. Per questo, mi appello a tutte le forze politiche affinché recepiscano la proposta di emendamento alla Legge di Stabilità per salvare le emittenti radio-TV locali con un adeguato sostegno economico.

L’emendamento concorre a dare una boccata di ossigeno a centinaia di realtà che garantiscono il pluralismo dell’informazione. Ci sono due interessi in ballo giuridicamente rilevanti: uno è al lavoro, che impone di non deprimere ulteriormente i livelli occupazionali sviluppati dalle imprese radiotelevisive locali; e l’altro, è il diritto all’informazione dei cittadini.

Così come sento di insistere sulla verifica dell’azione del Governo , che ha avanzato la meritevole ipotesi di destinare parte del canone Rai alle emittenti locali.

Mi auguro che si passi dalle parole ai fatti, perché l’emendamento rappresenta una chance imperdibile per lanciare un messaggio inequivocabile: ovvero che l’Italia crede nell’impresa e nella libertà sottesa alla formazione della pubblica opinione. Se siamo un Paese libero tutta la politica farà certamente fronte comune, approvando l’emendamento in questione”______

(g.p.)______Dimentico del movimento “Regione Salento”, comunque organico al centro – destra, del fratello consigliere Alfredo, da qualche mese Paolo Pagliaro, ricordiamolo, editore di “Telerama”, è stato nominato dirigente regionale di Forza Italia, per la precisione, come tiene a precisare in calce alla firma:  “Responsabile dipartimento regionalismo, federalismo e identità territoriali. Responsabile Cultura, turismo e comunicazione in Puglia“. Addirittura.

Da allora, non passa giorno che egli non si senta in dovere di esternare sull’ universo mondo, con dichiarazioni di cui non frega niente a nessuno, tanto è che trovano spazio solamente nel notiziario della sua televisione e nel sito web correlato.

Oggi tocca l’ apice del velleitario protagonismo, con un intervento da statista.

Si noti il distacco esemplare e il fulgido disinteresse con cui perora un provvedimento parlamentare.

Si noti la disinvoltura omissiva con cui supera di slancio ogni possibile dubbio di conflitto di interessi, questa sì in perfetto stile Forza Italia, che di televisioni e di provvedimenti ad hoc ha una fulgida tradizione.

Siamo “un Paese libero“?

Nell’ ultimo studio internazionale condotto da organismi indipendenti, con relativa classifica per libertà dell’ informazione, l’ Italia, perdendo altri ventiquattro posti rispetto al 2014, si colloca al 73°, fra Moldavia e Nicaragua: fanno peggio di noi, però, il che conforta molto, Russia, Cina, Turkmenistan, Eritrea e Corea del Nord.

Causa della nostra vergognosa posizione, le espressamente citate nel rapporto “intimidazioni da parte di criminalità e politica“.

Già, perché se a un lato la politica dà, dall’ altro pretende.

Per venire al merito della questione, sono decenni che l’ Italia (la politica italiana, i partiti di potere di centro destra e di centro sinistra) regala soldi pubblici ai giornali, attraverso un’ apposita legge ad hoc che serve a finanziare i quotidiani.

Centinaia di milioni di euro, che certo meglio avrebbero potuto essere destinati, che so? quale sostegno per i disoccupati, o per i pensionati invalidi civili, sperperati invece in questo modo, a volte addirittura in giornali fantasma, o letti solamente dagli addetti ai lavori.

Provvedimenti poi sistematici a favore delle reti televisivi, di cui la legge Gasparri rimane l’ insuperato capolavoro.

Quanto alle televisioni locali, ci pensano i Co.Re.Com, regione per regione, vale a dire i comitati regionali di controllo (sic), che sono poi organismi composti da esponenti politici del sottobosco, per questo lautamente retribuiti anch’ essi con soldi pubblici, sempre nominati dai partiti, quelli che poi le televisioni locali ricompensano in vario modo, in primis passerelle e compiacenze varie, a regalare ogni anno centinaia di migliaia di euro a ciascuna emittente.

Questo è il sistema. Mancano editori puri. Abbondano gli editori politici.

Eppure al partito che fa della libertà d’ impresa la propria icona, come Forza Italia, dovrebbe essere gradito il libero mercato.

Nel libero mercato una mittente televisiva locale dovrebbe finanziarsi con la pubblicità. Gli sponsor a Telerama, che rivendica di fare le battaglie in difesa del territorio, non sono mancati. Compresa la Tap. Ma si sa, pecunia non olet, nemmeno quella che viene dal gasdotto. E dal governo di Matteo Renzi.

 

 

 

 

Category: Cronaca, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (1)

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  1. sandro ha detto:

    invidia.. altro che conflitto di interessi!!

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