RIDUZIONI FISCALI PER GLI IMMOBILI DATI IN AFFITTO

| 30 Gennaio 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato della Confedilizia di Lecce______

I commi 53 e 54 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2016 (n. 208/’15) hanno introdotto una riduzione Imu e Tasi per gli immobili locati attraverso i contratti “concordati”. Confedilizia diffonde i dati relativi agli effetti sui singoli contribuenti a seguito della riduzione citata.

I risparmi sono stati calcolati su immobili-tipo situati nella nostra città. Sono interessate a questo sgravio tre tipologie di contratti di locazione:

a) i contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo;

b) i contratti per studenti universitari, di durata da 6 mesi a 3 anni;

c) i contratti transitori (di durata da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli Accordi territoriali (aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania; Comuni confinanti con tali aree; altri Comuni capoluogo di provincia).

La norma dispone che l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune, “è ridotta al 75 per cento”. Pertanto, la riduzione di un quarto dell’Imu e della Tasi si applica all’imposta dovuta sulla base delle aliquote fissate dai singoli Comuni; aliquote che, per il 2016, non potranno essere superiori a quelle valide per il 2015.

Si tratta – ha dichiarato il presidente di Confedilizia di LECCE – di una misura importante, che rappresenta quell’inversione di tendenza nella tassazione degli immobili locati che Confedilizia chiedeva da tempo. La consideriamo – insieme con le altre misure di riduzione delle imposte sulla casa previste dalla legge di stabilità – un ottimo punto di partenza per un cammino, che dovrà proseguire, di graduale ma continua correzione degli errori compiuti sull’immobiliare a partire dalla Manovra Monti, anche se un ulteriore sforzo dovrebbe riguardare la tassazione sugli immobili non abitativi introducendo, anche questi ultimi, la cedolare secca“.

 

 

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