USA TRIPADVISOR PER DIFENDERE L’OLIO DI PUGLIA: UNA NUOVA CAMPAGNA CONTRO I RISTORATORI CHE DANNEGGIANO IL TERRITORIO

| 3 settembre 2016 | 1 Comment

di Eleonora Ciminiello_______Immaginate di sedervi a tavola presso uno dei tanti ristoranti, trattorie o locali tipici disseminati in ogni angolo della Puglia: il vostro palato è pronto a pregustare il sapore dei pomodori, magari su una bruschetta o una frisa prodotte da uno dei forni a legna locali.

Chiedete l’olio: l’aroma, la consistenza e le proprietà dell’olio pugliese costituiscono il giusto completamento per trasformare una bruschetta in una gioia per il palato. Il cameriere vi raggiunge con poche bustine (ah noi è la legge!). Il primo pensiero che balza alla mente è: certo che il ristoratore avrebbe potuto scegliere una di quelle bottiglie scure, altrettanto legali, per presentare l’oro di Puglia, e che diamine!

Abbozzate e vi accontentate delle bustine, concentrandoci sul contenuto.

Prendete una bustina e prima di scartarla leggete le informazioni sul retro: sarà prodotto da ogliarola o cellina? Lo stupore prende il sopravvento: prodotto in terre lombarde!! Lombarde? Forse è uno scherzo. Forse è l’involucro a provenire da Milano e dintorni. Ed invece no!

Restate basiti, in Puglia patria dell’olio fra i più apprezzati al mondo per il suo gusto e le sue proprietà, alcuni ristoratori servono oli provenienti da altri luoghi.

Anziché promuovere la tipicità, la genuinità, l’essenza stessa della Puglia, ovvero i suoi pregiati prodotti alimentari, tanti ristoratori preferiscono, probabilmente per risparmiare un po’ di quattrini, servire il primo olio che capita per condire i propri piatti.

Insomma, uno smacco alla Puglia che questa volta arriva proprio dai suoi stessi abitanti.

Sarà stato questo che Ivano Gioffreda del Popolo degli Ulivi, nonché presidente di Spazi Popolari, avrà pensato alla vista di un olio non autoctono, servito in un localino salentino.

Queste le sue parole:

Spesso è indispensabile difendere il Salento da sé stesso, difenderlo da coloro i quali scelgono la strada più semplice e più economica per produrre reddito, a discapito dell’immagine genuina ed autentica che da sempre contraddistingue questa terra.
È quello che succede, sempre più spesso, nei ristoranti e per giunta in trattorie e osterie disseminate in tutto il territorio e a pagarne le spese è ancora una volta l’olio salentino.
Emblema della cultura salentina, l’olio del Salento, apprezzato in tutto il mondo, è spesso bistrattato dai ristoratori locali, che preferiscono servire a tavola olio di altre regioni, addirittura lombardo, pur di risparmiare.
Il Salento non si apprezza solo con gli occhi, ma anche e soprattutto con il palato: i ristoratori che non servono a tavola olio del territorio DEVONO essere osteggiati, in ogni modo.
Il modo migliore è quello di lasciare commenti negativi sui portali che raccolgono recensioni, primo fra tutti TripAdvisor, sottolineando la ragione della valutazione negativa.
Chi non serve Olio del Salento in Salento, danneggiando i prodotti tipici, l’economia, l’immagine stessa di questa terra non merita di avere nemmeno un commensale pagante a tavola.
Lasciamoli SOLI!

Condividiamo questo appello di Ivano Gioffreda, che ringraziamo per la splendida idea, perché crediamo che i ristoratori salentini e pugliesi tutti, che non propongono ai propri commensali olio frutto del territorio non solo danneggiano l’immagine della Puglia, ma ne svendono l’essenza, l’economia e la cultura enogatronomica.

Contrastare le scelte di questi ristoratori, privilegiando chi punta sul territorio, non è solo un modo per difendere la propria identità territoriale, ma è anche il miglior modo per indirizzare la Puglia lungo la strada di un turismo e di un’economia a Km0.

Quindi utilizziamo TripAdvisor ogni volta che andiamo a mangiare fuori, per premiare chi valorizza il territorio, e punire chi non lo fa: probabilmente riusciremo in questo modo a cambiare le abitudini di qualche ristoratore, che comincerà a guardare ai prodotti della sua terra, prima di cercare altrove.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Buongiorno, mi auguro che sia una bufala…oppure la gente è davvero impazzita.

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