GRAZIE PER LA FOTO

| 6 marzo 2016 | 4 Comments

Grazie per la foto a Giulio Rapetti Mogol, 79 anni.

5 marzo 1943, ben settantatré anni fa nasceva Poggio Bustone (Rieti) uno dei più grandi cantautori della musica leggera italiana: Lucio Battisti. Ieri in tutto il paese riecheggiavano “Un’Avventura”, “Luci dell’est” ed “Emozioni”, Questa foto risalente alla fine degli anni Settanta, che ritrae un giovane Mogol a sinistra e il riccioluto Lucio sulla destra, è stata scattata tra gli ulivi del Salento nel bel mezzo un viaggio di relax e introspezione intrapreso dai due parolieri. Scrivevano, assaporavano e ridevano tra le bellezze del tacco della Puglia in completa serenità, regalando ai salentini dell’epoca il loro consueto “Canto Libero”.

Category: Costume e società

Comments (4)

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  1. luciano ha detto:

    Negli anni settanta i giovani di sinistra cantavano canzoni di De Andrè, i giovani di destra cantavano le canzoni scritte da Mogol.
    Ed il “Canto Libero” era il loro inno.
    Lucio Battisti in quegli anni fu violentemente attaccato dall’estrema sinistra, che lo obbligò a sospendere i propri concerti.
    Fu così che questo gigante della musica leggera, decise di continuare a produrre, senza più potersi incontrare con il suo pubblico.
    Questa storia la conoscono in molti, ma giornalisti o commentatori televisivi, l’hanno sempre volutamente ignorata, solo Mogol una volta in un’intervista ne accennò.
    Grazie Mogol questo Grande Poeta per le tante emozioni che ci hai regalato.

  2. Francesca ha detto:

    ”Ma Battisti era fascista?”
    Dare oggi una risposta a questa domanda potrebbe sembrare poco stimolante se non addirittura inutile, ma all’epoca del “personale è politico” fu una questione di primaria rilevanza. “Con quale atteggiamento devo pormi rispetto a questo artista?”. “E’ politicamente corretto ascoltare Battisti?”. “Qual’è il valore rivoluzionario (o controrivoluzionario) dei suoi testi?” erano domande che non era infrequente leggere nelle pubblicazioni del movimento politico dei giovani di sinistra e da cui potevano sorgere veri e propri conflitti.
    Com’è noto, il dibattito non portò mai a una risposta esaustiva, data anche e soprattutto la ritrosia del cantante reatino di sbilanciarsi su questo punto ma sicuramente, coloro che lo ritennero di destra non mancarono mai farne pesare il qualunquismo politico, cosa inconcepibile negli anni ’70.

    Due poi furono le ulteriori accuse altrettanto gravi: l’opportunismo che Battisti dimostrò nelle sue produzioni attingendo di volta in volta ai generi più in voga e la misoginia che traspariva in maniera più o meno lampante dai testi di Mogol, atteggiamento mai perdonato, ad esempio, dal movimento femminista.

    Tre imputazioni dunque sufficienti a definire Battisti fascista? Per l’epoca si, senza dubbio, al punto che molti critici e giornalisti si buttarono a pesce sul fatto gettando benzina sul fuoco.
    Ricordiamo la celebre fotografia in cui Lucio faceva il saluto romano (in realtà si dice che stesse dando il La all’orchestra, ma ci sono molte altre versioni), i famigerati “campi di braccia tese”, il “mare nero” di “Non è Francesca”, i presunti arrangiamenti per un lavoro di Fabrizio Marzi che di destra lo era eccome, fino ai paventati finanziamenti ai gruppi neofascisti di cui qualcuno pare abbia i documenti, ma che però nessuno ha mai visto.
    Al di là delle illazioni e di miti comunque, Battisti ebbe sempre un rapporto contraddittorio, o per meglio dire un “curioso non-rapporto” con il movimento e con le avanguardie: non partecipò mai ad alcun festival alternativo, non si sbilanciò e andò dritto per la sua strada.
    La sua arte contribuì sicuramente ad elevare la musica italiana ma, si badi bene, solo una certa fascia: quella più vicina al mercato e all’airplay.
    Non fu quindi un artista Prog e in ogni caso gestì la sua conflittualità sempre in maniera solupsistica, fatto anche questo non condivisibile da una certa parte del movimento.

    Anche se a posteriori buona parte della critica si lavò le mani sull’argomento asserendo che “Battisti era semplicemente uno che si faceva i fatti suoi”, c’è chi come Pierangelo Bertoli non ebbe dubbi:
    
“Non c’è bisogno di dimostrare se Battisti fosse un fascista o meno. Lo era e basta.”

  3. Alberto ha detto:

    Cara Francesca, ma quale mercato airplay, le canzoni di Battisti-Mogol, arrivarono a tutti, anche a noi, che le ascoltavamo di nascosto quando eravamo da soli, e mentre facevamo all’amore, lontani dai compagni che potevano farci il processino. Te lo ricordi come funzionavano le cose allora?
    Ora però siamo adulti, è passato tanto tempo.
    La verità è che ancora oggi non riusciamo a perdonare a Battisti che nonostante lo abbiamo costretto ad abbandonare i palchi non siamo riusciti a fargli dire che era di sinistra.

  4. fabio ha detto:

    Salve, questa foto non è della fine degli anni 70 ma del giugno 1970 e non è stata scattata tra gli ulivi del Salento ma durante la cavalcata milano roma.

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