IL PD PER IL PATRIMONIO CULTURALE LECCESE

| 16 Gennaio 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Lecce, in relazione all’ incontro tenuto in mattinata a Lecce presso le ‘Officine Cantelmo’, Loredana Capone ci manda il seguente comunicato______

Valorizzare il patrimonio culturale attraverso la gestione integrata dei beni, con una strategia attenta a progettarne il recupero anche in funzione della loro fruizione e della vocazione del territorio. È questa la sfida che Loredana Capone e i consiglieri comunali del Partito Democratico lanciano alla maggioranza di Palazzo Carafa.

“Perché cultura, sviluppo, economia – ha detto Loredana Capone, consigliere comunale e assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia – sono tre pilastri della nostra crescita che rischiano, però, di non riuscire a parlarsi se a tenerle unite non c’è una strategia capace di integrare i bisogni del territorio con l’urgenza di politiche pronte a rispondere con il presente alla domanda di futuro. Dobbiamo crescere, e per crescere dobbiamo lavorare a un nuovo modello di sviluppo socio-economico che combini i diversi fattori di competitività del sistema locale. È questo il compito della politica oggi, difficilissimo ma fondamentale. Dobbiamo costruire uno spazio urbano che affronti la sfida della globalizzazione e della crisi economica a colpi di conoscenza, creatività, coinvolgendo maggiormente le associazioni e le imprese del territorio, i cittadini, i giovani, investendo sulla qualità dell’ambiente naturale e culturale, prendendoci cura di quei ‘gioielli di famiglia’ che, secolo dopo secolo, hanno tracciato la storia delle nostre origini”.

Un ‘sistema culturale’ integrato, insomma, è questa la proposta dei consiglieri comunali, capace di innescare processi di sviluppo economico locale, a partire dalla valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale del territorio, ampliando l’offerta culturale, rafforzando la sinergia tra pubblico e privato, migliorando la capacità imprenditoriale di coloro che operano nel mondo della cultura e dell’arte.

“La presenza di un’offerta culturale capillare e articolata – ha aggiunto l’assessore regionale – rappresenta un fattore determinante per la crescita del territorio, per la coesione sociale, per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Purtroppo le strategie messe in atto sinora dall’amministrazione comunale non sembrano aver dato i risultati sperati, non sono riuscite ad assicurare un’adeguata valorizzazione dei beni culturali sebbene a dispetto di un’elevata attrattività turistica e di una grande capacità di concorrere al rafforzamento dei fattori più identitari della comunità. Questo patrimonio può e deve diventare volano per lo sviluppo economico locale. La Regione Puglia, per la sua parte, ha investito importanti risorse su Lecce, nel 2016 nuovi potenziali ‘incubatori’ di cultura saranno resi alla città nel loro antico splendore. Senza un buon piano di gestione, valorizzazione e fruizione, però, rischieranno di restare anch’essi bellissime cattedrali nel deserto. È su questo, allora, che occorre lavorare se si vuole vincere davvero la sfida della cultura, se Lecce vuole davvero essere la capitale della cultura nel 2019. Altrimenti ogni sforzo sarà stato vano”.

Ammontano a più di 50 milioni di euro, infatti, le risorse che la Regione Puglia ha impegnato negli ultimi anni per la valorizzazione e la messa in funzione di alcuni tra principali poli culturali della città di Lecce. Dal teatro Apollo al Parco Archeologico Rudiae, passando per le Mura urbiche, il Castello Carlo V, il Monastero dei Teatini, il Museo storico della città (Must), il Parco di Belloluogo, l’anfiteatro romano. Ed è solo una parte degli interventi, DIRETTI E INDIRETTI, che l’ente regionale ha voluto per il capoluogo salentino, da sommare a una lunga serie di altre iniziative a sostegno di attività culturali da svolgersi in città, tra cui, in ultimo, il contributo di 50 mila euro per “Lecce capitale della cultura 2019” che ha permesso la realizzazione dello spettacolo della notte di Capodanno in Piazza Sant’Oronzo. Un patto di crescita e sviluppo che la Regione Puglia ha voluto siglare con il Comune di Lecce, e non solo, in un’ottica di sistema tra i diversi attori e contenitori culturali nell’obiettivo d’integrare le politiche culturali dei singoli territori chiamati, oggi, ad affrontare una sfida comune: fare della cultura la risposta moderna alla crisi economica globale.

“Per il nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 – ha puntualizzato Capone – l’Unione Europea ha deciso di puntare sull’industria culturale e creativa per stimolare la ripresa della crescita economica e dell’occupazione. Numerosi i programmi di finanziamento per sostenere il settore: da Europa Creativa a Erasmus +, Horizon 2020, COSME, ai Fondi strutturali. Anche Lecce deve attrezzarsi per non perdere queste importanti occasioni”.

“A Lecce – ha concluso il consigliere Paolo Foresio – ci sono, per fortuna nostra, moltissimi beni culturali. Un patrimonio di ricchezza di cui dobbiamo ringraziare solo la storia millenaria di questa città e chi li seppe costruire con una maestria tale da farli, in ogni caso, arrivare fino a noi.

Recuperarli con fondi regionali ed europei è stata, quindi, una scelta politica saggia fatta trasversalmente da tutti gli enti coinvolti. Renderli fruibili e gestirli in modo virtuoso, invece, è compito che attiene all’amministrazione del Comune di competenza. In questo senso, i nostri più importanti contenitori culturali sono spesso vuoti, senza una strategia di utilizzo che porti non solo i turisti ma anche i leccesi stessi a conoscerli e a frequentarli. Di più, ci vuole una visione complessiva turistico-culturale, che riguarda non solo la gestione e fruizione degli spazi, da Palazzo Vernazza a Palazzo Turrisi, all’ex Conservatorio di Sant’Anna, che, a parte i matrimoni civili e qualche altra sporadica iniziativa, è usato per poco altro, dal Castello Carlo V al Must, dove i visitatori, nel mese di agosto, sono stati appena 1500 mentre in città ce n’erano decine di migliaia. A mancare sono i servizi di supporto. Il Comune, per dire la cosa più banale, non fornisce cartine della città agli info point turisti, non si dota di un’app per i trasporti di trasporto pubblico urbano, dove le paline sono tutt’altro che intelligenti, visto che i percorsi non si possono sapere in nessun modo. E ancora manca una visione anche su come e dove investire i proventi della tassa di soggiorno, che proprio per migliorare queste criticità servirebbe. Infine un appello alle associazioni: non vi accontentate dei contributi a pioggia elemosinati dal Comune, pensate più in grande, altrimenti il rischio è che beni culturali e professionalità e talenti, che a Lecce per fortuna non mancano, non producano economia per chi ci vive”.

 

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