IL MOSTRO CONTINUA AD AVVELENARE TARANTO E IL SALENTO. ADESSO LA DIOSSINA – “pericolosa, se ingerita” – FA PAURA PURE ALL’ ARPA. A leccecronaca.it FABIO MATACCHIERA: “Ci dica adesso quali sono i dati in suo possesso. E intervenga subito sugli elettrofiltri arrugginiti”

| 2 marzo 2016 | 0 Comments

(g.p.)______Il direttore generale uscente dell’ Arpa Puglia, Giorgio Assennato, ha parlato oggi da Bari in videoconferenza sull’ allarme diossina legato alle emissioni dell’ Ilva. Il responsabile dell’ agenzia regionale per l’ ambiente, che, ricordiamo, è sotto processo con l’ accusa di favoreggiamento personale nei confronti dell’ ex presidente della regione Puglia Nichi Vendola, nell’ ambito del processo che riprenderà il prossimo 17 maggio, ha inteso replicare alle denunce e agli allarmi che negli ultimi giorni si erano intensificati da parte di associazioni e cittadini, in primis il ‘Fondo antidiossina Onlus’ di Fabio Matacchiera.

Nelle valutazioni odierne di Assennato, la diossina a Taranto cambia forma, ma fa ancora paura. E se il rischio legato alla sua dispersione nell’aria e quindi all’inalazione si è ridotto, ora si affaccia quello legato alla sua possibile ingestione, direttamente da parte di bambini o indirettamente attraverso la catena alimentare, tramite le particelle di polveri che servono proprio a ridurre la dispersione di diossina nell’aria: “le polveri hanno caratteristiche granulometriche tali da non poter entrane nell’alveo respiratorio, ma sono molto pericolose se ingerite“, facendo riferimento ai valori rilevati dall’Ilva nelle centraline di monitoraggio e “comunicati con mesi di ritardo“.

Interpellato da leccecronaca.it, Fabio Matacchiera è fortemente critico: “Siamo abituati a questi giudizi altalenanti di Assennato. La cosa che mi sembra molto grave è che l’ Arpa abbia aspettato il responso delle analisi fatte dal Politecnico di Torino, originate dalla necessità da parte dell’ Ilva di fare a sue spese delle indagini, come è obbligata dalla Autorizzazione Integrata Ambientale. 

Chiedo ad Assennato di rendere subito noti i risultati delle indagini compiute, in particolare, che renda noti quali sono i valori riscontrati nei deposimetri che l’ Arpa dovrebbe aver installato per verificare quali sono i valori delle diossine e dei furani.

Infine, urge correre ai ripari per quello che al momento è la situazione più pericolosa, vale a dire quella di uno dei reparti più delicati: l’ agglomerato dove sono allocati gli elettrofiltri, che dovrebbero appunto filtrare e trattenere la diossina. Come abbiamo documentato, sono in uno stato fatiscente. Inoltre, si trovano a dieci metri dalla strada provinciale Taranto rione Tamburi – Statte, a duecentocinquanta metri dalle case. Di questo, Assennato non parla”.

 

Category: Cronaca

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