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CONDANNATO IL MINISTERO DELL’ ISTRUZIONE: ‘PER ME A SCUOLA PRE RUOLO E DI RUOLO PARI SONO’

| 26 maggio 2016 | 0 Comments

di Stefania Isola * (avvocato – per leccecronaca.it)______
Nel mondo della scuola, quando si cerca di far valere le proprie ragioni contro quelle del Ministero, o ci si arrende presto alle difficoltà o, se si decide di andare avanti,  ci si prepara ad una lotta impari che, in qualche caso, porta a sentenze dal significato poco chiaro.

Ma capita che la Giustizia non sia sempre così miope e gli effetti possono, in questi casi, essere dirompenti.

E’ successo recentemente proprio questo con una sentenza del tribunale di Roma.

Il giudice, infatti, ha dato ragione ad una docente creando un precedente che potrebbe consentire di veder riconosciuto come servizio di ruolo l’intero servizio di insegnamento pre ruolo già svolto.

Oltre a ciò il MIUR è stato condannato alla collocazione stipendiale maturata sin dal primo contratto ed alla modifica del punteggio maturato.

In sostanza il Tribunale di Roma, disapplicando la normativa nazionale, ha uniformato l’ordinamento interno a quello comunitario, sanzionando l’indubbia disparità effettuata dalla normativa nazionale tra personale docente assunto a tempo determinato e personale a tempo indeterminato che svolge le stesse mansioni e sia in possesso dei medesimi requisiti.

Normalmente l’amministrazione scolastica, nella ricostruzione di carriera, riconosce l’anzianità pregressa solo al momento dell’assunzione a tempo indeterminato considerando il così detto periodo pre ruolo soltanto parzialmente.

Questa procedura ha come conseguenza che la sua retribuzione rimane al livello economico stipendiale iniziale dell’insegnante a tempo indeterminato di prima nomina senza tener conto dell’anzianità maturata nel corso dei rispettivi contratti.

Il Giudice ha, invece, contestato l’applicazione ai docenti di una normativa nazionale che si contrappone a quanto disposto dalla direttiva della comunità europea che impone, di contro, il divieto di discriminazione tra contratti a tempo determinato e contratti a tempo indeterminato.

Il numero di docenti e di personale ATA (amministrativo-tecnico-ausiliario) che potrebbe essere coinvolto in vertenze di tale tipo, è stimato nel numero di 600mila unità in tutta Italia.

E con queste buone premesse, le possibilità di far valere i propri diritti, aumentano vertiginosamente.

Approvato il nuovo decreto su scuola e ricerca

 La Camera ha approvato, con 268 voti a favore, il decreto scuola e ricerca.

Il d.l. n. 62/2016, con disposizioni urgenti sulla funzionalità del sistema scolastico e della ricerca, diventa quindi legge dello Stato, nella versione “blindata” già approvata precedentemente in Senato.

Le novità riguardano le norme per l’assunzione di docenti della scuola dell’infanzia, lo stanziamento di fondi per il prolungamento del programma “Scuole belle” (64 milioni di euro), finanziamenti per 12,2 milioni all’anno destinati agli alunni disabili che frequentano le paritarie e fondi per un bonus di 500 euro per i diciottenni, con l’estensione della card per consumi culturali anche agli studenti extracomunitari residenti in Italia.

Sono state anche prorogate, fino al prossimo 15 settembre, le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti della scuola statale, oltre al raddoppio dei compensi ai commissari del concorso a cattedra ed approvata la procedura per i pagamenti delle supplenze.

E’ stato, inoltre, deciso anche un contributo di 3 milioni di euro, a decorrere dal 2016, da destinare alla scuola sperimentale di dottorato internazionale del “Gran Sasso Science Institute” (Gssi) e interventi relativi alla compilazione dell’Isee per i nuclei familiari che hanno tra i loro componenti persone con disabilità o non autosufficienti.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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