PICCHIATO PERCHE’ GAY, MANDURIA SI INTERROGA SUL BRUTTO EPISODIO DI OMOFOBIA DI DOMENICA SERA CHE IN QUESTE ORE STA FACENDO IL GIRO DEL WEB

| 26 Aprile 2016 | 1 Comment

Ieri sera…Aggressione omofoba dopo insulti e minacce. Mi sono difeso ma erano una decina. Ed ora eccomi qui. Io, picchiato e insultato perchè gay”.

L’ ha scritto su “Facebook” ieri Francesco Perrucci, 24 anni, di Manduria, dopo essere andato in ospedale per farsi medicare ferite al volto, riferendo ai sanitari di essere stato aggredito in un locale del centro storico della cittadina salentina, dove era in corso un concerto: ha subito traumi contusivi allo zigomo, al sopracciglio e alla mandibola di sinistra e lievi escoriazioni, con una prognosi di cinque giorni salvo complicazioni.

E’ stato prima insultato pesantemente da alcuni compaesani e uno degli aggressori gli avrebbe urlato: “quelli come te sono esseri ignobili, non meritate di vivere, andate e bruciate!”. E ha poi aggiunto:“Tutto questo è avvenuto davanti a numerosissimi testimoni che non hanno alzato una mano per aiutarmi e fermare l’energumeno che mi picchiava”.

L’ aggredito non ha al momento formalizzato una denuncia penale, ma la polizia, intervenuta sul posto, avrebbe identificato almeno uno degli aggressori.

Ma ieri stesso la sua denuncia pubblica è stata ripresa dalla comunità “omofobia stop”, che l’ ha rilanciata sui social networrk (nella foto), e poco fa le agenzie di stampa hanno battuto un ‘report’ sul caso.

 

 

Category: Cronaca

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Comments (1)

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  1. Francesco Indennitate ha detto:

    Siamo proprio sicuri che la discussione sia stata generata dal fatto che questo ragazzo fosse omosessuale?
    Non è la prima volta che accade che normali liti poi vengano fatte passare per aggressioni omofobe.
    L’ultima volta che in una trasmissione televisiva una indignata conduttrice prendeva le difese di un ragazzo gay, perché sarebbe stato cacciato da un lido perché gay, si è scoperto in diretta che la discussione era sorta per tutt’altri motivi.
    E poi cosa c’entra il 25 Aprile, quella stagione vide in prima fila i comunisti che dipendevano dalla’Unione Sovietica dove gli omosessuali venivano mandati a morire nei Gulag della Siberia.
    Basta con i luoghi comuni e con l’ipocrisia che pervade questo paese.

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