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IO, FURINO, CAUSIO E BONIEK…MAURO PANTANI FRA LECCE E JUVENTUS SI CONFIDA CON leccecronaca.it SU TRASCORSI, REALTA’ E PROSPETTIVE

| 27 aprile 2016 | 0 Comments

di Carlo Infante______

Da tempo avevamo in serbo un’ intervista al professor Mauro Pantani, indimenticato centrocampista avanzato dell’U.S. Lecce negli Anni Settanta, e da tempo apprezzato opinionista calcistico. Lo scudetto conquistato dalla Juve ce ne dà, finalmente, l’occasione.

Mauro Pantani nacque a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, il 30 giugno 1940 e giocò in molte squadre, fra cui: Arezzo, Bologna, Prato, Cremonese, Lecco, Pesaro, Salernitana, Avellino, Monza, Pescara e Cosenza.

Appese le scarpette al chiodo, fu docente di Educazione Fisica, per lunghi anni, presso la Scuola Media “Quinto Ennio” di Lecce.

Dunque vive a Lecce da oltre quarant’anni e continua ad essere stimato per arguzia e simpatia.

E’ ancora particolarmente amato dai tifosi avellinesi e salernitani e vorremmo giusto rammentare che, nell’amichevole Avellino-Milan, del 20 dicembre 1972, al 9° minuto portò gli irpini in vantaggio (la partita si sarebbe conclusa 1-5), con un gol definito spettacolare dai cronisti. Erano gli anni d’oro dei rossoneri di capitan Rivera e di Nereo Rocco.

Invece, anni prima, con la maglia bolognese, come marcatore si era distinto nella Mitropa Cup. Qui lo vediamo (primo da sinistra, in piedi) in una foto del Lecce del ’73/’74 ed in una avellinese, di gennaio, alla presentazione del libro “I ragazzi del ’72”

 

D.) – Sappiamo che sia, da sempre, un grande tifoso juventino, cosa prova alla vittoria di questo 32° scudetto? Che ci vuol dire, in particolare, su questo campionato della Juventus?

– «Bravissimi tutti! Ci sarà tempo per esprimere giudizi personalizzati, per adesso bravissimi tutti! Grandiosi! Cominciando dal simpatico livornese (ndr: l’allenatore, Massimiliano Allegri) che, con acume e notevole intelletto, li ha portati ad ottenere questo straordinario risultato».

Poi Pantani ci mostra una foto del 1952, della sua prima squadretta, si chiamava proprio “Juventus”. In quel di Foiano, erano in sette, e Mauro – sorridente – era il più piccolo, aveva appena 12 anni. Nelle prime squadrette, fu sempre il più piccolo (ndr: toscanamente dice piccino), infatti fu un talento precoce. Sempre a proposito di Juve, ci dice che, quando era capitano dell’Avellino (in serie C, nel 1972-1973), fu omaggiato della tessera del locale “Juventus Club”; gli irpini ancora gli telefonano sovente.

D.) – A proposito di bandiere bianconere, sappiamo che ebbe modo d’incontrare, sul rettangolo verde, Giuseppe Furino, ce ne vuol parlare?

– «Lo incontrai nel campionato di serie C 1965-1966, in un Savona-Entella in cui, a seguito di un calcio d’angolo e trattenendomi per la maglia, ci fece un gol (io militavo nella squadra di Chiavari). Rimasi molto male, in quanto era più basso di circa 25 centimetri e così, al ritorno, realizzai due gol. Comunque rimanemmo in ottimi rapporti».

D.) – Sappiamo che conobbe il mitico Barone Franco Causio, ce ne vuol parlare?

– «Lo conobbi che era appena 16enne, al suo esordio nella Rappresentativa di Serie C, giocava nella Sambenedettese. Mentre, in quella nazionale, io ero un fuoriquota. Da avversari ci affrontammo nel campionato di serie C 1968-1969; ero capitano del Monza, lui giocava nella Reggina. Era già un fenomeno, tantoché, appena subentrato, ci segnò un gol da centrocampo! Ci frequentammo anche nel tempo libero, nel Salento, negli Anni Settanta».

D.) – Poi conobbe anche Boniek…

– «Frequentai anche lui, quando fu allenatore del Lecce, nel 1990-1991. Come allenatore non ha avuto molto successo, perché è una persona perbene. Come generalmente accade ai grandi campioni (penso a Maradona, Platini eccettera). Potete pubblicare questa foto, sempre di quel periodo; fu scattata durante una trasmissione radiofonica, a “Canale A”».

D.) – Dopo la vittoria sulla Paganese, il Lecce è ora secondo in classifica, come vede il finale di campionato per i giallorossi?

– «Sabato giocerà a Benevento, male che vada sarà il primo dei play-off; poi dovrebbe affrontare l’Alessandria. Si può solo auspicare che, in momenti così decisivi, esprima tutte le proprie potenzialità. Forse andrò alla prossima partita, sono stato invitato dall’amico Salvatore Di Somma, direttore sportivo dei campani. Giocammo insieme nel Lecce del ’73/’74 e colgo l’occasione per aggiungere che mi piacerebbe molto se venisse presto a collaborare con i giallorossi, perché il calcio necessita di professionisti preparati e di polso».

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Sport

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